giovedì 8 novembre 2007

Berlin, 8. November 2007

Berlin, 8. November 2007

Liebe Liebe Topi,
che entusiasmo, per sapere cos'è successo oggi devo guardare gli appunti di scuola... No, non solo! Robert mi ha risposto “bella questa canzone”: gli ho mandato il testo de “La stagione dell'amore” di Battiato e lui se l'è ascoltata su YouTube.. sembrava una presa in giro, ma forse fraintendo, poveretto non sa l'italiano, e non conosce la vera musica italiana, non possiamo farci pubblicità con Tiziano Ferro! Io e Francesca abbiamo un po' difeso Laura Pausini perché poverina non ha colpa se lei crede ancora nell'amore, anche se non gliene va bene una; naturalmente suona come presa per il culo anche quel “grazie sei gentilissima” ma ricordiamo ancora una volta a voi tutti qui presenti che lui non sa l'italiano. Questa è la mail.. le cose in blu sono le mie correzioni, quelle in rosso le sue, manca il pezzo in cui spiego le mie correzioni (solo una cosa: il trattino vuol dire che ho tolto qualcosa che aveva scritto, la maggior parte delle volte quel qualcosa era la parola “tuttavia”), ma ti dico già che io sono stata più pedante di lui, nel correggerlo:

"Che bella questa canzone! Grazie! Non solo l'ho letta, ma anche ascoltata su "youtube"... un po' strani gli anni Settanta, ma - bellissima... :-)
Scusami -, ma ti devo ancora corregere!
Hai trovato uno dei casi in quale si dice "wenn" nella frase dipendente...;-)
allora: 'Hallo Robert, du kannst dieses Lied lesen, wenn du sehr gute italienische Musik kennenlernen (perche non la conosco ancora) willst'.
Attenzione alla desinenza della seconda persona singolare.
- Comunque mille grazie. Sei gentilissima. A presto! Ci vediamo Venerdì ! Robert(o) ;-)"
Dicevo che sono stata più pedante di lui, nel correggerlo, perciò lui mi ha risposto (reggiti):
"Ciao Elle,
grazie per il tuo messaggio e l'emendazione. Naturalmente so che venerdì si scrive col'accento. Posso anche farlo con la mia tastiera...normalmente...ma adesso, il mio computer è rotto. Oggi va bene perché ti scrivo dell'università.
Mi dispiace, ma domani sera non posso. Ma lo proporrò anche a Cesca.
Per la settimana prossima...ti scrivo alla fine settimana, ok? Ho già preparato qualche cosa.... ;-)
Allora, l'emendazione (o si dice "correzione"?)"
Non gli ho risposto, ma la mia risposta sarebbe stata “non prendere per il culo”.
Ma non ho risposto, ci devo pensare, la risposta potrebbe essere anche un'altra, o non esserci; seguono le correzioni che gli avevo chiesto sul messaggio che ho mandato a Francesca per la serata Tango (che ho girato anche a te su msn), e poi: “Come l'ho detto, ti sciverò alla fine settimana... A presto, Robert”.
Lingua.
Altro? Oggi Beate ha corretto i miei compiti, ieri non avevo proprio voglia, solite cavolate tipo “rispondi a un invito e rifiuta/accetta”, oppure “disdici un appuntamento”, che noia, ma alla fine l'ho fatto, mi risultano sempre semplici e veloci, i compiti, quando alla fine mi ci metto, perciò mi ci sono messa. E oggi cosa mi dice Beate? (a parte “gut, gut” per quelli in cui dovevo scrivere sui puntini)... mi dice che scrivo molto bene, ma ci pensi? Non poteva farmi complimento più grande, mi sono emozionata, non è fantastico, scrivere già bene in tedesco? Certo qualcosa mi ha corretto, ma vedi è proprio la scelta dello stile che conta, nel senso che io posso solo scrivere semplice, in tedesco, ma ci metto sempre un tentativo di frase complessa, non posso mica balbettare per sempre! Ed è una faticaccia perché ogni lingua ha il suo modo di pensare, ed io devo dimenticarmi l'italiano e pensare in tedesco, per poter tradurre bene una disdetta ad un appuntamento; poi anche Robert (martedì mentre andavamo in pizzeria, quando ancora mi stava simpatico) mi ha detto che scrivo non semplice ma comunque gradevole, ma ora ti dico che da un profano non accetto complimenti. Poi anche tu mi dici che devo fare la scrittrice, e detto da te è un grande complimento perché a te non piace neppure, leggere, perciò se riesco ad attirare la tua attenzione, mi sembra di aver fatto grandi progressi.
Mi stava chiamando zio, e prima che se ne accorgesse la Vodafone ho spento il telefono; quando l'ho riacceso niente euro scalato dal credito, chissà; poi mi hai chiamato tu; mezz'ora un euro, ma 35 minuti costano due euro, uffi; poi mi ha richiamato zio, per sapere come va e io super entusiasta, tutto bene, imparo, capisco, mi piace la zona in cui abito, l'ostello, qui mi parlano in tedesco.. insomma alla fine ha detto che hanno parlato con l'insegnante di italiano di Rose e lei ha detto che a Koblenz non ci sono scuole che danno la certificazione, quindi non mi conviene, e che si sarebbe informata a Mainz e a Köln, dove ha conoscenze (nel senso di amicizie, non nel senso di accozzi), ma visto che qui va tutto bene...
...posso restare qui. Beh, sì non voglio stare in famiglia, e ora che Zio l'ha detto a voce alta, mi accorgo che qui, nonostante tutto, va davvero bene, perché mi piace. Sicuramente sono precaria, perché abito in ostello, ma me ne sono fatta una ragione, non cerco più “la casa dei miei sogni”, anche questa è una questione mentale, perciò posso farlo e non mi pesa, altrimenti sai che depressione? Anche a scuola va bene, in fondo (a parte il lunedì, che trauma), e penso alla settimana prossima quando non avrò più lezione.. che noia, cosa farò? Mica posso girare tutto il giorno per la città per non strare tutto il giorno in casa, e se poi piove? Certo dovrò girare per curriculum lavoro tirocinio libri. Oggi Madalina, la ragazza rumena, ha chiesto a Beate di un libro con cd di fonetica che ha lei, e quando Beate ci ha detto che costa 19 euro -perché i cd sono due- ci siamo guardate noi tre, io lei e Tomoko, e poi lei ha detto “ah, schön” e gliel'ha ridato.
Ma poi? Voglio continuare il corso, perché è l'unica occasione in cui davvero posso migliorare, e anche una cosa importantissima che sto facendo, e scopro che per me è utilissima, leggere leggere leggere! Infatti mi ricordo che anche l'italiano l'ho imparato così: prima lo parlavo male come tutti noi comuni mortali, poi ho deciso che non potevo parlare italiano inquinato dal sardo, e poi il colmo, il sardo nemmeno lo so parlare! E ho deciso di migliorare, di leggere libri più difficili (ero in prima superiore) di sottolineare le parole che non conoscevo e cercarle sul vocabolario, ce l'avevo sempre con me, sul divano quando leggevo, e mi ricordo che il mio primo libro “difficile” è stato Marco Visconti e la prima parola che ho imparato è stata “palesemente” e mi ricordo che quando l'ho cercata sul vocabolario ho pensato: ma non potevano scrivere “apertamente”? Ora so che il periodo in cui è stato scritto è fondamentale per spiegare la scelta delle parole!
Col tedesco è lo stesso: se anche in italiano solo dopo aver imparato a leggere in buon italiano, ho iniziato anche a parlare in buon italiano (se leggo o scrivo, io memorizzo, e se ho in memoria qualcosa, poi posso usarla!), anche col tedesco devo prima ”sentirmi sicura” nello scritto, poi andrò avanti col parlato. Finora, conoscendomi, sono lanciatissima, te lo dico: io che finché non sono sicura di una cosa non apro bocca, qui dico e parlo tranquillamente a monosillabi, parole smorzate, frasi capovolte, senza mettermi problemi, e anche se una punta di amarezza c'è, quando non mi capiscono e vedo la faccia di chi mi guarda come una poveretta, è pur sempre un'amarezza temporanea, perché già il fatto di sapere cosa dire mi consola, e se poi lo dico male nella fretta e nell'emozione, pazienza. Anche quando non capisco bene... è irrilevante, mi preoccuperebbe solo nel caso del lavoro, non capire. Tu dici 400 euro? 300 un ostello fino al 15 dicembre, con 100 euro mi pago un mese di corso alla Volkshochschule, e con quelli che ho ancora dei miei mangio, tanto ora che ho una cucina e che vado a piedi risparmio!
Ok, mi hanno quasi chiuso fuori: il nuovo ragazzo che dorme sotto di me, una specie di scimmia bianca e pelosa, bassa, che cammina come se stesse ammazzando formiche, è andato in bagno e si è preso la chiave dopo aver chiuso; mi è venuto il dubbio e sono andata a controllare, infatti la porta era chiusa: l'ho aspettato al varco e quando è uscito gli ho detto “hast die Schlüssel?” che non è correttissimo, ma mi ha capito, ma non so se è tedesco o no. Dettaglio: va in giro in mutande (boxer) di una stoffa leggerina grigia con disegnini, forse, non ho avuto nessuna tentazione di aguzzare la vista per vedere meglio, e da quel poco che ho visto ti assicuro che lo spettacolo non è interessante.
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