venerdì 9 novembre 2007

Berlin, 9. November 2007

Berlin, 9. November 2007

Hallo Topi,
ok, chiusa fuori: la ragazza delle pulizie mi ha chiuso la porta della camera mentre ero in cucina, e sono dovuta scendere a chiamare qualcuno, perché davanti alla porta di sotto c'era una bacinella con gli stracci e ho suonato, ma figurati se rispondono, c'è il campanello ma non si suona, e non si apre; il ragazzo che è salito a controllare ha chiesto a me se ricordavo il codice dell'appartamento, e una volta aperta la porta della camera ha controllato se le chiavi erano appese al solito gancio; io poi me le sono prese in cucina e le ho tenute con me tutta la sera!

Serata Tango, oggi; Francesca non mi ha risposto, ma dalla mail di Robert mi pare di capire che non si vedranno, non so; deve partire ma non mi ricordo mai quando, mi pare il 12.. bah.
Oggi ho prenotato l'ostello: qui ci sono due notti scoperte, e potrei trasferirmi da un'altra parte se mi fanno tenere le valigie in magazzino, ma comunque in magazzino ce le devo portare (28 kg, per chi l'avesse scordato) e forse devo cambiare camera, se non c'è posto nella mia, quindi: trasloco il 15 in altra stanza, trasloco il 22 al magazzino e due notti chissà dove, poi trasloco il 24 in altra stanza, e a fine mese trasloco in altro ostello.. non li ho contati, ma a occhio e croce mi sembrano troppi. Perciò ho prenotato al Pegasus, non lontanissimo da qui, ad una fermata di treno dalla stazione famosa con l'imbroglione e con la scalinata: ah, a proposito li ho contati e non sono 25 gradini, sono 45!! Non credo che la rifarò: prenderò il tram fino a Frankfurter Tor e da lì.. no aspetta.. no, leggo la mail che mi hanno mandato con i consigli per evitare scale.. ah sì, ok, dice che se prendo la U5 e scendo a Weberwiese sono a 5 minuti dall'ostello: naturalmente ci sono scale per scendere nella U-Bahn, ma vabbe’, tutto pur di evitare la Warschauer Strasse Station, che ora mi sta antipatica! Però.. prendere un tram e poi un treno per andare in un posto in cui, se prendo la S-Bahn, ci arrivo in un attimo (da Warshauer Strasse Bhf alla Ostbahnhof una sola fermata)... mi sa che chiudo un occhio sui 45 scalini, in fondo sono in discesa. Ora ci penso.
Vabbe’, tu sei attaccata alla stufa, anche tu hai fame e sonno, e la mia camera è in Siberia.. no, la Siberia è nella mia camera.. lo so! Ti hanno chiamato per il bivano dei tuoi sogni (a proposito di chiamate, lunedì devo fare la scheda tedesca, e magari scrivo una mail di protesta alla Vodafone!); anche qui c'è freddo, ma in realtà dipende dal vento che è sempre gelido e tagliente, e anche oggi non riuscivo a camminare né a tenere l'ombrello aperto.. si sarà rotto?
Oggi a scuola saluti per la mia fine-corso, Tomoko e Madalina mi hanno dato il loro indirizzo e-mail, magari lunedì scrivo per sapere cos'hanno fatto a lezione; alla serata Tango c'era anche Yoshiko, che mi ha detto che questa settimana era in “ferie” perché è venuta a trovarla un'amica, ma lunedì torna: sapeva tutto dei fatti miei che racconto al corso, e ho scambiato l'indirizzo anche con lei; sia lei che Tomoko iniziano a gennaio il corso alla Volkshochschule tutti i giorni, Tomoko già ora ci sta andando tre volte a settimana il pomeriggio, oltre che allo Sprachenatelier. Secondo Yoshiko stanotte si arriverà a meno due gradi.
Beate ci ha chiesto se potevamo finire prima e recuperare giovedì e venerdì prossimo la mezz'ora di oggi, perché suo papà compie 75 anni, ma il problema ero io: non ci sono la settimana prossima; le ho detto che per me non è un problema, io faccio i compiti, le ho detto; speravo che capisse che come minimo mi doveva dare le fotocopie, così la mezz'ora di oggi l'avrei fatta a casa, e così è stato: mi ha dato quelle della prossima settimana, quello che faranno con Tina lunedì e martedì, mi pare di intuire dalla mole. Bene.
Le ho detto che forse (bugia) tornerò il mese prossimo, e lei ha detto che comunque non ci vedremo perché lei andrà in ferie in Messico per due mesi, e ci sarà un sostituto “maschio, giovane, nuovo e..” (l'ultima parola non la conoscevo e quindi non me la ricordo; Beate è simpatica) e uno dei ragazzi (il sudafricano che parla sempre di politica) ha detto “ah, tu Elle non ci sei, visto?” e io ho detto “ah, no, ma allora torno” e tutti si sono messi a ridere. Simpatica, sta Elle, ne?
Poi ho salutato Christine, e lei mi ha chiesto se volevo un certificato di frequenza (e sì dai dammelo) e io le ho detto che le avrei portato il curriculum e come sempre in questi casi lei non si ricordava una mazza di tutti i precedenti discorsi in proposito; vabbe’, anche la sua collega che mi aveva detto di portare il curriculum e che mi aveva fatto vedere, su mia richiesta, come farlo, ha detto “no, no, io non le ho detto nulla”. No comment. Comunque fra le fotocopie della prossima settimana c'era un esempio di curriculum e l'ho fatto vedere a Christine che mi ha detto cosa togliere e cosa lasciare (che bello non devo mettere le esperienze lavorative, praticamente mi esce di mezza pagina! Ma devo rimpicciolire la foto..); comunque non ho capito granché di quello che mi ha detto, le facevo ripetere, abbiamo anche riso perché ha fatto diversi tentativi (forse con sinonimi o con esempi) e a ognuno dicevo “no” (no non ho capito), insomma il mio intuito mi ha portato a formulare la seguente ipotesi, sulla base di quel poco che ho capito: i corsi di italiano non sono intensivi, sono solo una volta a settimana, è troppo lungo per me (devo fare 30 ore, se ne faccio solo 3 a settimana, mi servono dieci settimane.. ) e non mi conviene (avrei comunque dovuto guardare e assistere l'insegnante, non insegnare io, sto ancora studiando, non sono in grado, anche se a Siena lo fanno, qui mi suona come una scusa, nel senso che comunque qui forse non si può, ma non sapeva come darmi la brutta notizia); ci sono però altre possibilità come.. non ricordo la parola, insomma qualcosa che riguarda l'accoglienza e l'organizzazione di eventi culturali; quando mi ha chiesto se poteva interessarmi o detto qualcosa e fatto una faccia come per dire “ejè” e si sono messe a ridere (Christine e quella stronza che ha detto “no, no, impossibile”).
All'ostello un nuovo tipo è arrivato mentre “dormivo” (in realtà ascoltavo una radio tedesca: capivo le parole, ma non riuscivo a collegarle nella frase in tempo reale, ma è già qualcosa; parlavano lentamente, e quindi l'ascolterò ancora: fortuna che ho preso il lettore mp3 e non il lettore cd, che non ha la radio!): sono arrivati in due, non sono riuscita a decifrare la lingua, e il fatto che ci fosse qualcuno sotto le mie coperte non li ha intimoriti né riguardo all'accensione della luce, né riguardo al tono della voce; alla fine mi sono alzata e dopo un “bonjour madame” quello che ha scelto il letto sotto il mio ha continuato a guardarmi: che fastidio! Mi seguiva con lo sguardo e siccome la mia cervicale mi sconsiglia di camminare a testa bassa, quando l'alzavo e incrociavo il suo sguardo mi scocciavo, perché mi sembrava di dargli corda; poi aveva la bocca cristallizzata in un sorriso (a bocca chiusa) di quelli da serial killer rassicurante, sai tipo il vicino di casa sempre pronto ad aiutarti con la spesa, o il giardiniere che accorre alle tre del mattino se urli; infatti dopo ero in cucina che fingevo di leggere un giornale che in realtà volevo buttare perché non era interessante, e speravo che se ne andassero, dato che avevano la giacca in mano, e lui si è piazzato davanti a me, silenziosamente, e col suo rassicurante sorriso mi ha dato la chiave; credo abbia detto (prima, all'amico, sul corridoio) qualcosa come “ah, è qui” e poi mi ha portato la chiave; gentile, si, ma anche inquietante.
Ho subito pensato all'altro, quello dello scambio di sguardi che ti ha fatto ridere, e a come non mi avesse dato così fastidio, nonostante ogni volta che alzavo lo sguardo lui fosse lì che mi fissava, forse la differenza è più semplice di quanto sembri: lui è rimasto al suo posto, a distanza, mi ha anche “salutato” a distanza, perciò non è stato fastidioso, né inquietante, anzi, ho fatto colazione con calma, e mai ho pensato “adesso mangio in fretta e poi me ne vado”; invece con quest'altro sono uscita subito a leggere per finta, anche se ero ancora mezzo rincoglionita per aver tenuto gli occhi chiusi e pensato ad altro per tutto il pomeriggio, e me ne sarei stata volentieri a cazzeggiare in camera.
Serata tango in due parole (mentre scendevo l'ho incontrato sulle scale: sorriso e cenno della testa.. preferisco quando non mi caga nessuno): bella la musa, brava l'attrice, capivo poche parole in spagnole, e non bene il senso, ma lei è un interprete fantastica, ridevo al momento giusto perché le sue espressioni e i suoi gesti erano più eloquenti delle parole! Poi però hanno chiesto il bis (“otro” o “otra”, in spagnolo) e il problema non era che non aveva le traduzioni in tedesco, ma che il troppo storpia e i non argentini si son stancati; poi da mangiare solo salatini, e da bere a pagamento; due chiacchiere con le giapponesi e poi a casa.
Morivo di fame: fantastico il Keiser's sotto casa (non proprio sotto) era aperto, perché l'idea di un Currywurst.. insomma vorrei limitarmi; chiude a mezzanotte, il supermercato, fantastico, alla cassa solo uomini vestiti di blu, e non di rosso e bianco, e quelli della sicurezza in un angolo (o era uno e gli altri suoi amici che gli facevano compagnia?); naturalmente clienti fra i più vari: due ragazze pronte per uscire, alcuni operai, io. Alla fine comunque avrei fatto meglio a prendermi un Currywurst.. ho comprato una zuppa solubile (avevo voglia di minestrone o simili, ma poca pazienza di cercare, forse) il cui miglior pregio erano i due minuti di preparazione, e poi un'ottima aggiunta: fette di leerdammer! Insomma il formaggio mi ha salvato dalla delusione totale, perché la zuppa era da fare con acqua calda, mescolare e mangiare, così io l'ho scaldata in un attimo col bollitore e poi l'ho versata nella ciotola: due cucchiai di acqua calda e la zuppa si è rivelata più crostini (salatissimi) che verdure: galleggiavano tre cose verdi e quattro arancioni, liquida e poco invitante; ho aggiunto una seconda bustina (erano tre come nel ciobar, ma come mi sono ridotta, per non aspettare qualche minuto in più di cottura!), ma così era troppo salato, così ho aggiunto acqua e mi son mangiata sta brodaglia in un attimo, non per fame, ma per non vederla! Il formaggio mi ha davvero salvata, domani faccio la spesa.
Poi qualcuno, mentre sorbivo la mia zuppa delicata, ha tentato di entrare: era un gruppo, un bordello di risa là fuori perché non riuscivano ad aprire col codice, e io che volevo urlargli che a quel punto dovevano resettare tutto e ri-digitare, ma non avevo nessuna intenzione di alzarmi ad aprire. Alla fine mi sono alzata ad aprire. Hanno detto qualcosa, un po' in inglese un po' boh.. poi uno (quello carino, ma forse solo secondo me) mi ha chiesto se parlo spagnolo e io che parlavo a gesti perché ero scazzata per la cena, per l'interruzione, per il casino che stavano facendo (le dieci passate, e tanto di cartello che lo vieta, e poi l'Inglesino già dormiva), e non avevo nessuna intenzione di parlare in nessuna lingua; con un gesto gli ho detto di riprovare e ho chiuso la porta, ma ormai era bloccata, e il suono che fa la tastiera quando premi un tasto continuava all'infinito, e ha continuato per una buona mezz'ora anche dopo che li ho fatti entrare “sulla fiducia” (mi hanno detto il codice solo fino alla terza cifra 291.. e poi?). Comunque questo qua mi ha chiesto se parlo spagnolo, poi se parlo inglese, poi se parlo tedesco e ho fatto cenno con la mano “così così” (neanche avessi il boccone in bocca, ma guarda ero troppo scocciata) e alla fine ho aperto bocca per dire “ja, spanisch” della serie parla nella lingua che ti pare, tanto non ne capisco neanche una. Fatto sta che non sono nemmeno spagnoli, altrimenti parlerebbero spagnolo fra loro! Ho pensato che forse è un gruppo misto, e si arrangiano in un inglese maccheronico, perché non mi sembrava una pronuncia perfetta, ma io chi sono per dirlo? Per dirlo mi baso su parole come “well” che se ti si attorciglia la lingua sei inglese, sennò no. Vabbe’, gli sguardi dello “spagnolo” (forse lui lo è?) non mi hanno infastidito, mi ha pure salutato quando sono entrata nella mia camera (loro sono in quella a fianco dove prima c'erano i francesi ma che da qualche giorno è vuota), e poi alcuni sono usciti e hanno fatto la prova del codice, e dopo tre tentativi ce l'hanno fatta; io ero intenzionata a mettermi a letto, ma non mi sono spogliata finché non li ho sentiti uscire tutti, metti che serve aiuto col codice.
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