sabato 27 ottobre 2007

Berlin (Prenzlauer Berg), 27. Oktober 2007

Berlin (Prenzlauer Berg), 27. Oktober 2007
 
Francesca non mi ha lasciato nessun biglietto, quindi posso svegliarla per le dieci, anche se è rientrata alle sette! Io dalle quattro e mezza ho continuato a svegliarmi perché la brasiliana è senza sveglia e oggi doveva prendere il treno alle otto e mezza perché va via, così quando mi ha chiesto se avevo una sveglia da prestarle le ho detto che gliel'avrei puntata sul mio telefonino e le ho detto “se la senti tu, per spegnere premi il tasto rosso, altrimenti, tanto io mi sveglio, se vedo che non ti muovi ti chiamo io”; gliel'ho detto perché la prima mattina mi ha chiesto di svegliarla quando uscivo, ma a quanto pare si è riaddormentata, o non mi ha nemmeno vista, perché Francesca ha detto che si è alzata alle nove come lei (io l'avevo chiamata alle sette e mezza); ecco perché per sms ho fatto un casino per sapere se davvero cambiava l'ora oppure no!

Insomma, stamattina è venuta a me, l'ansia che lei non si svegliasse e continuavo a svegliarmi e controllare l'ora pensando che fosse tardi e lei non avesse sentito la sveglia; oltretutto ha russato tutta la notte! Poi l'ho chiamata e si è alzata a sedere di scatto, come un burattino con la molla, mi ha fatto l'ok col pollice e un occhio ancora addormentato e io mi son rimessa a letto; per questo ho sentito rientrare Francesca; alle sette è suonata anche la mia sveglia, e dopo mi sono addormentata, ma col pensiero che Francesca era appena rientrata e che dovevo farla dormire un po' di più; alle dieci mi sono svegliata, lavata, preparata, poi l'ho chiamata: lei appena apre gli occhi è subito sveglia e attiva, anche se è rimasta coricata stava già chiacchierando...
Per le undici siamo uscite e andate alla mia Bäckerei, dove ha preso il famoso croissant alla noce: dentro cioccolato con granella di noci, e fuori granella di noci; anche il cappuccino le è piaciuto: per lei dipende tutto dal caffè, per me dal latte e dalla schiuma. Poi siamo andate a Prenzlauer Berg dove c'è questo parco in cui a quanto pare il sabato e la domenica fanno il mercato dell'usato, ma siccome ieri quando è uscita altri tedeschi le hanno detto che è solo la domenica, eravamo pronte anche ad una delusione; e così è stato.
Ma noi non ci siamo date per vinte perché oramai era ora di pranzo, e non ti parlo del freddo. Siamo andate al centro commerciale della stazione (ce n'è uno in ognuna, a quanto pare) e abbiamo mangiato la türkische Pizza, ossia un ovale di pasta di pizza, ma più sottile, condita con sugo e spezie, e dentro, come nel kebab, ci puoi mettere verdure o carne e salse, a scelta, ed è arrotolata; e abbiamo fatto un piccolo strappo alla nostra dieta tedesca: le patatine fritte, potevo evitarle, anche perché la türkische Pizza era abbastanza sostanziosa. Il pranzo tipico turco-tedesco è diventato italiano perché ci siamo sedute, e tra una chiacchiera e l'altra ci siamo alzate da tavola due ore dopo aver finito di pranzare. I tipi del locale simpaticissimi hanno corretto anche i nostri errori di tedesco: quando sono andata a pagare e ho sentito che elencava le cose in tedesco sono cascata dalle nuvole! Beh, dopo tutte quelle chiacchiere in italiano, pensavo di essere in Italia! Dopo pranzo cappuccino, costoso ma buono, ma a me non è piaciuto: troppa tipica schiuma; ce l'hanno dato da portar via, e su una mensola c'erano a nostra disposizione zucchero, panna (qui la mettono nel caffè al posto del latte), cacao o cannella (stavo per sbagliare!), i tappi per il bicchiere di carta (e da lì abbiamo capito che anziché kleine, come avevamo chiesto e pagato, ce l'hanno fatto medium), le palettine e i tovaglioli. Francesca conferma che forse è l'aria tedesca a far venire fame, perché anche lei ne ha sempre, anche se oggi il pranzo ci fa anche da cena.
Dopo abbiamo fatto un giro verso sud, in treno, per vedere una statua che un giorno ho visto dal treno e che la brasiliana ha visto in una cartolina e voleva sapere dove passare per arrivarci: io le ho detto la mia ipotesi, perché mi ricordavo su che treno ero quando l'ho vista (domenica scorsa, quando andavo alla East Side Gallery), e il tipo dell'ostello ce l'ha confermato. Ci siamo andate: è una statua in alluminio, dal treno sembrano due uomini piatti, in realtà sono tre e questa lastra di alluminio ha tanti buchi tondi; sono uno di fronte all'altro e abbiamo pensato a un simbolo di unione fra persone diverse, anche se sembra che abbiano la bocca aperta per litigare (sono di profilo); la cosa che mi ha incuriosito è che la statua è dentro il fiume, e sul pelo dell'acqua poggiano i piedi dei tre, sembra che escano dall'acqua o che stiano fluttuando; abbiamo letto che è alta trenta metri e pesa 45 tonnellate, in effetti fa impressione.
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