venerdì 2 novembre 2007

Berlin (Friedrichshain), 2. November 2007

Berlin (Friedrichshain), 2. November 2007

Liebe Topi,
che cosa stranissima, oggi, mi sento come se fossi innamorata, ma non lo sono, e tutto per colpa di un tipo che ha fatto una cosa che non mi aspettavo, e ancora ci penso, che ridere.

Stamattina alle 6 e mezzo ero già sveglia, sarà l'abitudine, perciò mi sono preparata (c'è una coppia in camera, che ha dormito nello stesso letto, lasciando l'altro libero, e poi cinque ragazzi, che concerto, russavano tutti e in più quello sotto di me si rigirava continuamente). Poi mi sono seduta in cucina a fare un po' di esercizi prima di scendere a fare colazione, perché la colazione è alle otto; ad un certo punto hanno iniziato ad alzarsi persone delle altre stanze e alcuni mi dicevano “morgen”, e questo mi piace perché qui sento parlare quasi solo tedesco, basta con questi “hi” e “bye”.
Non erano ancora le otto quando mi è venuta fame, e ho pensato di scendere: c'è, subito dopo la porta che entra in reception, un pianerottolo con una bacheca di opuscoli, così ho deciso di leggerli, dato che la mia coda dell'occhio aveva visto che il buffet era ancora in allestimento; sono entrata in sala per poggiare giacca e borsa e al tavolo dove ho mangiato ieri c'era un tipo col computer che mi ha detto “morgen” ma non mi è sembrato nessuno del mio appartamento, e comunque non era sceso nessuno di quelli che ho visto entrare e uscire dal bagno. Io però ho risposto, anche perché un “morgen” è sempre meglio di un “morning”, poi ho poggiato la roba dalla parte opposta del tavolo e sono tornata alla bacheca con gli opuscoli, e dopo ho guardato anche quelli della sala e qualcuno l'ho preso e il tipo ha avuto tutto il tempo e la comodità di alzare lo sguardo dal suo pc e guardare il mio culo.
La mia pancia già cominciava a brontolare quando finalmente ho potuto mangiare, e mentre mangiavo ogni tanto controllavo il tipo e quasi sempre lo beccavo a fissavarmi (io a capotavola lui alla mia destra ma in fondo), e quando non mi fissava allora lo guardavo io, e non mi è sembrato brutto; poi mi sono alzata a prendere altro caffè, lui era al banco e gli ho lanciato uno sguardo e cavolo, mi stava guardando, quindi mi ha beccata che lo guardavo e però anche io ho beccato lui; è arrivato un suo amico che ha mangiato in un lampo e forse erano in ritardo, poi lui ha preso la borsa del pc e se l'è messa a tracolla e poi un'altra borsa piccola tipo la tua della piscina e se l'è messa in spalla e io che “distrattamente” seguivo le sue mosse e lui che mi guardava e quando è andato via ha detto qualcosa in inglese al tipo dell'ostello e mi è sembrato un “grazie di tutto, arrivederci” che non era necessario e infatti nessuno l'ha cagato, tranne me che ho pensato che forse stavano andando via dall'ostello, fine della vacanza, e poi mentre uscivano ed erano già in fondo alla sala, io bevevo il mio caffè e lo guardavo indisturbata, e invece mi ha beccata di nuovo perché ha fatto uno scatto per fermarsi, poi una giravolta verso di me, mi ha guardata e mi ha sorriso con insistenza e dopo se n'é andato.
Sul momento non ho reagito perché stavo bevendo e non mi sono resa conto, ma poi mi son sentita stranissima, come se un ragazzo che mi piace mi avesse detto che anch'io gli piaccio, e perché? Perché mi ha sorriso. Se si fosse solo girato a guardarmi avrei pensato: ecco qua il solito scemo che non ha di meglio da fare; ma lui mi ha sorriso, ed era come se mi avesse detto “piacere di averti conosciuto, è un peccato che non abbiamo avuto più tempo a disposizione”; era molto azzeccato, perché tutti quegli incroci di sguardi potevano essere paragonati a un discorso, e quel sorriso poteva essere paragonato a un saluto, ciao alla prossima; porca puttana ma non poteva fare come nei film, che molla l'amico e torna qua? Assomigliava vagamente a Kevin Costner! Ok, io ero senza occhiali. Comunque non ti dico, ancora ci penso, davvero, come se l'avessi conosciuto davvero e avessi scoperto che è una persona interessante come dico io! Vabbe’, è andata.
E io con la tazza del latte davanti al naso!
A scuola: Beate assente, ci fa lezione Christine, la segretaria che in realtà è anche insegnante (ecco perché Robert chiama segretaria la sua insegnante), e come sempre c'eravamo solo noi due e mi ha chiesto come mai e io le ho detto che ogni giorno è così: io arrivo puntualmente, e gli altri pian piano, anche alle dieci, e così è stato. Poi dicono gli italiani. Bella lezione, oggi: pronuncia!
Pomeriggio: finalmente posso fare la lavatrice! Chili di roba sporca, ho lasciato fuori la bianca e anche così forse era troppo piena; 3 euro più 1 e 50 per asciugare, mi pare, e 50 per il detersivo, non ricordo. Nella stessa sala ci sono anche i computer ma ora non ricordo neanche quel prezzo, solo che sono più costosi dell'internet point in cui andavo prima. Un casino con la lavatrice: sicuramente era troppo piena e non mi ha strizzato la roba, perciò l'asciugatrice non è riuscita ad asciugare; ho fatto finta che non fosse colpa mia e sono andata a lamentarmi alla reception (è utile non conoscere la lingua in questi casi), e mi hanno dato un altro gettone ma senza farmelo pagare. Nel frattempo, siccome in quella sala ci sono i tavoli, facevo i compiti, e assorbivo fumo di chi beveva ai tavoli a fianco (qui si fuma nei locali, e questa reception ha il bar aperto 24 ore su 24, tipo disco pub), di chi giocava a biliardino o navigava su internet (a proposito di navigare e lavare.. alle pareti ci sono disegni di fondali marini e i computer si chiamano Wanda, Nemo, Moby Dick e.. non mi ricordo il quarto). Dopo 45 minuti di asciugatura la roba era ancora bagnata, e alla reception ho rispiegato tutto, perché c'era un'altra persona; altro gettone, altri 45 minuti, altra attesa inutile perché la roba era ancora bagnata, altra persona alla reception, altra spiegazione, altro gettone; mi ha consigliato di cambiare asciugatrice. Sono salita in camera e ho fatto i compiti in cucina; dopo 45 minuti sono scesa e tutto da capo, ma stavolta due gettoni perché la ragazza di turno ha detto che forse la roba era troppa e dovevo dividerla nelle due asciugatrici; altri 45 minuti di compiti in cucina poi sono scesa e.. finalmente roba asciutta.. in una, nell'altra idem come sopra; solo che stavolta il ragazzo di turno voleva farmi pagare allora gli ho detto che avevo già asciugato ma non aveva asciugato (non gli ho detto quante volte, però) e lui ha detto la parola magica “nicht funktioniert” ed è venuto a vedere col gettone in mano, ma ha solo guardato e voleva chiudere l'oblò, e accendere lui, ma io gli ho detto che l'altra asciugatrice aveva asciugato e quindi volevo spostare la roba lì, sì ok, e se n'è andato. Dalle 15 alle 20 per asciugare!!
Abitare.
Poi non son riuscita a far funzionare la cucina elettrica ed è fallito anche il tentativo di mangiare le palline di patate crude perché mi stavano disgustando! Fallito anche l'esperimento dello joghurt tedesco (speravo di trovare Müller) perché sapeva di formaggio (penso che quel vasetto rimarrà nel frigo, anche se io l'inglese del cartello l'ho capito), cena con cappuccino solubile, almeno questo è stato un ottimo acquisto. Ad un tratto mi son ricordata una cosa e quindi sono corsa in camera per prendere un assorbente, e chi entra? Un tipo che dopo il solito “hi” decide di presentarsi: piacere Giuseppe; e io che faccio? Ah, sei italiano? Anch'io. E via le chiacchiere in cucina, non te le ripeto, solo ti dico: si è fatto la doccia ed è partito con le scuse per il deshabillé e via dicendo, poi ti scoccia se dormo nel letto sotto il tuo l'ho scelto stamattina (ma chi se ne frega), poi ha messo il piede sopra le forbici e ha insanguinato tutto il parquet e così ho dovuto portargli il rotolone della carta igienica perché i due fazzoletti di Titty non gli son bastati e lui che diceva che il sangue gli fa impressione - ok adesso ce la faccio – no che impressione, son dovuta scendere per chiedere la cassetta del pronto soccorso; per fortuna zio aveva portato quei Wurst al sangue di maiale, così ho ricordato che sangue si dice “Blut” e ho detto anche che era sul pavimento, ma quando io e la ragazza siamo arrivate in camera lui aveva pulito tutto, sembrava un film dove io vedo cose che poi non risultano e divento pazza!
Immagina la scena: io sulla scaletta del mio letto che piegavo la roba perché volevo andare a dormire (ormai si erano fatte le dieci e mezza) lui che si preparava per uscire e mi ha proposto di andare con loro in una discoteca e non so che altro, poi fa “ah, accidenti, ma guarda, cazzo, ma non è possibile” che secondo me erano tutte cose per attirare la mia attenzione, ma io non mi son girata finché non ha iniziato a dire "ahia che male cazzo mi son tagliato" e allora mi son finalmente mossa a compassione, ma la cosa che ho pensato era che schifo ha sanguinato dappertutto e poi non era nemmeno seduto sul suo letto! Comunque dopo non ha fatto altro che dire “che sfiga, che sfiga” ed io “vabbe’ adesso non diventare pessimista che dici che sei sfigato e capitano tutte a te” e lui si è messo a ridere, e la tipa è tornata (parlavano in inglese, lui non sa dire neanche hallo, in tedesco, ma non è che sa l'inglese) per mettergli qualcos'altro sul taglio e lui “ahia ahia”.
Dopo due litri di profumo e una telefonata urlata “ciao cuggino, ciao bbello, dai ci sentiamo se li convinco ad andare da quella parte” da fighetto che finalmente è a Berlino (e lui: ma no, parlo tanto perché oggi finalmente ho trovato casa), alla fine è uscito: credo usi Farenaith o come cavolo si scrive, comunque pensavo che una goccia fosse sufficiente, ma si vede che non me ne intendo. Finalmente me ne sono andata a letto, ma le tre ragazzine hanno fatto un casino con gli armadietti alle due, dal rumore si capiva che tentavano di non farne, ma inutilmente, inciampavano anche sulla loro ombra (da fuori entrava la luce della luna, o forse è il lampione all'angolo).
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