mercoledì 7 novembre 2007

Berlin, 7. November 2007

Ciao sono un po' in arretrato col Topi-diario, devo aggiornarlo.
Inizio con l'indovinello del giorno (lì, 10/11/07): ho fatto gli scalini a tre a tre perché volevo andare in bagno prima di sistemare la spesa, sono entrata un attimo in camera per lasciare le buste, ma c'era già odore di merda, come mai?
Mentre pensi alla risposta, io ti scrivo le novità di questi ultimi giorni.

Berlin, 7. November 2007

Liebe liebe Topi,
dopo la serataccia di ieri cosa abbiamo? Oggi a scuola niente di fantastico: argomento le feste, ancora, e siamo arrivati a Pasqua; potrebbe sembrare noioso, ripetitivo, cattolico-dipendente, e invece la cosa strana è che queste feste sono presentate secondo tradizioni non solo cattoliche (abbiamo anche la pasqua ebraica o quella ortodossa dei greci), e tenendo presente che qui siamo a Berlino, ex Berlino est, ex DDR, comunista, quindi; qui i regali li porta babbo Natale, mentre nella Germania dell'ovest (cristiana, non comunista) c'è il Christ Kind (Gesù Bambino) che suona la campanella e nessuno lo può vedere; e anche per la Pasqua e altre feste c'è differenza di tradizione, questo mi interessa.

Berlino è la città con il minor numero di giorni festivi, rispetto ad esempio alla Baviera in cui c'è il numero maggiore di tutta la Germania (i diversi Länder decidono autonomamente i giorni di festa), però qui per Pasqua dal giovedì al lunedì non si lavora, mentre da noi è vacanza solo in certi lavori e a scuola. In Germania ci sono anche i protestanti: a nord prevalgono i protestanti, a sud i cattolici, e nel Brandeburgo (regione in cui, geograficamente, si trova anche Berlino) il 31 ottobre si festeggia la Riforma protestante. Altra differenza sono i matrimoni: qui la norma è convivere e raramente ci si sposa, e chi lo fa dà quasi nell'occhio (forse adesso esagero), mentre da noi è il contrario. Quindi queste lezioni, banali in Italia e in classi omogenee di alunni, qui acquistano fascino: pensavo l'altro giorno “ma la cultura abbinata allo studio della lingua di cui si parla sul sito della scuola, dov'è?”, sentivo odor di fregatura perché riducevo la cultura all'arte, alla storia e alla letteratura, con insegnanti specializzati, invece questa è cultura e questo è scambio culturale!
In un brano sul libro sul quale dovevamo fare un esercizio, c'era la solita studentessa italiana che racconta “da noi per Pasqua non è come qui in Germania..” in realtà i brani erano sei, cominciavano tutti così e da ciò che dicevano dovevamo indovinare quale dei sei ragazzi parlava, ognuno con una nazionalità diversa (greca, spagnola, italiana, ceca, svizzera e.. boh, forse erano cinque): io ho scritto che l'italiana è quella che racconta della processione, anche se secondo me poteva essere anche spagnola, visto che sono i due Stati più cattolici fra i sei (o cinque) elencati, ma della Spagna non so molto, poteva essere una qualsiasi delle altre, anche se parlavano tutte di uova dipinte; beh, alla fine quella italiana.. ho sbagliato, perché quella italiana era quella che raccontava della scampagnata domenicale con pranzo al sacco, nella fattispecie torta di spinaci.
Tutti mi hanno “aggredito” e io subito mi son difesa: ich habe nie in Italien gehört, dass man für Ostern einen Kuchen mit Spinat isst! Und den Ausflug macht man am Montag, nicht am Sonntag! Am Sonntag isst man mit die Familie und isst man Fleisch - versione riveduta e corretta col vocabolario del mio balbettato: “io in Italia non ho mai sentito che per Pasqua si mangia torta di spinaci!" detto con aria disgustata. "E la gita si fa il lunedì, non la domenica! La domenica si pranza in famiglia e si mangia carne". Non sapevo come dire agnello e non volevo fare il verso davanti a tutti, ma poi se ne parlava nel testo detto dalla ragazza greca e io subito ho detto: Ah, ja, das Lamm essen wie am Osternsonntag, nicht Spinat - “Spinat” è detto sempre con disgusto, “Lamm” è l'agnello. Tutti hanno riso, perché facevo l'indignata.
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