martedì 23 ottobre 2007

Berlin (Kreuzberg), 21. Oktober 2007


Berlin (Kreuzberg), 21. Oktober 2007

Domenica, strade vuote.
Ci sono alcune zone della città in cui ricapito per caso e altre in cui non sono ancora andata; la veneziana ad esempio prende anche lei la U9 ma va dalla parte opposta alla mia e scende alla stazione di Zoologischer Garten, da cui poi dice che può andare ovunque; ho provato anch'io e appena sono risalita in superficie dalla stazione chi ti vedo? La famosa chiesa col campanile monco: è stato distrutto durante la seconda guerra mondiale e avevano deciso di abbattere tutta la chiesa per ragioni di sicurezza, ma i berlinesi la volevano conservare, perciò è stata lasciata così, in ricordo degli ”orrori della guerra”, come dice la targa. E cosa ti fa la nostra Elle? Foto su foto, nonostante il ghiaccio polare che avvolgeva le mie manine guantate. Ma c'era un vento forte e talmente gelido, e alla fine la zona era talmente deserta, che poco più avanti sono scesa nella stazione della metro di Kurfürstendamm: sulle scale quando si scende c'è un vento a volte freddo a volte tiepido, ma poi sotto si sta bene; lì ho preso un treno scocciata per il freddo, dove va va! Poi sulla guida ho visto che la zona di  Kurfürstendamm è famosa per i suoi negozi, ecco perché oggi era deserta.
Almeno sulla guida, si fa molta distinzione tra est e ovest di Berlino, perché per anni, quasi trenta, le due parti si sono sviluppate separatamente e in competizione fra loro, perciò spesso ad una piazza o grande viale ad est corrisponde una piazza o grande viale ad ovest; io per ora ho visto soprattutto la ex zona est, e il quartiere Mitte (che ho visitato il primo giorno) che dovrebbe essere il “centro” di Berlino e fisicamente lo è, in realtà si trova nella ex zona est!
Est ed Ovest.
Sul tram ho consultato le mie due guide: una è per le carte ingrandite e dettagliate, invece quella che mi ha regalato Silvia è per le informazioni sui luoghi che vedo; poi ho la mappa della rete di trasporti, con cui ho calcolato che dal Kurfürstendamm potevo arrivare alla Ostbahnhof e da lì poi andare alla famosa East Side Gallery, nella ex zona est, e così ho fatto. Ti ho detto che il biglietto del bus vale due ore? E che vale sia per il bus che per tram, metro e treno? Solamente per uscire dalla città devi farne un altro, oppure fai quello che è valido anche nella zona C, ossia la fascia fuori città; io faccio quello AB per centro e periferia, poi c'è quello BC e infine quello ABC.
La East Side Gallery è lunga 1,3 km, dice la guida: è un pezzo del muro di Berlino rimasto in piedi, e nella parte est del muro nel 1990 artisti di diversi Paesi europei e del mondo ci hanno dipinto sopra, quindi ci sono tanti murales, forse ognuno aveva due-tre metri a disposizione, alcuni molto belli, coloratissimi, in uno c'era scritto “curriculum vitae” e “storia del muro” (questa frase in inglese, molte frasi erano in inglese o in tedesco, in altre lingue poche - in più, varie scritte aggiunte dopo, anche un “lazio merda” decisamente fuori luogo...) e poi sul “curriculum vitae” erano segnati gli anni: precisamente dal 1961, anno di costruzione del muro, al 1989, anno della “caduta”, ma non è che è caduto da solo, l'anno buttato giù, e poi c'erano anche altre date, perché ho letto mi pare anche 2007. Il primo giorno, vicino al Reichstag, il parlamento, ho visto una serie di croci bianche di cartone attaccate alla rete che delimita il parco di Tiergarten, e su ognuna c'era un nome e la data di nascita e morte: sono alcune delle persone che sono morte tentando di scappare verso ovest scavalcando il muro o in altri modi (anche nascosti nel baule della macchina!), anche persone di appena diciott'anni; era scritto in tedesco o in inglese, quindi non ho capito molto di più. Comunque la East Side Gallery è molto artistica, ma non da l'idea di ciò che il muro rappresentava per i berlinesi.
Dopo spaghetti dal cinese alla stazione ho camminato più o meno senza meta. Presto ho capito di essere nel quartiere che la guida definisce punk: case colorate, strade un pò più sporche, anche se deserte, e molte scritte su muri e portoni dei palazzi; solo una casa aveva un bel disegno fatto a triangolo sul muro di un palazzo e alto fino all'ultimo piano, quindi interrotto solo dalle finestre: un uomo un pò trasandato appoggiato ad una moto (gilè in pelle, barba, sigaretta e bottiglia di birra), scritta in tedesco “noi siamo i fuorilegge, solo i fuorilegge sono veramente liberi”; poi ho notato che la moto era vicino a un muro su cui c'era un varco (forse è stata la moto a sfondarlo) e oltre il varco si vedeva una macchina ferma ma con i fari accesi, forse un parcheggio, forse un posto di blocco oltre il muro (quello di Berlino o un muro generico?); poi il cielo azzurro saliva su e diventava notte fino alla punta del triangolo dove il disegno finiva nello spazio e alle stelle si aggiungeva un satellite. Mi è piaciuto.
Misteri da incomprensione.
Cammina cammina sotto un ponte non c'è un fiume ma un giardino, tipico giardino all'italiana: prato verde, viali ben definiti, siepi potate (quello all'inglese invece ha tanti tipi di piante diversi lasciate crescere spontaneamente, senza potature di sorta); sono scesa dal ponte da quella parte, il viale è lungo e largo come un canale, e finisce in un laghetto che è più una grande piscina rettangolare, anzi una fontana perché c'erano otto zampilli sul lato destro e otto sul sinistro; lungo i bordi del viale che arriva sin lì ci sono delle panchine sotto un pergolato di non so che fiori (non era uva né bouganvillea), e vicino alla fontana-piscina (o piscina-fontana) un roseto. Sulla sponda opposta al viale un cafè con ombrelloni e dietro una chiesa (St. Micael). Altre foto.
Da lì sono tornata indietro passando per il viale, ossia sotto il ponte dal quale sono scesa (il viale era pieno di ciclisti della domenica, anche famiglie, finalmente il deserto è finito), e sono arrivata in Oranienplatz dove ho trovato una bacheca informativa con la pianta della zona e tutta una storia da leggere; sono contentissima, l'ho capita quasi tutta, ma per colpa di alcune parole mi manca la cosa più importante, e per colpa di altre parole mi sono incuriosita tantissimo e voglio scoprire se quello che ho capito è vero! In breve: quel viale che passa sotto il ponte, con panchine, prato, sentieri e siepi, in origine era un canale costruito per collegare la Spree, che passa dietro la chiesa di St. Micael (più o meno a destra sulla cartina, io da lì ho seguito il viale andando verso sinistra, quindi verso ovest) al canale che si chiama Landwehrkanal; non ho capito se e quando questo canale è stato riempito d'acqua e usato, ma poi è stato trasformato in viale e zona verde, e non capito nemmeno perché! Sono curiosa e appena saprò un po' meglio la lingua tornerò a leggere; alla fine la parola che più mi ha incuriosito era sotto una foto: Pappeln, è l'unica che ricordo, c'era scritto che quella era una foto della piazza di quand'era senza questi “Pappeln”, ma quando l'ho cercata sul vocabolario ho scoperto che sono i pioppi... non mi svela il mistero! Sotto Oranienplatz prima c'era un canale? Che ora è stato coperto per fare la piazza e il viale che la collega a St. Micael e alla Spree a est, e al Landwehrkanal a ovest? Nelle foto di inizio secolo la piazza c'era, era più grande e ci passavano i tram. Era già stata bonificata? Lo scoprirò!
Ho continuato verso ovest seguendo il viale o ex-canale (lo scoprirò!), sempre meno “all'italiana” e più selvaggio, quasi un bosco vero, con sottobosco e viali meno definiti, fino al Verkehrgarten, indovina cos'è? Ti do un aiutino: "Verkehr" significa traffico e "Garten" giardino o parco giochi.. ci sei arrivata? È un giardino recintato, con alberi, cespugli sentieri, tettoie di legno.. semafori alti quanto una persona adulta, cartelli stradali e delle vie, segnali stradali segnati a terra, rotonde e incroci, insomma un parco giochi per insegnare ai bambini il rispetto del codice della strada! La domenica è chiuso, quindi non so dirti se si gira in bici, coi pattini o se ci sono automobiline, ma che idea carina. Poi, per dirti della precisione tedesca, al cancello era appeso un cartello, un foglio plastificato, con tanto di foto: un ufficio un pò in disordine, con oggetti per terra, e c'era scritto che a settembre, nella notte tra venerdì e sabato (non ricordo il giorno) sono entrati i ladri nell'ufficio del Verkehrgarten, scassinando la finestra, e hanno rubato le seguenti cose; poi c'era l'elenco puntato con il furto, davvero poca roba, tra cui pacchetti di caramelle, monete dal barattolo delle mance, la cornetta del telefono ma senza il telefono (mi pare d'aver capito così) e altre sciocchezze; la polizia sta indagando, chi avesse informazioni, qualsiasi aiuto è accettato con piacere. Ma ti pare? Ma saranno stati ragazzini, hanno preso le caramelle.. forse erano senza zucchero.
Oltre il Verkehrgarten il viale-boschetto continua fino al Landwehrkanal, ed io poi ho girato a destra (quindi verso nord) e ho costeggiato il fiume per tornare a casa, e come al solito ero stanca e lontanissima!

Ad un tratto mi è venuto in mente che da quelle parti (ero a Kreuzberg, l'avevo controllato per vedere se l'ipotesi del quartiere punk era giusta, e lo era) ci sono altri pezzi del muro, così sono andata da quella parte.
Continuo la prossima volta, ora mi bruciano gli occhi, e da leggere ce n'è per giorni.. ho aumentato il carattere, stavolta me lo sono ricordato!
Ciao Topi, a presto. Tschüss Topi, bis bald.



Berlin (Kreuzberg), 21. Oktober 2007
Die Mauer.                 
Ho ricontrollato la cartina, quando ho seguito la mia guida per vedere gli altri pezzi del muro, e in realtà dal viale di Oranienplatz e dintorni, io sono scesa verso sud, poi risalita a ovest lungo il Landwehrkanal e tornata a nord da lì; tu immagina una linea in verticale che è Friedrich Strasse e ad un certo punto è tagliata da Koch Strasse e poco più avanti (lato superiore della carta) da Zimmer Strasse; lungo la Friedrich Strasse, dopo l'incrocio con la Koch Strasse e prima di quello con la Zimmer Strasse, c'è il Check Point Charlie; un check point si capisce cos'è: è il punto in cui si fa il check in, una sorta di dogana, ed è un casotto tipo casello autostradale dove stavano i militari e controllavano chi entrava e chi usciva dalla zona est: dopo il check point, con la Zimmer Strasse iniziava la zona est (Koch Strasse era "ovest"); il muro ti ho detto che è stato costruito dalla DDR (leggi "de de er"), ossia il governo della Germania Est, perché molti abitanti fuggivano verso ovest, dove c'erano americani, inglesi e francesi e quindi anche più lavoro e migliori condizioni di vita; perciò al check point c'è tanto di cartello che avverte nelle due lingue (inglese e francese) e naturalmente in tedesco, che si sta lasciando la zona ovest! All'incrocio sulla Zimmer Strasse passava il muro, e qui sì che si avverte l'atmosfera, forse perché ora ci sono i palazzi, ma dalle foto di repertorio ho visto che prima c'era uno spiazzo libero e avevano costruito oltre il check point una struttura proprio come i caselli autostradali, con una decina di ingressi/uscite e naturalmente mille controlli da parte dei militari; quando il muro è stato buttato giù ancora in quel punto non c'erano palazzi, altrimenti l'avrebbero visto dalle finestre, almeno al primo piano perché era alto due metri circa; sul punto in cui c'era il muro ora c'è una doppia fila di pietre a livello della strada, come se fosse stata lastricata solo con due pietre e ora ti spiego com'era.
Il Muro.
Tu immagina l'incrocio: Friedrich Strasse è la strada verticale e Zimmer Strasse quella orizzontale; noi siamo all'incrocio e lì c'è il check point (il casotto è una riproduzione, quello vero in mattoni è conservato nel museo lì a fianco, quello finto forse è di legno o cartongesso); a sinistra e a destra (in Zimmer Strasse), ai piedi del marciapiede che c'è ora, passava il muro: arrivava da destra e da sinistra verso l'incrocio e lì attraversava la strada, che quindi risultava chiusa; dall'altra parte della strada si ricongiungeva nel casello d'ingresso; le foto mostrano che spesso quelli che avevano il permesso di uscire dalla zona est perché lavoravano a ovest, nascondevano nel cofano della macchina quelli che volevano fuggire, oppure si erano inventati anche un doppio fondo del baule e altri metodi che non ho capito, perché le macchine in uscita venivano setacciate ogni volta con calma; ho letto che chi tentava di scavalcare o scappava di corsa dopo essere stato scoperto, veniva ucciso e alcuni sono morti anche solo due mesi prima che si decidesse di abbattere il muro; nelle foto in cui si vedono persone nel baule, i loro occhi sono nascosti dal rettangolo nero.
A Zimmer Strasse passava il muro, diciamo nel lato della strada a sud, in quello a nord oggi le pareti (ma forse sempre) erano tappezzate di cartelli con la storia del muro, in tedesco o in inglese, però ho capito abbastanza, e dove non capivo intuivo. Ho seguito tutto il racconto, tranne la parte politica, e ho visto le cartine dove è segnato il percorso del muro nella città: ci sono comunque i cartelli nelle strade che indicano “berliner Mauer” e chi vuole può seguire quelli, anche se i pezzi rimasti in città sono distanti fra loro, comunque ho visto che lungo il tratto verso ovest che ho fatto dopo per andare via da lì, continuava la striscia di due pietre nel punto esatto in cui c'era il muro. Io ho girato a sinistra in Zimmer Strasse, e lì più avanti c'è un altro pezzo del muro, questo davvero grigio e brutto, dà proprio l'idea di qualcosa di militare e se lo guardi di fronte puoi immaginare che qualcuno stia per spararti alla schiena; dalla parte ovest di questo pezzo c'è la Topographie des Terrors, ossia una mostra di foto e cartine e ritagli di giornale del “terrore”, non ho letto molto perché non ne avevo voglia, c'era un freddo cane, e troppa gente ammucchiata là sotto: era come un ex sotterraneo ora all'aperto, nel senso che c'erano delle scalette che portavano un metro più giù rispetto alla strada e dei resti di archi, quindi forse un cunicolo sotterraneo, ma il piano che c'era sopra è crollato; in realtà mi pare di aver letto che lì c'era il quartier generale nazista, quindi forse prima della costruzione del muro era già stato buttato giù, ma sono rimaste queste arcate che risultano ai piedi del Muro (ai piedi del Muro c'è un metro-un metro e mezzo di pavimento, sotto il quale c'è questa "galleria del terrore"); le foto erano appese ai muri e coperte da una tettoia di legno, non so... ma credo che la notte le tolgano.
Ho proseguito fino alla vicina Postdamer Platz, che non avevo ancora visto, e ho seguito le tracce del muro sull'asfalto, ma lì non ho più resistito e alla fine mi son decisa per i mezzi di trasporto, perché ormai con la vescica piena, la paralisi da congelamento alla faccia, e il colpo della strega causato dallo zaino, camminare equivaleva a strisciare. Ho anche pensato che quel freddo che avevo io, e il mal di schiena perché mi piegavo in due per non averne, e tutto per appena dieci gradi... nei campi di concentramento gli ebrei ce l'avevano tutti i giorni, e non avevano il mio giubbotto in pelle, ma vestivano anche di miseri abitucci estivi che avevano addosso da quando erano entrati. Sempre a lamentarmi! Potevo pisciarmi addosso per riscaldarmi! Peccato che con quel vento sui pantaloni umidi secondo me avrei solo peggiorato la situazione.
Ho fatto diverse foto, anche alla striscia di pietra per terra su cui c'era la targa “Berliner Mauer, 1961-1989”; e anche alla cartina gigante della città con il Muro segnato in rosso (il quale ora risulta a ridosso dei palazzi, perché da allora tutta Berlino è rinata), chissà se si vedrà qualcosa della foto una volta sviluppata.

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