sabato 15 dicembre 2007

Diffidare sempre dei chiacchieroni.

Oggi sono stata chiamata giù per la merenda; da qualche giorno infatti, il pomeriggio salgo in camera a fare i compiti: giù ho il vocabolario e il libro di tedesco, e la mattina dopo colazione leggo il giornale e mi segno qualche parola; il pomeriggio invece sto studiando per l'esame di storia della lingua, quindi rimango tranquilla qua su; l'altra sera, dopo cena, ho letto un po' di grammatica tedesca, e per un attimo la calma di questi giorni ha traballato sotto il peso del consiglio dello zio: devi anche un po' parlare, non solo teoria; e io che pensavo avessero capito che devono lasciarmi in pace, certo che l'idea che ognuno abbia il suo metodo di apprendimento non li sfiora minimamente, sono proprio della vecchia scuola; io ho trattenuto il respiro: io sono sicura che si raccontino le cose l'un l'altro, ma vuoi dire che stavolta Rose non gli ha riferito che io le ho detto che imparo e memorizzo meglio quando leggo? E che anche quando studio per un esame in italiano non ripeto mai a voce alta? Certo tu dirai (loro di sicuro) che parlare significa allenarsi alla lingua, non memorizzare, ma ti dirò che mi è passata la voglia, ora; questa “vacanza” la passerò studiando per l'esame di italiano, anche se forse lo darò a giugno.
Mi hanno chiamato per la merenda e quando sono scesa c'erano zio e zia, sorpresa! Rose ha fatto una faccia.. non la sopporta proprio; l'ho vista anche imbarazzata quando zia l'ha aggredita dicendole che dobbiamo parlare italiano, e poi è uscita dalla cucina e mi lanciava sguardi dalla porta, alle spalle di zia; il suo comportamento non mi è piaciuto, ma ora ti spiego meglio.

Che zia è una rompicoglioni è un dato di fatto; mi parlava in italiano e qualche parola in sardo, e Rose ha detto una cosa che in questi ultimi giorni le piace molto, la ripete spesso anche a zio: le ha detto “parla in tedesco”; il motivo? Semplice: io devo imparare; zia l'ha praticamente aggredita, un po' è il suo modo di fare, un po' era davvero contrariata, fatto sta che gridava che siamo italiani, che devo imparare il tedesco ma che i suoi figli conosco cinque lingue (ne ha elencate solo 4 ma forse il sardo era sottinteso), ecc.. insomma l'esempio dei suoi figli lo mette in tutte le minestre! Rose ha reagito poco, ha risposto, sì, ma poi è uscita e mi faceva sorrisi divertiti dalla cucina; io ho sorriso debolmente, ma niente di più.
Poi a tavola per il caffè zia mi ha chiesto diverse volte se davvero capivo, finché ha deciso di farmi un discorso, in italiano, e quindi ha chiesto scusa in anticipo se parlava in italiano ma questa cosa me la doveva dire, solo che ha chiesto scusa in italiano e Rose non ha capito e le ha detto di parlare in tedesco (auf Deutsch, leggi: auf dooich, con tono amichevole); zia le ha detto in tedesco di aspettare e ha iniziato in italiano a dirmi che però non mi aveva ancora sentito parlare in tedesco, ascoltavo e basta e dovevo anche parlare, e poi nel bel mezzo di una frase è passata al tedesco e mi ha raccontato di un medico che ha studiato l'italiano ma poi finché non è andato in Italia.. e dopo è tornato.. insomma non ho ben capito: il tedesco è difficile, il suo tedesco è impossibile, pronunciato alla siciliana, poi! Rose però ha capito ed è intervenuta per dire che io faccio quello che voglio, se voglio parlare parlo, altrimenti ascolto e basta, e io che ero al centro dell'attenzione mi sentivo in imbarazzo, ma quando lei ha detto così e mi sono girata dalla sua parte e ho visto che mi faceva l'occhiolino d'intesa come a dire ti difendo io.. mi son girati i coglioni e avrei volentieri alzato il culo dalla sedia e sbraitato le mie ragioni! Ti rendi conto che se io aprissi bocca tutte le volte che ce n'è bisogno e se dicessi davvero quello che penso, anziché fare la valletta muta, farei piangere metà di quelli che conosco e chiuderei i rapporti per sempre con l'altra metà?! Vabbè, non esageriamo, diciamo un terzo e un terzo, mentre il terzo terzo è composto da persone normali con cui vado d'accordo.
Ma sono certa che anche tu a leggere di queste cose ti stai immaginando il nevoso che mi è venuto, ma ero davvero muta, non potevo rispondere, io qui ci devo restare ancora fino a gennaio, non posso far marcire i fiori già da ora! Però che rabbia: ora che deve andare contro la sua antagonista, rinnega addirittura i suoi stessi consigli? Non ti sembra infantile questo comportamento? Sono curiosa di sapere se domani si ricorderà di quello che ha affermato oggi con superiorità, o se ha solo sfoderato un'arma contro zia, non uno scudo in mia difesa. Io ho fatto un mezzo sorriso e ho distolto lo sguardo: diffidare sempre dei chiacchieroni, non lo dimenticherò mai, questo proverbio che mi sono inventata (non è un vero e proprio proverbio, perché non c'è la rima, diciamo che è più un comandamento). Poi zia mi diceva in italiano “in pratica lo capisci il tedesco, nel parlato non lo capisci” e io non capivo, le ho chiesto spiegazioni e lei “scritto cioè lo capisci meglio che parlato”.. see. Poi zio ha cambiato argomento, roba di politica regionale, o di prezzi, non lo so perché io continuavo a pensare all'intervento fasullo di Rose e fremevo: ora è passata dalla mia parte? Ma a me queste cose non piacciono, averla dalla mia solo perché l'alternativa non le piace.. che nervoso! E mi faceva l'occhiolino, pure, ma io non le ho chiesto niente, né aiuto né appoggio; l'unica cosa che volevo dire era perché non vi fate tutti i cazzi vostri, ma posso dirla seduta in salotto per il caffè delle cinque col dolce di natale nel piatto, incastrata fra due zii, che non potevo nemmeno alzarmi e andar via sbattendo la porta? Vabbè tu dirai che non potevo perché non ci sono porte, ma ci siamo capiti! Poi zia ha interrotto la conversazione fra i tre perché nella sua ignoranza forse non aveva da aggiungere, e ha detto in italiano al marito che le aveva rotto i coglioni con questi discorsi ogni volta, lui che povero li aveva tirati fuori per spezzare la tensione fra le due donne. E le due donne secondo me si sono rese ridicole entrambe: anche Rose è una donna debole come tante altre, nonostante l'apparenza, ha le sue insicurezze, e cerca conferme, infatti più tardi è salita in camera mia con la scusa di un piatto (la camera-magazzino ce l'ho anche qui, cosa credi) e mi ha ripetuto che zia è assurda e non ci va d'accordo; ma anche qui ha sbagliato, perché io in queste cose non ci voglio entrare, non voglio essere complice di nessuno, io; sorrido comprensiva, ma non sono per niente dalla sua parte, se non è in grado lei di essere superiore alle cavolate di zia, non farà squadra di certo con me!

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