domenica 18 novembre 2007

Berlin (Pegasus Hostel), 18. November 2007

Berlin (Pegasus Hostel), 18. November 2007

Liebe Topi,
confermo il miglioramento, niente più pazzi che mi svegliano la notte, ma teniamo presente che quello che io ho indicato come “il pazzo” non lo saluto più, mi dispiace se penso che forse non è stato lui, ma d'altronde i problemi son finiti, e posso anche pensare che sia per questo, perciò non voglio ri-salutarlo e poi scoprire che questo gli basta per “riprendersi confidenza”, ossia il diritto di non lasciarmi dormire in santa pace! I ragazzi son rientrati all'alba, suppongo, ma non ho un ricordo chiaro, quindi forse non li ho sentiti; mi sono svegliata verso le due e mezzo, ma non ricordo perché, sono andata in bagno, questo lo ricordo.

Stamattina c'è calma. Ho lavato i capelli, non li sopporto più, con questo loro costante bisogno di attenzioni, non posso passare le mie settimane a lavare i capelli! Ho usato il bagno-buco perché contiene anche un cesso che posso chiudere e usare per appoggiarci la roba, anche perché il lavandino è grande quanto il mio beauty-case e ci metto quello; ricordiamoci che il mio beauty-case è una cuffia da doccia, che oggi non ho usato perché i capelli li dovevo lavare, quindi il lavandino è grande più o meno quanto la mia testa..
Riepilogo del voto all'ostello: ottimo, e lo sai che mi baso principalmente sulla pulizia e in secondo luogo sulla gente che c'è, e riguardo alla pulizia è ottimo; puliscono anche la cucina, mi ero dimenticata di dirtelo (il primo giorno avevo il dubbio, ricordi?), anche se il pavimento non mi sembra così pulito ma a questo punto devo appurare se le mattonelle sono bianche con striature grigie e per di più sono scheggiate, o se quei fili e quei pezzetti scuri sono sporcizia; in molti la usano, anche solo per imbottire i panini da mangiare al sacco, o per farsi un tè. I bagni sono sempre puliti, a parte una cagata oggi in uno di quelli vicino alla cucina, forse era troppo grossa e non è andata giù e la ragazza defecatrice è uscita senza controllare; quei bagni mi piacciono perché sono solo per le donne, ma le pareti che dividono i tre gabinetti sono semplici pannelli aperti sotto e sopra, e si sente tutto, rumori e odori.
Ho riordinato un po' il computer, dopo colazione e dopo la mia toeletta quotidiana: ho eliminato file che avevo salvato ai tempi della mia ricerca di info su Berlino e sui corsi di tedesco, e altri simili che ora non mi servono più; ieri ho scritto tre mail per tre case, due da dicembre e una da gennaio; quella di gennaio mi ha risposto che posso telefonarle o addirittura andare, lunedì o mercoledì sera; le ho scritto che andrò lunedì, anche se lei mi ha detto vieni direttamente quando puoi, cioè senza avvertire, qui si usa così, ad una certa ora “aprono” le case e gli interessati vanno lì tutti assieme; anche Francesca mi ha detto di una volta in cui erano circa dieci a vedere una stanza, e una volta era capitato anche a me a Bologna, ma era una stanzaccia in una casa vecchia e buia; la ragazza milanese che è stata a New York ha detto che lì è la prassi sempre, e si chiama “open door” mi pare (non sono sicura di “door”, comunque ha tradotto “casa aperta”), una fascia oraria in cui tutti gli interessati possono andare lì senza avvertire prima, e senza prendere nemmeno accordi personali, quindi io potrei dirlo anche ad altri, e loro non si segnano mica chi deve e chi non deve venire, perché non ti danno un appuntamento per un giorno, ma solo per un'ora precisa, poi posso andare dal lunedì al venerdì, senza dire prima “oh, guarda che io vengo domani, non oggi”; gli altri due a cui ho scritto non hanno risposto, ma qui è la prassi sempre, o forse hanno già trovato.. quindi se Melanie mi ha risposto, non ha ancora trovato, anche se qui a Berlino è bene dire (sempre secondo le mie fonti) che non ha ancora “scelto”.
Oggi devo fare un'altra lavatrice (la colorata che non ho fatto ieri), ma la faccio dopo, quando finisco col Topi-diario e inizio coi compiti; qui ora c'è una musica.. greca, secondo me: ho deciso che il ragazzo dell'ostello è greco, perché l'ho sentito parlare con un altro in una lingua che non è tedesco e non mi è sembrato turco; ora non voglio farti credere che so per certo come suona il turco, ma secondo me assomiglia all'arabo, come suono, solo che qui a Berlino non mi sognerei mai di dire che uno che parla una lingua con certi suoni, parla arabo, visto il numero di turchi felicemente trapiantati qui, per me quel suono ora è automaticamente turco; il ragazzo dell'ostello non l'ho sentito bene, ma secondo me non era turco (no, anche qui!) e siccome siamo al Pegasus Hostel, secondo me è greco! Ho deciso così, e ho deciso anche che questa musica è greca, non per le parole (dai che non conosco nemmeno il greco, lo riconosco solo se lo vedo scritto, ma grazie al cavolo, ha un altro alfabeto), ma per la musica; ora che la sento.. potrebbe essere anche arabo.. uffi voglio imparare queste differenze!
Stamattina pessimo caffè: era successo qualcosa alla macchina, proprio quando la dovevo usare io, e il “greco” che è simpaticissimo è venuto a controllare con un suo gettone, e non andava (non sono io che non la so usare), allora ha chiamato un collega, forse dalla cucina del ristorantino, che l'ha aperta e non ha fatto granché, ha solo spostato qualcosa: dentro c'è latte in polvere, ecco perché sa di galatina; poi hanno litigato sul contenitore che sta sotto la macchina, quello in cui si raccoglie l'acqua: il greco voleva svuotarlo, come se fosse quello il problema, l'altro diceva di lasciar stare: mi è sembrata una scena comica, ma una ragazza seduta lì vicino col suo tè li guardava stupita e quasi contrariata, come se stessero litigando pesantemente ma per niente, e a me non sembrava, quindi una di noi due non ha capito un cavolo. Poi la macchina è ripartita, è il “tecnico” (con grembiulone nero da cameriere) ha fatto un gesto che mi ha fatto ridere, sembrava un gay di quelli caratteristici, una macchietta da attore comico: era a braccia conserte che osservava il “greco” rimettere il gettone e ri-premere sul tasto del caffè e quando la macchina è partita, lui ha tolto il braccio destro dal conserto e ha sollevato solo l'avambraccio (il braccio sinistro è rimasto fermo e la mano teneva il gomito destro) e ha aperto la mano, forse solo il mignolo è rimasto ancora un po' inclinato verso l'interno, e poi ha guardato il “greco” come per dire “hai visto che era come dicevo io?” e se n'è andato; ma aspetta, non immaginare la scena al rallentatore: ha sollevato l'avambraccio con la mano aperta, l'ha guardato con aria trionfante (forse ha anche sollevato un sopraciglio, ma io ero dietro di lui e non posso confermarlo) e poi con uno scatto della spalla si è girato su se stesso e se n'è andato, con aria quasi offesa per essere stato messo in dubbio nelle sue capacità di riparare una macchina del caffè; che ridere sembrava proprio una scena da gay offeso come si vede negli spettacoli comici; poi non è detto che sia gay. Il primo caffè, anche quello solubile, è sempre il peggiore, ricordatelo, e chili di zucchero non sono serviti a migliorarlo.
Tornando al computer, la ragazza dell'ostello, quella che parla correntemente e correttamente tre o quattro lingue, mi ha chiesto se posso andare su internet col mio pc “è solo una domanda” mi ha detto quando si è ricordata di parlarmi in tedesco, ed io “sì, ma non capisco la domanda” allora me l'ha ripetuta in tedesco, ed è rimasta contenta della risposta; se fosse stata italiana, o se io sapessi davvero il tedesco, le avrei chiesto il perché e ora potrei dirtelo, invece rimaniamo entrambe all'oscuro di tutto.
Convivenza.
Vado a pisciare.. mi posso fidare delle due inglesi che mi danno le spalle, lì sul quinto pc?
Eccomi, il bagno non è lontano, solo 4+10+4 scalini più sotto (non li ho contati, vado a occhio).
Prima di andar via scriverò sul Gästebuch qualcosa con data di ieri; non scrivo ora perché non vorrei che qualcuno capisse, e poi decidesse di farmela pagare, perché pensavo di scrivere:
17 novembre 2007 Schottland-Italien, 1:1
In salotto davanti alla tv, partita di calcio, gioca l'Italia, sono circondata da uomini che fissano lo schermo ipnotizzati, sembra proprio di essere a casa.. però tutti qui parlano inglese, commentano in inglese, ridono in inglese.. sono l'unica italiana, e nessuno lo sa.. non guardo nemmeno lo schermo, perché ho paura che il mio sguardo sia troppo italiano e mi tradisca, continuo a scrivere e faccio finta di nulla.
Pegasus Hostel: fantastico, pulito, accogliente, simpatico, attrezzato, ben collegato, pulito! Alla prossima, Elle.”
Che te ne pare?
Parliamo di questa partita: io facevo i compiti di tedesco, cioè cercavo nel vocabolario le parole e le frasi che nel libro non avevo capito, e forse quando ho chiuso il vocabolario per mangiare qualcuno ha letto “italiano-tedesco” sulla copertina, chissà; il tipo con la scritta “polizei” sulla felpa blu (ma qui sono vestiti di verde e grigio, i poliziotti, è una via di mezzo tra polizei ed fbi, forse) aveva acceso la tv sul canale 11, la 2df, e c'era una partita; l'ho ignorata e ho preso posto al mio solito posto, ho aperto i miei quaderni, l'astuccio, il vocabolario e ho iniziato, finché vagamente, in sottofondo (il volume non era alto perché sotto in reception c'era la musica accesa) ho sento un inno familiare, e solo dopo un po' ho capito: non ci trovavo nulla di strano, finché non mi sono ricordata che sono a Berlino e l'inno italiano non è roba che si sente tutti i giorni, vabbe’ nemmeno in Italia, ma se lo senti non ti stupisci, qui invece significa che sta giocando l'Italia, e non con la Germania, ma con la Scozia; al tipo “polizei” seduto in poltrona, si sono aggiunti due dei giovanotti della mia camera, che ogni tanto incontro anche in cucina, precisamente quelli che dormono nei due letti-cameretta-con-tanto-di-comodino sotto di me; loro si sono seduti sul divano di fronte al mio, mentre su quello alla mia destra (fra noi due la tv) c'era un altro ragazzino con il suo pc, che è stato poi raggiunto dalla sua ragazza a cui spiegava qualcosa sul pc, e lei tentava di fare questo qualcosa, e lui ogni tanto alzava lo sguardo sulla televisione, ma in generale, con la mia coda dell'occhio, l'ho visto poco interessato; ogni tanto uno dei ragazzini che ho soprannominato “della gita scolastica” facevano cagnara e il ”polizei” con uno sguardo li zittiva, una volta invece gliel'ha proprio detto, perché il ragazzino si era seduto alla mia sinistra, e parlava al telefono che aveva messo in carica dietro il mio divano, e urlava.
Parentesi: abbiamo a disposizione un gruppo di 4 o 5 ragazzini “in gita scolastica” accompagnati da due donne sui sessanta, una bianca l'altra bionda; con le due donne parlano in tedesco ma fra loro in altra lingua, perciò penso che loro siano le insegnanti di tedesco, anche se poi chiacchierano abbastanza con loro, e non mi sembra sia normale che studentelli un po' hip-hop nell'abbigliamento parlino così tranquillamente con le prof anziane, ma forse i tempi son davvero cambiati. I ragazzini sono molto chiassosi, colpa della lingua, o dell'età, secondo me sono slavi o simili, le due donne invece sono abbastanza tranquille: a volte penso siano lesbiche, a volte penso siano due insegnanti di sostegno, visto il comportamento dei ragazzini, e visto che sono così bonarie; i ragazzi mi sembrano davvero scemi, in certi momenti, ma forse è colpa dell'età. Poi abbiamo il Russo che in camera mia dorme fino al pomeriggio, che non è russo, o almeno non lo so, però mi ricorda un ragazzo russo che studia all'Unistrasi, anche se questo è molto più alto di lui; poi i due sotto di me, che ora sono “gli inglesi” e poi il “pazzo” che dorme sempre in camera mia (ieri notte c'era una coppia, su nei quattro letti, ma dormivano già e stamattina li ho visti solo di sfuggita); fra gli ospiti dell'ostello che non dormono con me, oltre alla “gita scolastica” e alle “veneziane” e a vari gruppi spagnoli che non considero perché non bazzicano il mio angolo-salotto, ci sono solo inglesi; ho notato infatti che spagnoli e italiani preferiscono i tavoli con le sedie, o forse semplicemente qui in salotto trovano sempre occupato; poi i ragazzetti slavi amano i pc, e lo stesso vale per varie ragazze che io metto nel mucchio “inglesi”; una coppia di spagnoli ha fatto come la coppia inglese di ieri (ma di pomeriggio): lui al computer, qui alla mia sinistra, poi lei lo raggiunge e insieme vedono qualcosa sul pc e scrivono; naturalmente il gruppo “inglesi” è da scremare, perché anche lo spagnolo mi ha chiesto qualcosa in inglese, appena arrivato, e poi invece è spagnolo! Poi ci sono le due “inglesine”, e un gruppo, penso di inglesi, dato che parlano inglese fra loro, in cui uno ogni mattina canta le canzoni della radio, a voce alta, mentre fanno colazione (o pranzano) sotto in reception, non è per niente discreto, e ieri mattina si è pure messo a ballare, da seduto, faceva le mosse col busto e le braccine alzate, non c'è nulla da fare, è il simpaticone del gruppo.
Io faccio la padrona di casa, qui, tutti mi chiedono se ho il wire-less o il wi-fi o che cavolo, e se senti certe pronunce (ad es. wire-less puoi leggerlo tranquillamente come “well”)! Io rispondo, prego si accomodi, non ho capito nulla, poi lo dico preceduto da un “was?” e nessuno sa che sono italiana, o almeno questo è quello che credo io.. Ieri comunque non l'ho detto a nessuno.
Partita di calcio del 17 novembre, qualificazione di non so che (ma giocava la nazionale.. europei? Imbrogliona, ho cercato su internet!): ad un certo punto tutti si interessavano e si avvicinavano, perciò eravamo così disposti: Polizei in poltrona, alla sua destra divano con un ragazzo col pc che si è aggiunto e che poi è stato raggiunto dalle Inglesine, di cui una col suo piatto di spaghetti integrali dal profumo invitante si è seduta fra noi due; tv e secondo divano con la coppia inglese e ogni tanto qualcuno si sedeva in fondo al divano; quinto pc a cui si sono alternate varie persone che ci davano le spalle incuranti della partita; terzo divano (di fronte a me) coi due Inglesi della mia camera, a cui si è aggiunta la seconda delle due inglesi, senza pasta ma con due panini integrali con pomodoro e insalata altrettanto invitanti; e il cerchio si chiude con Polizei in poltrona, che ha una bella voce ma una brutta faccia, e dopo mangiato tira sempre fuori lo stecchino e si pulisce i denti; è uno di quelli che non oso guardare troppo o salutare, è un rischio, perché poi mi attacca bottone in inglese!
Ieri seratona inglese, quindi, perché erano, alla fine di questo giro, ben otto contro me sola a rappresentare l'Italia! Poi le due Inglesine, che non hanno chiuso bocca un solo secondo, se ne sono andate e dopo poco il loro amico col pc le ha imitate; a fianco a me si è seduto il Pazzo, che poveretto ha sempre un'aria stralunata, non parla, è solo, e ha una cicatrice sull'occhio, mi pare.. Poi è andata via anche la coppia inglese alla mia destra. Le Inglesi mi hanno fatto venire una fame.. ma avevo fatto merenda e non avevo fame, ed era presto per la cena, diciamo che più che fame mi hanno fatto gola, e speravo che il mio stomaco non brontolasse, perché volevo prima finire i compiti, e poi c'era tempo prima delle dieci (dopo non si può più usare la cucina); ad un certo punto sono andata in cucina, ho lasciato i quaderni qui sul tavolo, perché volevo ritrovare il mio posto, e sono tornata con toast con formaggio, prosciutto e lattuga e una tazza di joghurt ai frutti di bosco (cucina sempre affollata, a quell'ora, prime fra tutte le Veneziane); mi son seduta, ho appoggiato la mia povera schiena allo schienale, dato che per scrivere sto in punta, e mi sono rilassata: la partita era cambiata, giocava Germania-Cipro (vabbe’ due ore per scoprire adesso su internet che cos'è Zypern.. è Cipro), ma l'ho guardata lo stesso, pensando ad altro; poi è finito il primo tempo e ho guardato la pubblicità in tedesco, ma circondata da inglesi non è lo stesso; sul puff si era aggiunta l'insegnante bionda (o castana?) e lavorava a maglia.. che quadretto familiare.
Ti dico come guardano la partita gli inglesi: non si scompongono tantissimo, a parte sedersi in punta nei momenti importanti, rimangono abbastanza rilassati, ma la cosa strana era che ridevano spesso, come se ci fosse una scena comica.. e invece era una partita di calcio, ma io non guardavo quindi forse c'era davvero qualcosa di comico nel modo di giocare, chissà; non ridevano in modo contagioso, era una di quelle risatine che ti scappano, ma io non alzavo lo sguardo, magari è stata una di quelle partite assurde, che a volte si giocano, tipo milioni di occasioni mancate al limite della sfiga; ridevano e a volte commentavano, quindi ho sentito parlare in inglese per tutta la sera, me ne sono fatta una ragione, ma che palle! Pure una scenetta familiare e a quanto pare internazionale: uomini che guardano e commentano una partita, io facevo la bambina che fa i compiti (tra l'altro le partite mi ricordano sempre l'infanzia, quando papà le guardava e io mi addormentavo sul divano, che ci vuoi fare mi fanno quest'effetto), poi c'era l'insegnante nel ruolo della nonna che lavora a maglia, e in fondo i figli più piccoli, ossia i ragazzetti della “gita scolastica” che facevano cagnara sui computer, spero che oggi non ci siano più.
Il tipo qua a fianco è contento, ha trovato due inglesi, così può parlare con loro, io gli ho fatto ripetere la frase 4 volte, per una cosa che mi aveva chiesto; ora sono andate via e lui subito mi ha chiesto da dove vengo “Italia” ho detto, e lui “salute”; beve birra e ha appena fatto due rutti interni, salute a te; ecco si annoia, ha detto cinque volte una frase e alla fine ho capito che diceva che non c'è tanta gente qui, poi la seconda frase l'ha ripetuta altre cinque volte ma ho capito solo “ostello” e non mi aiuta, se si togliesse la gomma dalla bocca e parlasse più lentamente.. ma non è che io abbia tutta questa smania di parlare, esci se ti annoi; poi terza frase ho intuito un “week” e chissà se parla di me (o con me) ha fatto uno col dito, e io “no, due”, sempre in tedesco, ma che palle ma cosa crede che io devo fare la scemina balbettando in mille lingue? Perché non mi parli in italiano o in tedesco, no perché siamo in Germania, non so se hai notato; e io non ne ho proprio voglia, se ne va? Si siede al computer, ma se ti annoi leggi!
È tornato il Pazzo, forse l'aria di uno che è appena caduto dal letto gliela dà la cicatrice, ho deciso di essere gentile e ho borbottato un “hi”, e lui ha aperto la sua scatola di profumatissimi biscotti tondi con gocce di cioccolato a cui io ho detto... nein dankeeeeee! Poi ha stappato la bottiglia da litro di coca-cola con cui ha innaffiato il pavimento.. Ora si è seduto al computer e io voglio mangiare biscotti.. ma non posso, faccio merenda fra un po' ma non ho nutella, allora un cioccolatino dalla macchinetta di schifezze al secondo piano, ma non quello di ieri solo zucchero e semi strani (strani.. sesamo), uno buono, tipo il kinder bueno bianco.. e devo fare la lavatrice! Ok, vado, alla prossima, ciao.
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