giovedì 18 ottobre 2007

Berlin (Alexander Platz), 18. Oktober 2007


Berlin (Alexander Platz), 18. Oktober 2007

Dal vostro corrispondente a Berlino.
Ciao mia cara bellina, oggi ho visto la famosa Alexander Platz cantata anche da Battiato, ma non ricordo in quale canzone, anche se ci sono lavori in corso e perciò non l'ho vista in tutta la sua rinomata grandezza; ho visto anche l'orologio che indica tutte le ore del mondo, varie sculture in bronzo, la stazione dei treni piena zeppa di negozi (sono minuscoli, qui si risparmia spazio), e quanti parrucchieri, e che strani! Sono arrivata in piazza dalla Frankfurter Allee, la strada dove c'è la scuola di tedesco, a piedi; avevo preparato i panini a casa e li ho mangiati camminando, ma che fatica: avevo il vento contro ed era gelido! Non potevo mangiare coi guanti, ma nemmeno senza, perché con le mani ghiacciate non riuscivo a tenere il pane, così alla fine li ho rimessi, crepi l'avarizia! C'è veramente freddo, proprio ora che sentivo di stare guarendo. O no? Non ho capito se sto meglio oppure no, il naso gocciola meno e anche la tosse è diminuita, ma non so; oggi comunque è l'ultimo giorno della cura.
Alla scuola di tedesco.
Ma torniamo sulla Frankfurter Allee, alla scuola di lingue: sono salita al terzo piano, con prima una tappa al secondo perché ho visto la porta  aperta e pensavo di aver contato male i piani ed essere già arrivata, ma quelle al secondo piano erano solo aule; al terzo piano invece c'è l'accoglienza, dove ho aspettato il mio turno finché un'altra ragazza ha finito di discutere la sua iscrizione ad un corso di un'altra lingua, di sicuro, perché parlava bene tedesco (ma era tedesco?). Quando sono arrivata alla scuola era l'ora della pausa e tutti i ragazzi della scuola entravano e uscivano da una stanzetta e avevano tutti una tazza mug in mano, quindi forse quella è la cucina... sbaglio o quello è un frigorifero? Mentre aspettavo il mio turno ho letto un po' di fogli appesi in bacheca: nuove lezioni al pomeriggio, una serata di teatro, corsi speciali di grammatica, conversazione, letteratura, un libro usato in vendita, due o tre stanze in affitto: di questi annunci ho staccato il foglio, domani scrivo perché per fortuna l'unico recapito indicato era l'indirizzo e-mail; insomma i soliti annunci da bacheca, ma scritti in tedesco, naturalmente, ed io li ho capiti! Dall'ingresso, il terzo piano si estende ai due lati della porta: a sinistra c'è la sala d'attesa, che a sua volta si estende tutta sulla sinistra, ci sono un tavolino e due poltrone, poi all'angolo un tavolo con un computer e uno scaffale pieno di cd o cassette, di fronte a questi, all'altro angolo, c'è il banco della reception, alto e a semicerchio. Lungo la parete opposta al banco accettazione, c'è un divano verde pisello e dopo il divano quattro porte: la cucina o sala pausa-caffè che sia, i due bagni donna/uomo, e l'aula 1, Raum 1 (eins); tra il divano e l'ingresso c'è la Raum 2 (zwei). Dall'ingresso direttamente verso destra ci sono altre aule, un ufficio e altri due bagnetti.
Finalmente tocca a me: ho detto in tedesco “vorrei fare un corso di tedesco”, e poi “tu sei Christine?”, la ragazza all'accettazione si è stupita ma mi ha sorriso: sì, era lei; allora le ho spiegato che avevo scritto una mail alla scuola, lei mi ha chiesto il mio nome, e poi una cosa lunga che non ho capito; le ho chiesto di parlare lentamente, e lei ha detto “hai già fatto il test?”, no, “vuoi farlo ora?”, sì, mi ha detto che avrebbe fatto le fotocopie del test e che avevo tutto il tempo che volevo per completarlo; così mi son seduta su una delle poltroncine e quando mi ha dato il foglio l'ho compilato: alcune cose non le sapevo e alla fine, alla sessantesima domanda, mi si chiedeva di scrivere una storiella sulla base di cinque vignette.. uff, non avevo voglia di inventare, e poi che razza di storia, per me che non conosco bene la lingua; nelle vignette ci sono due tipi in bicicletta ognuno con un cane, inizia a piovere, i due si riparano sotto un albero (sono un uomo e una donna), anzi si litigano il posto sotto l'albero; continua a piovere, peggiora, e alla quarta vignetta già sorridono e brindano, anche i cani sorridono; infine smette di piovere e riprendono a pedalare ma stavolta nella stessa direzione felici e contenti. In italiano è facile, ma in tedesco? Per prima cosa ho deciso di scrivere tutto al presente, per evitare errori grossolani coi verbi; poi ho scritto:
1. Hans va in bici al parco col suo cane e incontra Hanna, anche lei col suo cane; subito inizia a piovere;
2. Hans non è contento, a lui Hanna sta antipatica; anche al cane sta antipatico il cane di Hanna;
3. continua a piovere;
4. continua a piovere; ma Hans e Hanna chiacchierano assieme e ridono; i cani giocano;
5. adesso splende il sole; è nata un'amicizia.
Tu che ne dici? Christine mi ha corretto il test in un attimo, secondo me oramai l'ha imparato a memoria, è lo stesso test che c'è su internet, l'avevo fatto anche io già una volta, anche se dopo la quinta domanda non ne avevo più voglia e l'avevo mollato; oggi, 52 risposte giuste, è confermato il livello A2, e quando Christine ha letto la storiella ha sorriso, chissà se conta la fantasia dello svogliato. Comunque inizio il corso lunedì alle nove; oggi è giovedì, non lo sapevo..
Ok, ho appena visto sul vocabolario che la parola "amicizia" nella storiella me la sono inventata di sana pianta! Naturalmente la base è “Freund” ma non sapevo quale suffisso aggiungere per passare da “amico” a “amicizia” e nel dubbio ho messo quello sbagliato: ho scritto “Freundheit”, anziché “Freundschaft”, e vabbè, è il pensiero che conta. La mia parola “Freundheit” non esiste proprio, forse è per questo che Christine ha sorriso.
In Alexanderplatz.
Dopo l'iscrizione al corso mi son fatta tutta Frankfurter Allee, col vento contro: dopo una piazza la strada diventa Karl-Marx Allee, e arriva in Alexander Platz, più o meno: ci sono dei lavori in corso alla fine della strada e non so con certezza se già da lì sia Alexander Platz, infatti le cose belle da vedere sono tutte sulla sinistra; comunque sotto la piazza passa la linea della metro e c'è una bella stazione anche là sotto, l'ho girata tutta e poi son risalita; fuori dalla stazione ho avuto conferma dell'importanza della "Fernsehturm", la "torre della televisione": ho pensato che cavolo ce ne frega di avere in tutte le guide la torre della televisione? Mica è un monumento importante! Beh, non so se ha una storia che lo renda interessante, potrebbe essere la prima costruita in Europa o roba simile, ma è sicuramente imponente! Altissima, più della Siegessäule di ieri, che è alta 59 mt per la precisione, infatti la Fernsehturm è alta ben 365 metri e vista da sotto fa impressione, mi veniva anche il capogiro a guardarla da giù, perché dietro la torre si spostavano le nuvole e sembrava che si muovesse la torre!
La Fernsehturm.
Il primo giorno, quando ho visto la Fernsehturm da lontano, pensavo fosse una colonna araba perché ad un certo punto della torre, verso la fine, c'è una palla quasi di specchi da cui poi parte il pennone, che finisce a punta, ma infatti più che una moschea sembra la palla di una discoteca anni Settanta. Purtroppo quando l'ho vista era dietro la cupola del duomo, che volevo fotografare, quindi è uscita nella foto al duomo, ma anche se stonava nell'architettura, se fosse stata davvero la torre di una moschea sarebbe andato bene, per unire cupola cristiana e colonna musulmana, no? Presto però ho ipotizzato che fosse la Fernsehturm, perché se ne parla davvero dappertutto, e infatti è così; anche sulla Fernsehturm si può salire e naturalmente da quell'altezza si vede tutta la città, anche perché da tutta la città si vede 'sta torre! Direi che solo se ti metti dietro a uno dei grattacieli puoi evitare di vederla: funge da guida come a Siena la cupola del duomo, ma stiamo parlando di due cose ben differenti: una cupola su una collina circondata da palazzi di media altezza risalenti al medioevo, e a quei tempi il duomo fungeva davvero da guida e da punto di riferimento, la sua cupola, il suo campanile e le sue torri dovevano essere più alte di tutti gli altri tetti o delle torri, i quali non dovevano superare il duomo in altezza! Quindi una cupola su una collina circondata da palazzi di media altezza risalenti al medioevo e una torre della televisione che è più alta dei grattacieli e di tutti i campanili in pianura; vince la Fernsehenturm, te lo dico io! Comunque spuntava anche da dietro la Marienkirche, ossia la chiesa intitolata a Maria, che è lì vicino, perciò questa l'ho fotografata da sotto, così non risulta “inquinata” dalla torre della televisione. Poi ho fotografato di nuovo la Fernsehenturm anche da sotto, perché fa impressione davvero. In generale ho fotografato poche chiese, stavolta solo cose “diverse”, ma sono al quarto rullino soltanto, che per i miei standard è pochissimo in 5 giorni, lo sai!
La Museuminsel.
Dopo la Fernsehturm ho camminato ancora fino ad un punto in cui ero già stata il primo giorno ma senza sapere di essere lì: la Museum Insel; è un punto in cui nel fiume Spree c'è un'isola e su quest'isola ci sono musei, ma anche il duomo si trova lì, ma non avevo capito di essere su un'isola perché dopo aver fotografato il duomo ero tornata indietro, e comunque se avessi continuato avrei attraversato un'altra volta lo stesso fiume ma pensando che in realtà i fiumi fossero due paralleli!
Sull'isola c'è l'Alte National Galerie, con opere contemporanee (non sono entrata: foto da fuori alla scalinata), l'Altes Museum, con opere antiche, il Bode Museum (non ho capito cos'è), e il Pergamon Museum che appena potrò, visiterò, potrò anche per la lingua, non solo per i soldi, perché lì ci sono opere dell'antica Roma, Grecia, Islam e Medioriente. La facciata dell'Alte National Galerie è un portico antico con colonne, ora è tutto in ristrutturazione, e vicino al cantiere c'è un passaggio pedonale, una passerella in legno coperta da una tettoia e aperta sul lato della strada, mentre sul lato del cantiere è chiusa da una parete di legno: al centro di questa parete c'è un cartello rosso con tre spioncini: sopra il primo c'è scritto "come era nel 1912", e da lì si vede una vecchia foto della facciata, del 1912 appunto; sopra il secondo c'è scritto "come è oggi", e lo spioncino è un vero e proprio buco da cui si possono vedere i lavori in corso; sopra il terzo spioncino c'è scritto "come sarà nel 2009" e da lì si vede una riproduzione in 3D della facciata così come sarà alla fine dei lavori, nel 2009.
La scoperta.
Una scoperta che ho fatto l'altro giorno in un negozio dove ho comprato un quaderno per gli esercizi è che qui ci sono dei quaderni piccoli sottilissimi per gli Hausaufgaben, i compiti a casa, ma non per farli, bensì per segnarli! Anziché avere il diario, c'è questo quaderno con due giorni per pagina o forse erano due materie, che forse dura un trimestre, e costa 25 centesimi, carino.
Ma la scoperta migliore l'ho fatta al rientro: ho preso il bus fino alla fermata più vicina a casa, anche se da lì devo camminare forse per dieci minuti ancora; non ne potevo più di camminare, ero in marcia da mezzogiorno e mezzo, quando sono uscita dalla scuola, ed erano le sedici e trenta quando sono arrivata dalla Museum Insel alla stazione centrale, inoltre mi stavo pisciando! Comunque, dicevo che dalla stazione ho preso il bus 123 fino alla fermata vicino alla Bäckerei in cui faccio colazione, perché volevo bere qualcosa di caldo (avevo le mani ghiacciate) e magari, perché no?, mangiare un dolcetto: perciò arrivata lì ho preso il cappuccino e una pasta rettangolare col cioccolato, buonissima, e il cappuccino caldo mi ha riscaldato!
Beh, mentre scrivo mi vengono in mente altre due scoperte che ho fatto oggi: numero uno, alla Bäckerei c'è un bagno per i clienti, strano ma vero, quindi posso risparmiare i 50 centesimi della City Toilette, da domani; numero due, alla Bäckerei c'è anche una brocca di latte freddo che posso aggiungere al cappuccino bollente per evitare le ustioni permanenti; numero tre, sarà meglio che la sera se voglio entrare in una Bäckerei ed uscirne sorridente vada in quella più avanti, perché in quella in cui faccio colazione il turno serale alla cassa lo fa una ragazza antipatica, quella simpatica che c'era la prima sera non c'è più, o forse quella simpatica serale lavora nella Bäckerei in cui andavo prima per sbaglio, bah. Ok, le altre due scoperte sono tre.
Le spese.
Quindi ricapitolando le mie spese quotidiane sono: 4 euro e 20 per il bus, 1 euro e 50 per la colazione, circa 2 euro per il pranzo o per la cena, perché per ora uno dei due pasti è una fetta di pane doppia con salame e verdurina, più una fetta di pane doppia con formaggio e verdurina, più una mela, di solito questo è il pranzo, poi per cena faccio il salto alla Bäckerei, l'ho detto io che qui ingrasserò, altro che! Ma per ora non posso fare altrimenti per risparmiare, perché se entro in un supermercato perdo il filo della spesa, meno di dieci euro alla volta non spenderei, invece se faccio così sto bene attenta a non esagerare; almeno finché non trovo un lavoro.
Ricapitolando il piano d'azione, invece, è il seguente: tre settimane di corso, e appena sono in grado di ascoltare un tedesco che mi parla, inizio a fare telefonate per lavoro e scrivo il curriculum, breve ma intenso, nel senso che voglio ridurre ancora di più le esperienze di cui mi vergogno, riassumendole in esperienze di cui potrei vantarmi. Dopo la ricerca del lavoro ci sarà quella della casa, ma visto che posso stare in ostello non mi affretto: Christine ha detto che Moabit non è una bella zona, e bah! E perché? Perché ci sono immigrati? Razzista. Non so, sicuramente è lontana, ma col prossimo ostello (quello prenotato dall'1 al 15 novembre) mi avvicino alla scuola; ho preso poi il depliant di un ostello che la scuola di lingua consiglia, quando cercavo su internet non l'avevo considerato perché le stanze che costano "da 10 a 16 euro a notte" sono tutte da 16 euro! Si avvicina natale e gli ostelli aumentano i prezzi, quindi dopo il 15 novembre potrei anche ritornare in una zona lontana dalla scuola, ma ci penserò più avanti. Il problema con le case non è la lingua, ma i tre mesi di caparra, che sono almeno 600 euro, ma solo ipotizzando un fantastico affitto da soli 200 euro al mese, che moltiplicato per tre mensilità di anticipo è uguale a 600 dannati euro.
Saluti.
Vabbè solita lunga mail, ma le leggi tutte fino alla fine? Non so, io le scrivo anche come promemoria, perché se devo scrivere un “diario a nessuno” mi annoio, invece se scrivo a qualcuno sono motivata e vado anche spedita; poi penso che a te interessi conoscere queste cose nuove, e cosa vedo e faccio, no?
PS. Qui in ostello sono rimasta sola con una certa Francesca from Italy: lo so perché quando sono rientrata ho letto la targhetta della sua valigia; il suo letto è quello affianco al mio, al posto della “svedese”, ed è bionda anche lei; poi sono andate via le giapponesi e sono arrivate quattro spagnole chiassose; l'altra “vecchia” di cui ti dicevo ieri non è italiana, oggi ha parlato al telefono e secondo me arriva dall'est europeo, ma non ho capito che lingua ha parlato, ha parlato col suo boyfriend a cui ha mandato due bacetti e poi è andata a farsi la doccia, ora è uscita; sono rimaste anche le due “tedesche” amiche (metto tra virgolette perché sono mie ipotesi), che ora posso definire “vecchie”, e la ragazza color cappuccino che è ancora “nuova”.
Altro PS. La scoperta di cui ti dovevo dire, prima di perdermi nelle mie divagazioni pertinenti, era che il bus 123 si ferma alla fermata vicino alla Bäckerei in cui faccio colazione, che è molto più vicina all'ostello rispetto alla fermata alla quale scendevo prima!
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