domenica 30 dicembre 2007

Meno 7.

Non parlo della temperatura dentro casa, dato che dovresti aggiungere circa 30 gradi a quelli su indicati per arrivare ai +23 della cucina! Parlo dei giorni che mancano alla mia partenza.
Qui si suda come in estate, perché se hai addosso una felpa e ci sono 23 gradi, certo non puoi rimanere fresca come una rosa d'inverno, no? Io mi tengo la felpa perché sono stanca di essere raffreddata, anche se da due giorni ho anche un brutto mal di gola, quindi sembra che tenere addosso una felpa non serva a nulla; la mattina appena alzata, mi vesto in fretta perché passo dai 23 gradi del piumone ai 3 gradi della stanza, ma questo non mi impedisce di sparare uno bello starnuto, con conseguente colo di naso, che necessita ogni volta di almeno tre fazzoletti, in cui probabilmente riverso tutto il moccio accumulatosi nella notte; a proposito della notte, non esistendo in Germania un lenzuolo di sopra, dovrei, in alternativa al piumone da Himalaya, usare la coperta più leggera senza lenzuolo, direttamente sulla pelle, e la cosa non mi piace, preferisco il cotone, sulla pelle, perciò.. sudo col piumone. Quando scendo giù sul pianerottolo e sulle scale continuano i tre gradi, forse quattro o cinque, fino alla cucina dove ce ne sono tra 15 e 20, secondo me; in bagno il cesso è dirimpettaio del riscaldamento da cui respiro avide boccate di aria bollente, ed è allora che parte lo starnuto stura-cervello; poi apro l'acqua calda, che arriva dopo un po', quindi la prima lavata di faccia è ghiacciata: esattamente quello che ci vuole per svegliarmi, ma anche per congelarmi le mani; la seconda lavata la devo fare il più velocemente possibile, per avere l'acqua tiepida, altrimenti rischio di ustionarmi con l'acqua ormai bollente; quindi se rispetto i tempi di riscaldamento dell'acqua riesco a lavarmi con due passate di acqua, una fredda e una tiepida, e a sopravvivere.
In sala per la colazione mi aspetta l'inferno, vale a dire i suddetti 23 gradi, tutti concentrati attorno al tavolo, e ti giuro che a volte mi manca il respiro! Era allora che mi toglievo la felpa, soprattutto dopo la prima metà del panino, quando mi veniva un caldo pazzesco, e mi dovevo spogliare, e poi rimanevo a maniche corte anche dopo colazione, per un po'; ho pensato fosse questo il problema, quindi ora faccio finta di essere una freddolosa e mi tengo la felpa e ci sudo dentro magnificamente; non vedo l'ora di.. di lavare tutta la mia roba, me stessa, le pantofole, e di stare in un posto con una temperatura da esseri umani. Uffi.

Oggi il famoso böser Onkel non c'era, quindi già da ieri mi era stata promessa la soppressione della sveglia, e infatti ho aperto gli occhi alle dieci, ma mi sono alzata circa 45 minuti dopo, dopo gli opportuni riaddormentamenti; loro fanno tante storie con questo “zio cattivo” solo perché quando mi alzo sono tutta rincoglionita e non ho voglia di parlare, eppure a Berlino aprivo gli occhi esattamente alle nove e alle nove e venti ero giù dal giapponese a respirare aria fritta e imburrare fette di pane alla velocità della luce. L'altra sera hanno spiegato agli ospiti che il famoso zio cattivo ci vuole tutti a tavola alla stessa ora, ma io avevo capito che fosse lei quella che ci voleva tutti a tavola assieme, o almeno lei così aveva detto; oggi ho fatto colazione col burro liquido, e poi verso l'una ho ricevuto da giù un urlo che voleva sapere se volevo mangiare, e quando sono scesa lei stava già mangiando e così io ho messo le patate nel mio piatto, ho preso una forchetta un tovagliolo un bicchiere l'acqua e l'insalata avanzata da ieri, e mi sono seduta a tavola e ho visto che lei non aveva nulla all'infuori del piatto e della forchetta, e non mi ha aspettato e mi ha chiamato che aveva quasi finito; a quel punto pensavo che mi avrebbe detto che pensava non avessi fame, invece non ha detto nulla; naturalmente ho ricevuto alcune cortesi domande di ordine pratico, tipo quando inizia il corso a Berlino e se voglio fare la dieta (tu dirai “ho già sentito questa frase”); penso che lei voglia a tavola solo il suo fidanzatino, ecco perché aspetta che ci sia anche lui, prima di prendere in mano la forchetta, ma forse fraintendo e oggi voleva solo farmi fare vacanza.. infatti dopo dieci minuti e due domande, potevamo già sparecchiare, bello no? Intanto piove come non mai.
L'altra sera i nostri ospiti per merenda e cena erano la figlia con marito e i loro tre figli, abbiamo riso perché Rose voleva raccontare tutte le cose nuove che ha imparato da me (prima fra tutte quella dei germanici in Italia) e la figlia le diceva “sì sì.. e poi?” come dire che non gliene fregava niente, e alla fine ogni volta che iniziava a dire qualcosa e io capivo quale stava per raccontare, mi veniva da ridere; dopo mi hanno detto.. tieniti, mi hanno detto.. che ora parlo un po' di più in tedesco.. Non capisco se ho dato quest'impressione perché ridevo, e quindi ero partecipe, o se dire tutte quelle cose che le avevo detto io, le ha fatto credere che le avessi dette io anche in quel momento; davvero è come se avessi parlato perché ha raccontato dei miei studi, a Berlino e non, dei germanici, delle lingue parenti fra loro, ecc. Poi la figlia, leggeva in italiano dal libro di italiano di Rose, e cercava le parole che le servivano perché è infermiera e ha una paziente demente italiana, che quando ha le crisi non si ricorda il tedesco e le diceva “vattene” e ci ha chiesto conferma del significato, perché se l'era immaginato; le due figlie sono state abbastanza silenziose, si sono portate un libro e leggevano, una non ha nemmeno mangiato, e Rose le ha detto “guarda che è buono”, ma lei niente, ma quando zio ha insistito ancora Rose gli ha detto “lasciala stare, ci sono dei momenti in cui una donna non ha fame” e io ho riso, perché mi è sembrata una cazzata, più che una battuta. Fortuna che non mi offendo più per certe cose: tante volte è già capitato che una cosa che dice a me, poi non è valida con altri, come quando zia mi ha detto che devo parlare e lei le ha risposto che parlo quando voglio io: allora mi ha dato fastidio, ma poi non più.
In questi giorni sono più rilassata, anche se sto perdendo tempo con queste feste, ma almeno gli ospiti ora vengono qui, quindi mi sento più a mio agio, almeno posso andare al cesso, o soffiarmi il naso, o tirare fuori il burro cacao, o cambiare sedia quando mi pare; e posso eclissarmi in cucina per aiutare zio a lavare i piatti; poi certo qui tutti son di casa, e i figli di qualsiasi età sanno che possono andare in salotto a leggere i loro libri o a giocare, se si annoiano; io a casa loro non ho potuto, e son dovuta restare a tavola ad ascoltare discorsi noiosi; poi certo, non ho diciotto anni o giù di lì, quindi non lo farei comunque; qui però avrei potuto salire in camera mia a studiare, ma so già che nessuno mi avrebbe creduto; a questo proposito Rose ha detto anche a questa figlia che non ha mai visto una che studia così tanto come me, ma naturalmente tutti noi sappiamo che non è esattamente così, voglio dire che qualcos'altro da fare lo trovo, tipo spegnere la luce, reclinare la poltrona e schiacciare un pisolino (ho notato che un giorno sì e uno no, mi viene sonno dopo pranzo, oggi no, ad esempio).
La battuta più esilarante della serata l'ha fatta il marito della figlia.. e vabbe' una l'ho fatta anch'io; non mi ricordo di cosa stavamo parlando, di qualcosa che naturalmente arrivava dall'Italia, il sugo, il vino, gli spaghetti, non so; insomma dicevano che è tedesco, no che è italiano, e il marito della figlia dice “l'hanno portato i germanici quando sono tornati da Roma” ah ah che ridere! Poi Rose spiegava che (non ho capito com'è venuto fuori l'argomento) che noi a casa nostra abbiamo sempre i tovaglioli, zio ha detto che abbiamo gli anelli colorati, poi hanno detto che non li cambiamo tutti i giorni perché sono di stoffa, e Rose voleva sapere ogni quanto papà cambia il suo tovagliolo; io una risposta ce l'avevo, ma ho anche pensato “ma che cacchio ne so, mica contiamo i giorni” ma zio ha tradotto pensando che non avessi capito, e così la mia risposta l'ho data a lui in italiano, ho detto “boh, quando cambia colore” e la figlia di Rose ha capito e si è messa a ridere e poi quando zio ha tradotto hanno riso tutti; alla battuta del marito invece ho riso da sola, perché l'ha fatta mentre erano fuori (pausa sigaretta) e quando stavano rientrando ridevano tutti e Rose ha ripetuto per me e così ho ridacchiato solo un po', ma mi è sembrata una bellissima battuta.
Oggi il maialino ha fatto il bagnetto.
Ora ho un po' di fame perché la colazione alle undici consisteva in una fetta di pane più un pezzo di un altro pane, e forse non equivalevano proprio al solito panino, e poi il pranzo è stato una striscia di patate al forno con cipolle e besciamella (o panna, più probabilmente), veramente poco; ma aspetto.. se propongono la merenda forse scendo, anche se zio è appena rientrato e ha mangiato ora, e comunque solitamente non fa merenda, e non mi va di stare sola con Rose.
Oggi sono anche un po' stanca di studiare e basta, e anche se ora sto traducendo dal tedesco e mi piace, non ho voglia di fare i riassunti per l'esame di italiano, in questi giorni li trovo noiosi e non li ho ancora iniziati; storia medievale l'ho usata come diversivo proprio per questo, ma non devo dare l'esame ora, quindi mi sembra di impiegare il tempo in modo sbagliato; penso al fatto che manca solo un mese a febbraio, e che forse riesco a preparare i lavori, non a studiare, ma è già qualcosa, me ne son fatta una ragione, dell'idea di non poter dare l'esame a febbraio; da un lato penso che studierò con calma dal 6 al 14 gennaio, tanto tu sei al lavoro, di giorno; ma penso anche che vorrei riposarmi e svagarmi un po', lo penso in questi giorni in cui sono stanca e non mi dispiace più di tanto passare un pomeriggio in sala da tè; ma so che non posso permettermelo..




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