domenica 4 settembre 2016

Itinerario per un viaggio in Sardegna.

E anche quest'anno ci siamo, stiamo per andare in Sardegna in vacanza. E se è vero che a Alli piace il mare, a me piace la storia, quindi cercheremo di fare un po' di entrambi. E poi anche a Alli piace la storia. E avrei anche da mangiare alcune cosette che mi mancano qui in Palude, e in questo sono certa che Alli mi seguirà senza se e senza ma. Insomma siamo una cosa sola.

Ghilarza
Arrivati al porto di Golfo Aranci la mattina alle sette (con sveglia alle sei e sbarco alle otto), faremo colazione sulla nave, perché non mi ci vedo ad aspettare di esser fuori, e nonostante la sveglia presto mi lascerà lo stomaco un po' chiuso, farò uno sforzo e mangerò qualcosa (ooooh). Come ho già detto, spero di ricordarmi di lasciar perdere il cappuccino, ma ormai il cappuccino non lo sa fare più nessuno, quindi un po' ovunque mi ricordo di lasciarlo perdere. Vedremo cosa offre la casa, dal sito della compagnia sembrerebbe che ci siano croissant, tè, spremute e panino con burro e marmellata: direi ottimo per iniziare la giornata.

Foto da corsica-ferries.it.

giovedì 1 settembre 2016

Riassunto del mese di agosto.

Agosto non ti riconosco. Pioggia e temporali per le prime settimane, finalmente estate nelle ultime: un mese diviso equamente tra il bello e il cattivo tempo, evviva la democrazia.
Leggiamo di più 2016.
Il primo agosto ho finito di leggere Un'idea di destino – Diari di una vita straordinaria di Tiziano Terzani, che mi è piaciuto abbastanza. È strano vedere nella sua quotidianità una persona che si è conosciuta attraverso i suoi libri, in parte autobiografici, ma calatissimi nella Storia, libri reportage e libri che raccontano anche una filosofia di vita. Nei diari mi hanno colpita non solo i vuoti, lunghi mesi, ma anche i suoi propositi (disattesi) di scrivere il diario quotidianamente; anche io sono piena di buoni propositi che, vista la vita che ho impostato, i miei interessi e il mio modo di essere, non dovrebbero essermi difficili, invece spunta fuori sempre il mio Io-Pigro a polemizzare su quei due o tre buoni propositi che mi concedo.
Foto da Feltrinelli.it.
Ho letto anche un piccolo giallo, niente di che per il giallo, ma Giallo su giallo è interessante perché è ambientato al Tour de France ed è scritto da un giornalista sportivo, e il protagonista è un giornalista sportivo, e i testi degli articoli sulle gare ciclistiche riportati nel romanzo sono i suoi, veri, di giornalista, opportunamente modificati. Non so se quei ciclisti esistano davvero, ma alla fine del libro volevo diventare ciclista. Anna di Ammaniti invece è il libro con cui ho inaugurato la nuova tessera della biblioteca: è ambientato in Sicilia dopo un'epidemia mondiale che ha ucciso, e uccide ancora, tutti gli adulti, vale a dire che a mano a mano che i bambini entrano nella pubertà muoiono; loro lo sanno ma nel frattempo si arrangiano. Interessanti due parole trovate nel libro: “continente”, e con preposizione “nel continente”, a conferma che non solo i sardi dicono così riferendosi all'Italia; cambia solo la preposizione, semplice in Sardegna, articolata in Sicilia. Poi “marpione” a significare “maniaco, depravato, guardone, mano morta, viscido, schifoso”: si parla di uomini naturalmente e, contrariamente a quanto ipotizzato davanti all'espressione confusa di Alli e altri, non è una parola che ci siamo inventate io e mia sorella, quasi un codice segreto fra noi, ma esiste davvero e con il significato che conosciamo noi. Un altro caso di modi di dire puramente isolani? In italiano “marpione” è un imbroglione senza scrupoli, a voler esser buoni un furbacchione. Nulla di sessuale, quindi.

lunedì 29 agosto 2016

Il mio animale domestico * Mein Haustier.

Io purtroppo non ho animali domestici a Berlino, però posso raccontare del mio animale domestico italiano: in Italia avevo come animale domestico una simpatica mosca. Prima di conoscere la mia mosca, gli animali non mi piacevano tanto: a quei tempi a casa mia c'erano non solo mosche ma anche ragni, scarafaggi e per breve tempo anche un topolino, ma io li ho sfrattati tutti. La mosca è stata l'unica a capire che io non sono severa come sembro. Ogni volta che la cacciavo infuriata, lei tornava da me intrepida e paziente. Alla fine ci ho rinunciato e le ho permesso di restare a casa con me.
Ora conosco meglio la mia mosca, perciò posso raccontare qualcosa di lei e delle sue abitudini. Volava ovunque per tutto il giorno, qualche volta si concentrava su un punto e quando io la fissavo a lungo mi veniva subito mal di testa. Quando qualcosa nella mia vita mi dava fastidio, mi saltava la mosca al naso, e da parte mia non era carino, lo so, ma ascoltare uno sfogo è uno dei compiti di un'amica, e lei era davvero un'amica, perché ogni volta che avevo bisogno di parlare con qualcuno, lei c'era. Mangiava anche volentieri: era una buongustaia, e quando io provavo una nuova ricetta, lei accettava di assaggiarla, per dirmi il suo parere e darmi eventualmente i suoi consigli.
Adesso lei è in Italia, perché per motivi di salute non avrebbe sopportato il lungo volo dall'Italia alla Germania. Naturalmente mi manca e mi sento molto sola, perché qui a Berlino non ho ancora trovato un'amica come lei.
[Elle, 7 marzo 2008]


lunedì 22 agosto 2016

Nel frattempo, in palude...

Mentre organizzo le mie vacanze, non smetto certo di pensare al mio giardino e al mio orticello. Certo, Bianchina non ha avuto bisogno di me per sbocciare a luglio, mentre io mi riposavo:


martedì 16 agosto 2016

Strumenti utili per un viaggio in Sardegna.

Nonostante io sia “nata e cresciuta” in Sardegna, non l'ho mai visitata con occhi interessati. Da piccola mi spostavo solo sull'asse genitori > nonni, da giovane ero troppo insoddisfatta della mia vita per vedere oltre il mio naso. Non ricordo chiaramente quando è sbocciata in me la convinzione che la vita vera sarebbe stata oltre il mare, ma posso dire ora che quel guazzabuglio di cose che ho fatto “in continente” in questi quindici anni ha svolto degnamente il suo ruolo di percorso di formazione; per tornare subito sul nostro tema posso aggiungere che vedere posti davvero nuovi per me, in cui a tutti i costi mi volevo integrare, mi ha permesso di sviluppare quell'occhio attento e quel tipo di curiosità che sono propri del viaggiatore e che possono, quindi, servire degnamente nel cosiddetto viaggio alla riscoperta delle proprie origini; o anche, se preferite, al viaggiatore che ha sentito parlare della Sardegna, ma con pareri contrastanti, e vorrebbe sperimentarli di persona, ma con l'accompagnatore giusto. Parlo di Alli, e l'accompagnatore sarei io.


Preparare un viaggio in Sardegna.

giovedì 11 agosto 2016

Introduzione a una vacanza in Sardegna.

Agosto, tempo di ferie, ma io come ogni anno andrò in vacanza a settembre. E, come ogni anno, andrò in Sardegna. La stagione estiva, la cosiddetta alta stagione, solitamente dura fino al 15 settembre, mentre la bella stagione, almeno in Sardegna, può durare anche fino a tutto ottobre, ma diciamo pure sino a metà mese. A novembre inizia la pioggia, dura un mese, fa danni, poi sparisce per un anno. Eppure in Sardegna c'è anche tanto verde, boschi di lecci, dicono, macchia mediterranea, per non parlare delle pinete a far da barriera alle spiagge e degli oleandri lungo la strada statale. Lungo le provinciali, invece, ci sono i fichi d'India, che in Sardegna potreste sentire nominare al femminile “le fichi d'India”, perché il fico in sardo è femmina, e ci vuole un attimo a confonderli.


Ho scoperto che, però, non tutte le strutture ricettive rispettano la data del 15 settembre: dipende non solo dalla zona, anche dal gusto personale far pagare il prezzo dell'alta stagione fino al 15 settembre, o solo sino al 31 agosto; far iniziare la stagione a maggio o giugno, oppure non prima di luglio e così via. Dicono che la Sardegna sia cara, ma dipende sempre da cosa si pretende compreso nel prezzo, infatti in Sardegna, come più o meno altrove, ci sono tre tipi di vacanza:

lunedì 1 agosto 2016

Riassunto del mese di luglio.

Luglio è stato un bel mese, mi sono ben ripresa dall'incubo di giugno, che, poverino, non ne ha colpa, ma davvero è stato pieno di tutto, anche di pensieri negativi. Che ora non ricordo più, per fortuna.
A luglio ho riflettuto sul mondo, cioè su ogni singolo libro letto, cioè sulla mia vita, cioè su tutto ciò su cui si può riflettere.
Ho (abbiamo) curato l'orticello, seminando e vedendo spuntare le lattughe, osservando crescere le piantine di melanzane, anche quella che dopo il trapianto sembrava spacciata. Ho travasato le piantine di pomodori, che non cresceranno mai più di così, ma mi piace crederlo, anche quando vedo dei pomodori grossi così negli orticelli dei vicini. Abbiamo mangiato le prime patate del nostro orticello! Niente di che, a dir il vero, ma che emozione dissotterrarle.

domenica 3 luglio 2016

Riassunto del mese di giugno.

Se maggio è stato ricchissimo, giugno è stato pienissimo. Talmente pieno che mi sento ingolfata. Si è concluso con un fine settimana di riposo totale, ma non mi è bastato, credo proprio di aver bisogno di ben altre ferie.


Leggiamo di più 2016.
Per prevenire, ho iniziato il mese leggendo: due bei romanzi di Laura Pugno, di cui ne avevo già letto un altro e che mi era piaciuta molto, hanno fatto da apripista. Quando verrai e La caccia sono storie particolari come, mi pare di aver capito, ne scrive sempre lei, e mi piacciono. Stile simile ma sempre un pochetto più crudo, diciamo meno fiabesca, ha Simona Vinci, di cui ho letto Brother and Sister, e mi è piaciuto anche questo. Un breve testo teatrale di Marcello Fois, Stanze, mi è sembrato interessante: “Dentro queste case che siamo resta il peso di ciò che abbiamo detto, ma anche di ciò che non abbiamo osato dire […] quanto si impregnino di noi le pareti, […] quanto ostinatamente assorbano gli umori di chi le ha abitate.” Io con la Casa ho un rapporto particolare, ma il racconto tratta anche il tema della famiglia, e le protagoniste sono due sorelle diverse fra loro, ma in fondo anche simili. 

mercoledì 29 giugno 2016

Pagnotta di semola e farina di canapa.

Il 15 giugno sono inizati nell'entroterra del lago gli eventi estivi, e a uno di questi siamo andati anche noi. Si trattava di un mercatino biologico, un po' di musica e qualche furgone che vendeva panini, anche se adesso li chiamano "food truck" e vendono "street food". Comunque offrivano panini e patatine fritte. Le bancarelle invece offrivano miele, marmellate, pane, abbigliamento con tessuti naturali e altre cose biologiche, tutta roba già vista, ma una bancarella ha attirato la nostra attenzione: quella della canapa. Si tratta di un negozietto della zona che vende solo prodotti ottenuti dalla canapa, del tipo non psicotropo (che mi fa venire in mente "licantropo"). Ci sono stati elencati tutti i benefici della canapa e abbiamo assaggiato l'olio, dal sapore deciso, che è stato definitivo noccciolato ma a me sembrava carciofoso, abbiamo toccato con mano una maglietta di canapa, una fibra più morbida del cotone e, a quanto pare, più facile da coltivare. C'erano anche i semi di canapa, buoni da mangiare crudi, o per fare l'olio o per fare la farina.

La farina di canapa è scura, e nel pane sembra che ci siano semi di papavero.

Ingredienti.
450 gr di semola di grano duro
50 gr di farina di canapa
20 gr di semi di girasole
250 gr di acqua a temperatura ambiente
7 gr di lievito madre secco
9 gr di sale
10 gr di zucchero integrale di foresta (o lo zucchero che preferite, noi ora usiamo questo)

venerdì 24 giugno 2016

Il giardino dello Spirito.

A giugno ha piovuto tanto ma tanto ma tanto. E se ve lo state chiedendo: sì, si può dire “ha piovuto”, forma corretta tanto quanto “è piovuto”. A me quest'ultima suona strana, ho sempre usato l'ausiliare “avere”, se non vi fidate dello Spirito, la Crusca ne parla qui.
Il mio giardino è tutto in rigoglio, al 18 settembre quasi l'erba nascondeva le piante aromatiche, che avevo messo a contorno della palma:


Proprio davanti alla palma c'è la borragine, che si sta trasformando in betulla o altra pianta ad alto fusto. Ha foglie enormi che si possono mangiare, preferibilmente cotte, oppure crude ma in piccole quantità. La borragine copre il garofano rosa, sulla sinistra, oltre al quale c'è l'origano, poi una pianta con lunghi rami che salgono verso l'alto e che ha dei fiorellini bianchi (quelle chiazze di luce sulla sinistra): è il coriandolo. Tra il coriandolo e la palma si vede un cespuglione verde, che è la mia melissa.

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