domenica 11 novembre 2007

Berlin (Mauer park? Nein, Godot Café), 11. November 2007

Berlin (Mauer park? Nein, Godot Café), 11. November 2007

Liebe Topi,
oggi 11.11 alle ore 11.11 in Germania inizia ufficialmente il carnevale; poi a febbraio ci saranno le sfilate, come in Italia, ma oggi iniziano i preparativi dei carri e dei costumi: confermano che il più bello è quello di Köln, ma ci sono sfilate in tutta la Germania. In realtà l'ho saputo qualche giorno fa durante le lezioni sulle feste di cui ti ho parlato, ma oggi sul treno, mentre andavo verso Schönhauser Allee, ho letto le notizie sul piccolo schermo (ci sono in quasi tutti i treni e in alcuni bus: io veramente volevo vedere il meteo, ma forse l'avevano appena dato quando sono salita, perciò ho visto tutto, dalla pubblicità fino alle ultime notizie, ma non quanti gradi ci sono oggi - che nevica lo sapevo già) e diceva che a Koblenz il carnevale è iniziato ieri a causa.. di una protesta? Di uno sciopero? Non mi ricordo più..

Ore 11: appuntamento con Francesca a Schönhauser Allee; sono uscita presto e nella fretta ho scordato l'ombrello e l'acqua, sto bevendo poco; l'ombrello forse l'ho lasciato volontariamente, perché oggi indosso per la prima volta il mio capellino da neve che tu mi hai dato dopo Bruxelles, e quindi pensavo che l'ombrello non mi servisse: MA PERCHÉ OGNI ANNO MI DIMENTICO CHE LA NEVE É ACQUA??!! Insomma mi sono bagnata, la neve è acqua, ma non acqua normale, fredda, è acqua ghiacciata..

Quindi la frase di oggi è:
la neve non è acqua, ma acqua ghiacciata.
Ora posso iniziare col Topi-diario. Sono uscita per le dieci, passeggiatona inadeguata al tempo fino a una Bäckerei diversa, perché la mia solita di domenica è chiusa; ho preso la pasta e sono andata via, a piedi fino alla stazione di Frankfurter Tor, dove ho preso la U5 fino ad Alexander Platz; poi da lì la U2 fino a Schönhauser Allee e già alle dieci e mezza ero lì; ti ho mandato un sms per farti sapere che fino a quel momento aveva nevicato tanto, ghiaccio sulla faccia, guanti bagnati, sciarpa idem! Come sotto la pioggia, niente di diverso, se non che la neve è fatta a fiocchi leggeri e quando ti accorgi di essere bagnata è ormai troppo tardi; tranquilla perché qui dai nell'occhio se hai l'ombrello: tutti in giro al massimo con una mantellina o giacca a vento impermeabile, pochi quelli con l'ombrello, ma ciò nonostante mi hanno fatto un'invidia! Pochi hanno paura di bagnarsi la testa, qui, e di certo non temono per la messa in piega; ti ho detto dei parrucchieri che ti tagliano i capelli (a volte anche solo per 10 euro) e poi ti asciughi da sola? Ci sono i phon per i clienti e te li asciughi tu, e non paghi l’asciugatura; da noi è un'offesa per il parrucchiere asciugarsi i capelli da soli, ma non si può negare che per chi ha pochi soldi è un'ottima possibilità di avere comunque un taglio decente; in Italia chi chiede di asciugarsi i capelli da solo, anche quando ottiene il “permesso” dà comunque nell'occhio, e passa per poveraccio: è proprio vero che noi italiani siamo fissati con l'aspetto esteriore e l’apparenza economica.
A proposito di questo: oggi non sono per niente italiana, e me ne frego, tanto qui non ci bada nessuno, e Francesca capirà: indovina come sono vestita? Oscena. Ho i pantaloni quelli a vita bassa, tipo jeans, con la gamba larga (erano molto più scampanati ma l'inverno scorso li avevo un po' stretti per poterli mettere con le ballerine) perché sono i più comodi, quelli da tutti i giorni, e visto che nevica.. ma non sono riuscita a sacrificarli, non voglio bagnarli e magari sporcarli, così alla fine li ho messi con gli stivali (l'alternativa per non sporcarmi è sempre stivali + gonna, ma non mi sembra il caso, visto i due gradi previsti, ma poi non so quanti sono in realtà), ma per evitare di sporcarli, appunto, li ho messi dentro gli stivali, un po' piegati un po' arricciati.. Naturalmente anche se li ho stretti, non sono stretti quanto dovrebbero essere per stare dentro uno stivale, ho dovuto piegarli con cura, perché non volevo sformare lo stivale, e poi spuntavano a sbuffo ed ero veramente ridicola! Continuavo a guardarmi allo specchio pensando che ero proprio ridicola, eppure l'alternativa di strisciare i pantaloni per strada non mi attirava per niente, davvero non volevo aggiungerli al mucchio di roba da lavare: ci sono due pantaloni che non ho ancora usato, che vorrei preservare perché sono i più decenti, ma degli altri tre, questo è l'unico che ho pulito e per ora deve rimanere tale; l'altro giorno ho addirittura recuperato dal mucchio un maglione a cui, a stare là in mezzo, era andato via l'odore di fumo.. ma come mi sono ridotta?
Torniamo a noi: l'abbinamento pantalone/maglione è irrilevante, te lo risparmio, ma ripeto, sono l'unica che l'ha notato. Stamattina poi gente ancora più varia in giro, d'altronde è il post-sabato e tutti rientravano quando io uscivo; naturalmente parlo dei giovani, non delle coppie con passeggino o di quelli con la valigia.
Dopo il messaggio a te stavo per mandarne uno a Francesca per dirle che l'avrei aspettata al semaforo davanti a Guru (vende lampade, però, col marchio Guru), tanto lei abita lì vicino in un attimo arriva; ma mi ha preceduto con un messaggio che non lasciava spazio a repliche: “ci vediamo a Schönhauser Allee alle 11.30, mi sono appena alzata”. Ok, e in quest'ora che faccio? Solito incazzo represso perché c'era un freddo cane, e se l'avessi saputo sarei rimasta a casa fino all'ultimo, certo è colpa mia che esco in anticipo per fare con calma e arrivo mezz'ora prima, e non poteva certo avvisarmi prima, se si è appena svegliata, però..
Vabbe’ ho deciso di tornare ad Alexander Platz che almeno ha negozi da vedere, ma alla fine sono rimasta in stazione e ripartita dopo un po’; ma Francesca era ancora in ritardo e alle 11.40 mi ha scritto “arrivo tra dieci minuti” e alle 11.50 mi ha scritto “sono in ritardissimo, tra 5 minuti sono lì” e io che prima pensavo di aver speso troppo per quella doppia colazione (avevo preso un croissant anche in Alexander Platz, la prima volta che ci sono passata, e naturalmente lì costa di più), ora ho iniziato a pensare “per fortuna ho mangiato e non mi è venuto in mente di resistere così facciamo colazione insieme”; poi ho pensato che invece, visti i tempi, tanto valeva mangiare con calma al caldo e seduta in ostello: certo che se voglio rigirare il coltello nella piaga ce la faccio senz'altro. Avevo tolto i guanti perché erano bagnati e freddi, ma me li sono rimessa perché non volevo perdere l'uso delle mani.
Quando Francesca è arrivata, con la scusa del coinquilino che aveva occupato il bagno (quello stronzo che se ne deve andare e lasciarle la camera, lei infatti dorme sul suo nuovo materasso nella camera dell’inquilino che rimarrà, il proprietario) e “faceva con calma perché fino al 15 quella è ancora casa sua”, io non ho detto nulla perché alla fine la scusa era valida e io ho detto solo che avevo freddo e volevo entrare in un posto a riscaldarmi e bere qualcosa di caldo; lei ha detto che dovevamo aspettare due sue amiche, e va bene, intanto siamo entrate e abbiamo preso il cappuccino, e così ho pensato che facevo davvero bene a mangiare in ostello: prezzo inferiore e pancia più piena.
Ecco perché poi ho accettato, anzi sostenuto con Ilaria l'idea del brunch domenicale; Ilaria è la sorella di Ilaria, in visita a Berlino, invece Ilaria fa l'erasmus qui, ma in economia (non in scienze politiche) e ha conosciuto Francesca a un WG-Party, ossia una festa in un appartamento di studenti (di solito tutti erasmus, ma non tutti italiani), e da come le descrivono, non capisco come mai i vicini non si lamentino, ma quando ho chiesto mi hanno detto che comunque ogni volta quasi subito arriva la polizia, ma non mette una multa, dice solo che devono fare meno casino; invece in Spagna a quanto pare una multa di 200 euro almeno scatta sempre subito. Non mi ricordo chi di loro è stata in Spagna, forse Ilaria, perché Francesca aveva detto di esserci andata, ma in vacanza, invece Ilaria ha detto che c'è stata ospite da amici che erano lì in erasmus, perché è sempre andata a trovare gli amici in erasmus ovunque fossero; lei è stata a New York per un corso di inglese perché non lo sapeva per niente e alla fine al lavoro le serve, e ha raccontato cose interessanti sugli Stati Uniti, che per me sono ancora più strane di quelle di Berlino (ad esempio paghi anche quando ricevi i messaggi, gli affitti sono alle stelle, perciò tutti comprano casa, tipo mille dollari al mese una camera fra le più economiche, ma per il resto è meno cara dell'Europa, e la gente appena ti vede in difficoltà ti offre un aiuto, qui a Berlino invece anche se stai morendo non ti caga nessuno, e poi dettagli sull'esame TOEFL di inglese, che è come il Goethe per il tedesco).
Comunque abbiamo trovato un locale per il brunch, no veramente no: ti ho detto che qui ci sono le lavagne fuori dai locali o anche dalle Bäckerei, e in questa parlava di Frühstück, non di Brunch, ma naturalmente qui la colazione non ha orario: il Brunch solitamente va dalle 10 alle 15 e costa in media circa 6 euro, nel senso che in alcuni posti lo trovi a 3,50 e in altri a 9 euro, e mangi quello che vuoi e bevi quello che vuoi; la colazione invece in questo Godot Café era di quattro tipi diversi: una francese, una italiana, una tutta formaggi e una che le comprendeva tutte, quindi: croissant al burro, tre panini, burro, marmellata di fragole, formaggi (formaggio spalmabile alle erbe, ementhal, e brie che è un po' forte come il gorgonzola, ma senza muffa, con la crosta, ma spalmabile), salumi (salame e prosciutto cotto), pomodoro e un po' di insalata (è crespa come l'indivia, ma non amara, non so come si chiami qui c'è solo questa, dev'essere tipica), poi frutta: tre rondelle di banana, metà mela tagliata a ventaglio, grappolino con sei acini d'una, grappolino di.. boh, bacche rosse un po' amarognole, insomma un frutto di bosco, e due rondelle di kiwi. Ti basta? Bevande a parte, ho preso un succo d'ananas, perché quando fanno il cappuccino tipico non mi piace, troppa schiuma, e qui chiedere un cappuccino scuro, caldo con poca schiuma, è come chiedere un caffè ristretto o una pizza bianca: il cappuccino è solo cappuccino, il caffè è solo espresso, la pizza è solo margherita di base o più condimenti, ma bianca cos'è? (non lo dico per esperienza, ma è la mia ipotesi, certo che quando hanno la macchina da caffè col beccuccio del vapore, posso anche dosare la schiuma, non è come quando schiaffano la tazza sotto la macchina e premono un pulsante ed esce caffè e schiuma tutto assieme).
Mi pare che questa colazione fosse da 5 euro e 30.. e ti dico che li valeva tutti! Io e Francesca abbiamo quasi quasi pulito il piatto con il pane, abbiamo finito tutto, ma anche con calma, cioè circa un'ora dopo (siamo entrate lì che erano ormai quasi le due); comunque con le nostre chiacchiere siamo andate via alle sei e mezza! Io dico sempre: i nostri pranzi tedeschi li italianizziamo stando a tavola fino a pomeriggio inoltrato.
Intanto fuori era quasi buio e pioveva (la neve aveva smesso alle undici, forse, e verso l'una e mezza è iniziata la pioggia).
Ho anche incontrato Tina, l'insegnante di tedesco, e mi è scappato un “ciao”, ma qui si usa anche ciao per salutare. Le altre volevano girare ancora: Ilaria e Ilaria perché Ilaria è qui in vacanza, e anche se non riparte subito, comunque rientrare già alle sei.. Francesca perché domani parte e voleva vedere le casette di legno (chioschi di cibo) in Postdamer Platz (noi le avevamo viste in costruzione, ma ora sono tutte aperte) e assaggiare il Rotwein (il vin brulé tedesco) perché le due milanesi ci son state e l'hanno assaggiato; qui inizia il Natale, fra un po' ci saranno anche i mercatini!
Io ho aspettato il treno successivo con Francesca, due chiacchiere con lei e poi io sono tornata a casa perché avevo freddo e malumore: avevo recuperato la colazione ma mi sentivo stragonfia e non mi sembrava di respirare normalmente.. saranno stati i tre panini? Di cui uno con semi (come i semi delle feste)? Ma nooo.. Mi sento sempre in colpa, per quanto sto mangiando e per i 4,20 euro del biglietto.. se avessi una bici.. tanto ho freddo lo stesso!
(Non ho tirato fuori il capottino lungo, non voglio sporcarlo!)
Al Mauer Park ci siamo andate ma c'erano poche bancarelle, per fortuna perché io avevo troppo freddo.. un'ora ad aspettare quella là!
Mi sento in colpa, e ogni volta che esco, mi pento.. però a casa mi annoio, almeno una volta alla settimana voglio evadere, perciò penso che sia meglio fare un corso, anche per incontrare qualcuno ogni tanto..
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