giovedì 25 ottobre 2007

Berlin (Frankfurter Allee), 25. Oktober 2007


Berlin (Frankfurter Allee), 25. Oktober 2007

Aaahh!! Ora capisco perché tutte le insegnanti di tedesco non ti spronano ad usare gli aggettivi, al corso A1: perché sono difficili! Oggi giochino coi dadi e le frasi con aggettivi; anche in italiano gli aggettivi si declinano, cioè cambia la vocale se è maschio o femmina, singolare o plurale, e non sono semplici perché di regola a/e è la desinenza del femminile, e o/i del maschile, ma ci sono anche casi in cui l'aggettivo è invariato (ad es. “dolce” è uguale sia al maschile che al femminile, o “grande”), quindi anche in italiano non è semplice; in tedesco lo è anche meno perché c'è anche il neutro e in più ci sono i casi, quindi cambia la desinenza anche se l'aggettivo si riferisce al soggetto o all'oggetto o all'oggetto indiretto! Io non li avevo mai fatti, ma il gioco è stato interessante perché non potevamo sbirciare gli appunti o la tabella sul muro, eppure io in base alle risposte che davano gli altri ho ricostruito la regola, e alla fine anch'io rispondevo bene e la mia pedina avanzava nel gioco; in glottodidattica questo è il metodo deduttivo, cioè faccio l'esercizio e da lì deduco la regola, il metodo induttivo è quello tradizionale, ossia studio la regola e poi faccio l'esercizio. Interessante esperienza. Poi a casa mi son fatta lo schemino e altri esercizi, perché secondo me è bene integrare i due metodi. Alcuni non riescono a fare gli esercizi a casa, io quelli li faccio ad occhi chiusi, anche quelli sulle declinazioni degli aggettivi, anzi penso che i miei altri due libri mi sarebbero stati utili per integrare la mole di compiti di diverso tipo (il libro delle medie e quello viola di mamma e papà; e poi ero convinta di aver preso quello con il cd da ascoltare, la storiella con esercizi, forse era nella mia bellissima borsa dell'università che ti ho lasciato all'aeroporto).


Piccola aggiunta al 25:
Consigli.
Liebe Topi,
ho notato ieri che io non ho il vocabolario, a lezione intendo. Tutti ce l'hanno, più o meno grande, tipo il nostro codice civile, ti ricordi? Io mi sento meglio quando noto queste cose, infatti riesco quanto loro a seguire, e quando non capisco chiedo, ma quando l'insegnate mi risponde, io ci arrivo da sola, loro invece aprono il vocabolario; naturalmente quello dei giapponesi è elettronico, un mini computer. Ho saputo che domani e venerdì avremo un'altra insegnante, me l'ha detto la romana, che dice che quest'altra, Beate, è migliore di Tina, più attiva e più coinvolgente e che lei, la romana, forse rischia di essere maleducata ma cerca di fare domande e intervenire per movimentare la lezione. Io le ho detto che quando parla (lei, la romana) io non la capisco, perché mette in mezzo cose in inglese (forse lo conosce bene, ma la pronuncia mi sembra un po' troppo aperta, prova ad immaginare come pronuncia le L di WELL..); lei ha ammesso di fare un miscuglio. Uno? Ma tu dimmi, una che dice "ich gehe to Germany", pure i cani sanno che si dice "Deutschland", e all'infinito del verbo tedesco mette davanti il “to”: dice “to studieren” come se fosse “to study”, ma dai!! Per fortuna lei finisce il corso venerdì. Comunque mi consiglia di chiedere di essere spostata al corso del pomeriggio dove ci sono Beate e un'altra insegnante altrettanto brava... tu cosa pensi che io pensi? Io ho pensato: perché anziché dare il consiglio a me, non l'hai fatto tu?! Non capisco queste “amiche” improvvisate, comunque l'ho ringraziata per la dritta.
Ok. Mach's gut (stammi bene).

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