martedì 16 ottobre 2007

Berlin (Wedding), 16. Oktober 2007, 11.45 Uhr

Berlin (Wedding), 16. Oktober 2007, 11.45 Uhr

Liebe Topi,
oggi sono in un bellissimo bosco! Qui è molto silenzioso tranne per queste lontane grida di bambini che giocano.
Ho raccolto una foglia gialla, quella tipica dei libri di foglie, ora la conservo come ricordo; questo è il Volkspark Rehberge, ossia il "parco pubblico di Rehberge", però per me è un bosco, perché nei parchi non sono abituata a vedere tanti alberi. Berlino è verdissima, già dall'aereo si capiva: c'era un albero (o forse più) per ogni tetto. Ieri ti ho pensato quando mi sono seduta su una panchina per prendere le gocce e si è posata una specie di coccinella sullo zaino e poi sulla mano: era gialla coi puntini bianchi, una coccinella albina? O una razza nordica senza i pigmenti del rosso?.
Qui si sta benissimo, se avessi la digitale mi farei una foto con l'autoscatto, ora provo senza.
È il tipico parco dove sotto le foglie puoi trovare un cadavere!
Una cosa stranissima qui a Berlino è che le strade sono pulite, ma non ci sono molti cestini: vado in giro con le tasche piene di fazzoletti sporchi!
I mezzi di trasporto.
Ci sono anche molte bici in giro, perché tutte le strade hanno la pista ciclabile (quella rossa) e le bici vanno veloci; una mi ha suonato il clacson perché camminavo sulla pista ciclabile!
In certi momenti c'è molto traffico, le strade principali hanno anche tre corsie per senso di marcia, e ai semafori c'è un gran casino, ma sono tutti calmi, non ho ancora sentito suonare un clacson, a parte quello della bici e la campanella del tram; ognuno rispetta le regole, è tutto molto ordinato, e questo mi piace molto, perché in un certo senso è rilassante; per quanto riguarda i pedoni, mi pare di capire che quando è verde, hanno la precedenza sulle macchine, e fin qui niente di nuovo, ma nessuno dalle macchine protesta o sbuffa o suona il clacson se sei lento, si ferma e basta; se è rosso i pedoni possono passare, ma solo se non c'è nessuno o se è rosso anche per le macchine, se invece c'è qualcuno è meglio fermarsi perché le auto vanno abbastanza veloci, nelle strade principali soprattutto; le strade secondarie spesso hanno il lastricato a pietre anziché l'asfalto, quindi c'è poco da sfrecciare.
Gli autobus mi piacciono molto, soprattutto perché posso fare il biglietto con l'autista, gli do i soldi e lui me lo stampa, ed è la macchina che da il resto, quindi anche se l'autista non sa contare, ce la sbrighiamo in un attimo; i cartelli delle linee sono abbastanza chiari, sono io che non riconosco le zone, perché le mie cartine sono turistiche e indicano solo i quartieri e le strade più importanti, ora sono in Afrikanische Strasse, e credo di essere a nord; qui comunque in ogni strada c'è il cartello col nome della via all'incrocio, perciò non posso sbagliare. Devo ancora andare alla Hauptbahnhof, la stazione principale, e se c'è davvero la carta di Berlino a 1 € me la compro, anche se mi sembra di cavarmela abbastanza bene anche senza. Comunque quando vedo tante bici (però non come a Ferrara, lì venivi assalito dai ciclisti) la vorrei anch'io, solo per non camminare ancora, perché mi fanno male le cosce, ma penso che con la bici non mi godrei (e non imparerei) la città, forse è un mezzo da usare quando la città l'hai già conosciuta un po’, o quando hai un posto dove andare e magari un po' di fretta. 
La gente.
Spesso per strada mi sforzo di ascoltare e capire le chiacchere della gente, poi mi accorgo che non stanno parlando tedesco, ma arabo o turco, non so; nella mia zona ne ho visti tanti, di arabi o turchi, ma credo turchi, non arabi, “Berlino è la seconda città della Turchia”, dicono i berlinesi secondo la mia guida; ho visto pochi neri, e pochi tedeschi; comunque anche quando sento parlare tedesco, non capisco molto; oggi ad una signora è caduto il bastone da passeggio, fuori dal supermercato, un'altra gliel'ha raccolto, e di tutto quello che si son dette ho capito solo “danke”, ed era pure l'ultima parola, troppo facile. Penso che un mini corso di ascolto mi servirebbe, perché se capissi cosa mi dicono, quattro parole le so mettere in croce per rispondere: ma non capisco!
Domenica la città, fuori dal centro, era deserta.
Comunque sono stanca di fare la turista, non ho voglia di girare e fare foto, perciò oggi sono uscita per cercare un posto dove sedermi e fare i compiti; quando leggo i cartelli per strada mi scrivo le parole che non conosco e a casa le cerco nel vocabolario, poi ieri ho fatto una pagina di compiti e ho imparato una decina di parole nuove, peccato che quando parlano, i tedeschi abbiano una pronuncia un po' troppo fluida per i miei gusti e non capisco una mazza.
Penso che la prossima volta ti scriverò la mail da casa, poi la metto sulla pennina, poi faccio copia/incolla, e te la allego ad una mail, così spendo meno all’internet point. Ieri sono rimasta meno di un’ora e ho pagato 60 cent.
Confermo di essere a nord della città, anzi nord-ovest, sento gli aerei decollare e atterrare.
Le Bäckerei.
Oggi ho fatto colazione nella "Bäckerei" tedesca (leggi "bekerài"), ossia la "panetteria", non sono andata in quella in cui avevo deciso di andare, solo perché mi sono persa a piedi convinta di trovare una scorciatoia; in realtà l'ho trovata, ma era talmente più corta perché sono finita molto più avanti di dove volevo andare! In queste panetterie il pane è esposto in vetrine self service e ci sono davvero tanti tipi di pane, panini dolci e salati, pizza, croissant e ciambelle; ieri ho cenato con un panino fatto col formaggio, buonissimo, e un croissant salato friabile e caldo con dentro un wurstel, ottimo, e sostanzioso anche, quindi ho cenato con 1 euro e 50. Oggi a colazione, sempre nella Bäckerei, ho preso il cappuccino (ci sono le macchinette come negli uffici), bollente, e la lingua è ancora insensibile, e poi il croissant al burro, e il burro si sentiva come nelle mie sfoglie alle mele! Caldo e friabile, ma non si è sbriciolato, e davvero grande. Mi piace. Mi è costata 1 euro e 50 anche la colazione. Poi ho trovato l'acqua senza bollicine (ieri ho sbagliato..) e ho speso 1 euro e 50 per mezzo litro, assurdo, forse perché era fresca...
Ok, ora ti saluto, faccio gli esercizi. Ciao! Tschüss! Aufwiedersehen! Bye! (Mi ostino a dire Aufwiedersehen nei negozi, ma tutti mi dicono Tschüss).

19.00 Uhr
Ieri ho visto una tipica scena di coppia, coppia giovane: erano seduti su una panchina, lei piangeva e lui con la mano sul suo ginocchio la consolava; non ho capito una mazza di quello che le diceva ma sicuramente erano tutte stronzate, del tipo “non fare così, lo sai che io ti voglio bene, anzi se fosse per me..” ed io avrei voluto dirle di lasciarlo perdere che uno così è facile trovarlo, anche fuori dai confini tedeschi; tralascio il dettaglio delle due bottiglie di birra vuote ai loro piedi, perché mi sembra tipico tedesco, e non internazionale come la loro scena. Oggi invece ho visto una scena più divertente, sempre su una panchina, tre vecchi ubriachi, stavolta le bottiglie di birra erano di più e non erano in piedi ma coricate e messe a ventaglio con i colli uniti, che ridere, mania di perfezione? Finirò così, io, vecchia e ubriaca ma con le bottiglie perfettamente allineate? Parlavano, ma non so se tedesco, perché la bocca era più che impastata, ormai incollata, secondo me erano già passati dalla fase delle dieci vocali ogni consonante, e dire che in tedesco le consonanti non mancano, alla fase suoni gutturali inarticolati. Aggiungo alla lista di internazionalità di Berlino i soliti mendicanti e pazzi e zoppi per strada.
Ps. Wedding è il quartiere dove si trova il parco da cui ti ho scritto, in cui ci sono anche due laghetti; Moabit è il quartiere dove abito ora, e Wiclefstrasse è la via dell'ostello; per andare in centro percorro a piedi Beusselstrasse e poi Turmstrasse e da lì prendo il bus o la metro (U-Bahn).
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