mercoledì 17 ottobre 2007

Berlin (Tiergarten), 17. Oktober 2007

Berlin (Tiergarten), 17. Oktober 2007

Liebe Topi,
la letterina di oggi si può intitolare “Übungen im Tiergarten”, cioè “esercizi a Tiergarten”, che è un quartiere di Berlino, e prende il nome dall'omonimo parco, definito dalla guida “polmone verde” della città, bonificato recentemente dopo essere stato raso al suolo durante la seconda guerra mondiale: prima era una zona residenziale, mentre ora sembra un bosco di montagna. La cosa più particolare di questo parco, a parte il fatto che per me è un vero e proprio bosco, e che io non sono abituata a certi paesaggi quindi lo trovo particolare anche solo per questo, a parte questo la cosa particolare è che si estende attorno ad un bel nodo di traffico, le solite strade larghe e trafficate che immaginiamo in mezzo ai grattacieli, non in mezzo ad un bosco.
La Siegessäule.
All'incrocio di queste larghe strade c'è una grande rotonda, al centro della quale si innalza una colonna altissima sulla cui cima troneggia una statua d'oro, o almeno il colore è quello; la statua è quella della dea Vittoria, messa lassù in onore di non so quale battaglia vinta dai tedeschi, la colonna è veramente alta, mi pare sessanta metri, e si chiama “Siegessäule” (leggi "sighessoile"), ossia “colonna della vittoria”, appunto, ma l'ho capito solo ora che sono a casa e ho cercato la parola nel vocabolario, perché sulla carta della città la zona della rotonda è indicata anche come “grosser Stern”, ossia “grande stella”. Sotto la colonna non ci sono indicazioni e gli unici cartelli sono quelli che indicano un sottopassaggio, sembra un bunker, che ridere. Vabbè che un bunker io non l’ho mai visto.
Su questa rotonda si incrociano sei strade abbastanza larghe, ma una è la più importante, ossia quella intitolata al 17 giugno (“17. Juni”), che la attraversa e continua dall’altra parte, ma non ho ancora scoperto cos'è successo in questa data; quando la strada arriva all'incrocio con la rotonda, ai due lati della strada, proprio all’angolo di ogni lato, c'è un edificio semplice, quadrato, con due porte da cui due rampe di scale scendono e poi si uniscono al centro, perciò la seconda rampa è unica e conduce ad un tunnel: è una specie di sottopassaggio per attraversare Strasse 17. Juni, un’alternativa alle strisce pedonali regolate da semaforo. La strada arriva alla piazza con la Siegessäule da sud-ovest (sinistra della cartina), e poi prosegue oltre la piazza verso nord-ovest, più o meno; anche dall’altra parte della rotonda l’attraversamento di Strasse 17. Juni è possibile tramite un tunnel a partire da due edifici gemelli, uno per ogni lato della strada. Il tunnel a sud-ovest della rotonda ha in più una traversa a metà del suo percorso che conduce alla rotonda, e da lì sale in superficie a pochi metri dalla Siegessäule, questo tunnel ha perciò una forma a T. I tunnel sono poco illuminati, anche se non troppo umidi e comunque non puzzano né di umido né di pipì, però sono freddi come una catacomba. Vabbè che forse non ho mai visto nemmeno una catacomba.
Il parco di Tiergarten.
Tutto questo l'ho scoperto alle due del pomeriggio, perché la mattina ho girato per il parco; sono arrivata percorrendo una delle strade “minori” delle sei che si congiungono alla grosser Stern, e sono entrata nel parco subito dopo il primo sottopassaggio, ma lì il parco non mi è piaciuto, era buio e c'erano gli innaffiatoi accesi per innaffiare l'erba sotto gli alberi, se non stavo attenta rischiavo di fare una doccia ghiacciata, in un punto ho dovuto addirittura correre perché giravano abbastanza veloci. Allora ho attraversato la 17. Juni sfruttando il passaggio pedonale di superfice, e sono andata dall'altro lato della strada per entrare nel parco da un altro ingresso, perché come ti ho detto queste sei strade sono circondate dal bosco; da quella parte il parco è più curato, ci sono i vialetti, i laghetti con le anatre e i cigni, i ponticelli sull'acqua, tanti alberi verdi, o arancio e gialli, e naturalmente ciclisti, mamme con passeggini, persone che corrono, o che passeggiano col cane, ed io col mio zainetto che cammino senza meta.
Girando girando sono arrivata ad un altro degli ingressi del parco, un viale affiancato da tanti lampioni a gas tutti diversi tra loro, ognuno aveva una targhetta col nome di una città, non solo città tedesche, e mi pare di aver capito che i lampioni sono stati donati a Berlino da queste città, appunto, ma non ho capito perché; dal cartello ho capito solo che sono lampioni a gas e che la serie di regali continua anche fuori dal parco, nel quartiere Hansaviertel ("Viertel" significa "quartiere", e si legge "fiirtel") che si trova dall'altra parte di quella strada. Da quell'ingresso ho proseguito poi verso l'interno del parco, tenendomi sulla sinistra del viale, perché lì ho visto il fiume, anzi credo fosse un canale, e lo sai che a me i fiumi piacciono, anche se mi fanno paura, così ho camminato fino a trovare una panchina, il mio obiettivo, ma è stato difficile: la volevo al sole ma non con le spalle al bosco, perché qui ci sono uccellini piccoli che si mimetizzano con le foglie e che fanno un rumore come di passi, ed io allora mi fisso che c'è qualcuno dietro di me e non mi concentro sui compiti.
Übungen im Tiergarten.
La mia passeggiata lungofiume si è conclusa ad un'aiuola di rose e di altri fiori rosa e rossi, che facevano un bel quadro con gli alberi rossi e gialli; la scena è questa: alla mia destra c'è il canale navigabile, alla mia sinistra parallela al vialetto c'è l'aiuola a forma di fetta d'anguria, il cui lato curvo dà verso il bosco; il vialetto segue anche il lato curvo dell'aiuola, lungo il quale sono allineate una decina di panchine: io mi sono seduta su una di quelle centrali, ed in totale erano sedute lì solo altre tre persone divise in due panchine; poco dopo però le panchine erano tutte occupate: una cosa per me stranissima è che qui le persone prendono posto anche sulle panchine già occupate, e sulla mia panchina eravamo in tre, mentre il quarto posto era occupato dai miei libri; visti di fronte potevamo sembrare rondini su un cornicione, ma più variopinti e disordinati, chi con la bicicletta, chi col passeggino e chi con i libri. Una cosa che ho notato qui è che tutte le coppie di tutte le età camminano tenendosi per mano, che carine.
Come dicevo mi sono seduta e ho fatto un bel po' di esercizi sui verbi e sulle frasi, poi anche oggi ho segnato una decina di parole nuove trovate sugli esercizi e un'altra decina trovate sui cartelli stradali, manifesti, avvisi e targhe che leggo; sto migliorando perché adesso capisco anche qualche titolo di giornale, non tutto l'articolo però, ne ho trovati due di giornali, di settembre e di ottobre, sono specie di opuscoli che danno info sulla BVG (leggi "be fau ghe"), la società di trasporti di Berlino; del cartello all'ingresso del parco invece oggi ho capito che quella è un'area verde protetta in base alla legge del, e poi la data, brava ne?
Le City Toilette.
A proposito di trasporti: il biglietto costa 2 euro e 10 ed è valido per due ore, quando sali sull'autobus dopo la prima obliterazione devi sempre mostrarlo al conducente; oggi all'andata ho fatto la passeggiata perché avevo le mie tappe: alla Bäckerei per la colazione, la prima passeggiatina forse di un quarto d'ora, poi al cesso della Turmstrasse, o meglio City Toilette, un altro quarto d'ora che in quella situazione è durato secoli, poi da lì ho deciso di andare verso il quartiere Schöneberg, ma non ci sono arrivata perché ho capito di essere vicino al parco Tiergarten e ho preferito andare lì, visto che lo scopo della mia uscita alla fine era trovate una panchina e un tavolo; il tavolo non l'ho trovato, se non nell'area giochi del parco: un tavolino con quattro sedie più una per gli ospiti, in legno, carino, ma non mi son seduta perché sopra il tavolo è disegnato il quadrato della dama, e ho pensato che se fossero arrivati i giocatori poi. Forse la quinta sedia è per l'arbitro?
Al rientro, guidata dalla vescica piena, ho attraversato in lungo e in largo la suddetta Siegessäule, due volte, sia col sottopassaggio sia in superficie ai semafori, perciò so che è grande, anche troppo, e che non ha bagni nascosti nei sottopassaggi, perciò alla fine di tanto girare, siccome avevo due spiccioli per il biglietto, son salita sul bus per scendere alla fermata dopo, davanti alla stazione della U-Bahn, la metro, e lì son salita sulla metro solo dopo aver constatato che alla stazione non c'erano bagni; dalla metro sono scesa alla stazione successiva, nella famosa Turmstrasse dotata di City Toilette a monete, ma come ti ho scritto nel sms avevo solo un euro intero e il bagno supertecnologico mi ha indicato, sul display all'esterno: frei/ -,50 e di seguito le monete accettate per il pagamento: da 5, 10, 20 e 50 centesimi, che significa niente monete da 1 euro, infatti me l'ha restituito, almeno questo. Però: disperazione. Ma no, con grande calma e senso pratico ho deciso di tentare la Hauptbahnhof, infatti nelle stazioni minori non ci sono bagni, ma alla stazione centrale delle Ferrovie dello Stato Tedesco ho pensato che per forza ci devono essere, ma 'sti berlinesi pisciano nei vasi di fiori? Poi magari se mi abbasso dietro un cespuglio mi multano pure, e non voglio parlare della figura di merda, anche se dovevo solo pisciare. Tra parentesi: ho visto solo tre volte una macchina della polizia, grigia, o bianca, con una striscia verde, ma non ci sono vigili urbani qui.
I Tele-Internet-Cafè.
La stazione centrale, te l'ho detto, è più attrezzata dell'aeroporto di Cagliari, quindi c’è il bagno; nel sms mi hai suggerito i bar per il bagno, ma qui non esistono bar, i locali sono tutti buchi stipati uno di fianco all'altro, coloratissimi, pieni di scritte che non si capisce dove finisce uno e inizia l'altro, grandi offerte speciali di panini, ciambelle, kebab, si legge quasi in ogni vetrina “cappuccino, caffè, latte macchiato” che qui sono specialità molto richieste, è evidente, così come il più raro “latte macciato”, oppure “pasta, pizza” ma magari è un negozio di turchi o indiani che offre anche il kebab; penso si possa andare sul sicuro quando l'insegna è in italiano o ha un nome italiano (quindi io diffiderei di una del tipo “italienische spezialität”), e se ha il menù in italiano, eventualmente con traduzione in tedesco; comunque non ho intenzione di provare ad entrare. Alla fine, dopo la pipì, io ho comprato un Chicken Wrap al Mac Donalds, praticamente una piadina arrotolata con dentro una crocchetta di pollo, buona.
Siccome erano le quattro e il mio biglietto scadeva alle quattro e mezza, ho fatto in tempo anche a tornare a casa senza pagare due volte o meglio, sono tornata alla solita Turmstrasse dove c'è l'internet point in cui sono andata ieri, naturalmente gestito da mediorientali; secondo me il tipo mi ha pure riconosciuto, giacca beige, capellino verde, occhiali rosa, e gli stessi pantaloni grigi di ieri: sono io; qui le insegne del settore non dicono “internet point”, ma “tele-internet cafè” perché ci sono anche i telefoni, oppure “internet cafè”, ma naturalmente quando si legge "cafè" può significare anche solo una macchinetta self service, o un angolo tabacchi e caramelle, o una piccola rivendita di bibite. A Berlino sembra importante mangiare e bere, almeno dai negozi sembra così, ma potrebbe essere importante per le comunità di immigrati e non per i berlinesi.
Riflessioni.
Ho notato che ci sono pochi cinesi o orientali in genere, nelle zone che ho visto, ma molti mediorientali; se vogliamo parlare dei berlinesi, invece, posso basarmi sulle loro macchine: pulite e lucide, e sul modo di guidare: molto ordinato e civile, e sul modo di parlare: a voce bassa, niente schiamazzi, e questo mi piace anche se non sento nulla di quello che dicono in tedesco! Invece a Siena mi ricordo che la prima cosa che avevo notato e che mi aveva infastidito era la gente sguaiata per strada; anche a Roma era così, quell'unica volta che ci sono andata di sfuggita; qui invece sono tutti calmi, e i bambini girano da soli o comunque si allontanano dai genitori (anche in bici) senza essere costantemente richiamati, quindi direi che i genitori qui sono poco apprensivi, bene, o molto incoscienti, mah..
Non ho ancora visto una lavanderia a gettoni, per strada; non so come si chiamino, ho provato sulle "Gelbe Seiten" (le "pagine gialle") usando varie combinazioni di nomi, e alla fine solo con "waschen" (lavare) ho ottenuto risultati, ma non vorrei che fossero lavanderie a secco, quelle le ho viste, ci sono, uffi domani ritento, comunque per ora non è urgente.
Ora ti lascio, mi bruciano gli occhietti, domani vado ad informarmi alla scuola, farò solo due settimane, se si può, e magari qualche lezione individuale di ascolto. Ciao, ciao, a presto!
L'ostello.
Ps. in camera siamo dieci, ma ci sono forse altre due camere, o una camera mista, anche se ragazzi non ne ho visto e dall'altra stanza sono uscite solo delle ragazze; ora “vecchie” siamo in due, perché tra ieri e oggi sono arrivate nuove ragazze e andate via le altre; l'altra “vecchia” potrebbe essere anche italiana, ma non lo è, io saluto sempre “hallo” e anche lei mi ha risposto così; stanotte è rientrata... alle otto del mattino, quando tutte ci alzavamo! Bagamunda... ed io che volevo sgridare quella che è rientrata alle 4; quest'altra è nuova e forse è inglese, ma anche lei dall'aspetto potrebbe essere italiana (capelli neri). Poi c'è una giapponese, le giapponesi le riconosci perché sono sempre truccate e ben vestite, anche se le altre due giapponesi sono del tipo meno chic, usano solo cremine e trucchi vari; chissà dove vanno quando escono. L'ultima ragazza arrivata ieri sera è scura di pelle, ma non troppo, potrebbe anche essere latino americana, non l'ho vista bene in faccia; infine una nordica, che oggi già non c'è più: hanno cambiato il piumino e il cuscino al materasso di fianco al mio e ci sono più valigie, vediamo chi è quando rientra. Le altre due sono forse tedesche, bionda e bruna, anche quelle prima di loro erano bionda e bruna, ho rischiato di confonderle, ma ho capito che non erano quelle di prima perché queste sembrano amiche, le altre due invece sembravano fidanzate; stamattina le ho incontrate alla Bäckerei, ma in realtà erano dietro di me e secondo me mi hanno seguita!!
Ora sono in camera e ascolto musica dal computer senza cuffie, perché le cuffie mi hanno fatto pulsare l'orecchio: non voglio che ricominci! Però sinora nessuno si è lamentato per la musica, perché la tengo bassa.

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