domenica 16 dicembre 2007

Quella sensazione di strafogo.

Grazie al tedesco, inizia l'interesse e la concentrazione per la grammatica italiana; ora che posso fare il confronto con le frasi subordinate o coordinate tedesche, che mi piacciono e vorrei imparare perché sono la mia passione anche in italiano, benché non le sappia analizzare in metalinguaggio (il metalinguaggio è quello che ti dice questo è un verbo coniugato, questa è la frase principale, questo è un congiuntivo, questo è un avverbio di tempo, ecc): non risulta così noioso come una volta lo studio grammaticale delle frasi italiane: voglio sapere quali sono le causali, le concessive, quali altri tipi esistono, quali le rispettive congiunzioni, quali le regole e le possibilità; e a seconda dell'umore, mi piace notare che l'italiano è più bello, nella sua semplice complessità, o al contrario che è più bello il tedesco, o che si assomigliano molto ed è per questo che imparo facilmente la grammatica anche la più difficile; per imparare parole nuove potrei analizzare frasi complesse italiane e poi tradurle nei corrispondenti tedeschi!
La musica mi aiuta a immergermi di nuovo nell'atmosfera dello studio sfrenato, ma senza la dose di pazzia del febbraio 2006.. l'album Amarantine di Enya è la mia colonna sonora, in questi giorni, la stessa dei miei primi esami all'università.

Ora studio sempre su, italiano e tedesco, mattina e sera, e nessuno contesta anche se a giorni alterni viene fatta una proposta per una passeggiata, che io rifiuto: devi prendere aria, mi hanno detto, a primavera, ho risposto. Appena fatta colazione leggo un po' il giornale e poi salgo su fino a mezzogiorno e mezzo circa, quando mi chiamano per il pranzo; dopo mangiato salgo su finché mi chiamano per la cena, in orario variabile tra le sei e le sette; dopo cena guardo un po' di tv con loro, fino al telegiornale delle otto, a volte oltre, dipende da cosa guardano: i quiz ad esempio li seguo volentieri anche se non capisco né la domanda né la risposta e nessuno traduce per me.
Nessuno dice più auf Deutsch, e ogni tanto zio mi dice qualcosa in italiano, ma in generale parlo davvero poco in qualsiasi lingua; c'è stata anche una rinuncia ad ottenere una risposta a voce, quando mi offrono da mangiare a tavola: scuoto la testa oppure dico nein, ma senza danke o bitte; ma il più delle volte scuoto la testa, anche perché mi fanno le domande sempre quando ho il boccone in bocca e vedrai che se la apro per rispondere mi verrà detto che a bocca piena non si parla; non lascio più fazzoletti sul tavolo, anche perché finalmente la felpa è pulita e ha le tasche, a volte ne butto tre o quattro tutti assieme; spengo le luci, da brava, ma non metto le posate a sinistra e non chiudo il cesso, però dopo due volte che mi son seduta sul bagnato, lo asciugo con la carta prima di sedermi; ho però dimenticato il gomitolo di capelli nella vasca e Rose mi ha detto due volte sorry per chiedermi di toglierli (all'inizio e alla fine della frase): avrei dovuto dirle auf Deutsch, secondo te? Non ci ho pensato perché ero scocciata di aver dimenticato i capelli, ma come ho fatto, se sono la mia fissa quotidiana!? Qualcosa mi ha distratto poco dopo, se ho scordato di toglierli subito. Le nostre conversazioni si svolgono a tavola e ho notato che quando parlano tra di loro sono convinti che io ascolti e capisca, poi però quando Rose si gira a parlare con me alza leggermente il tono di voce, e non riesco a capire che differenza ci sia per lei: vuol forse dire che fino a quel momento, se capisco o non capisco non importa, ma ora sta parlando con me e devo sentire e capire? O forse sa che io sono persa in un altro mondo e alza la voce per attirare la mia attenzione? Ma se è così allora non dovrebbe farmi domande a proposito di quello che si son detti fin a quel momento, no? L'argomento del pranzo è in questi giorni la mia ora d'aria, ma io non ne voglio sapere, e così lei ha detto che pensava che quando sarei venuta qui ce ne saremmo andate in giro assieme a passeggiare a fare shopping a prendere un caffè senza uomini; adesso rispondo:
1- ha senz'altro fatto i conti senza l'oste, vuole anche lei un cane da portare a passeggio? O un orfanello da adottare e comprargli tutto quello che in vita sua non ha mai visto?
2- senza uomini? Perché vuole fare la donna moderna senza uomini, lei che dipende quasi totalmente da un uomo? Mi passi questo bitte, e mi passi quell'altro Schatz? E qui si usa che l'uomo aiuta la donna ad infilarsi il cappotto, e poi non mangia se non siamo tutti a tavola (e si lamenta, ma ridendo, perché zio trova sempre qualcosa da fare all'ultimo in cucina e si siede 5 minuti dopo di noi, che aspettiamo). Vabbè i miei discorsi sono vino annacquato, lo so che ora non mi sta più bene nulla, dentro di me, perché poi esternamente sorrido come se fossi d'accordo, così almeno non mi rompono i coglioni perché la tranquillità per me è tutto.
Poi la domanda di rito a fine pasto: bist du satt? Io dico ja e basta, e cerco anzi di mangiare meno di quello che vorrebbero loro: rifiuto tutti i bis e le ripuliture di piatto, non sono una fogna, un piatto di minestra è ok, due no, due wurst sono ok, quattro no, e nemmeno tre, e non insistete; sto mangiando meno, perché comincio a sentirmi piena, sai quella sensazione di strafogo anche quando sono passate ore dal pasto? E poi la sonnolenza all'ora dello studio non la voglio, no! Non sto più dormendo dopo pranzo, scortese o no, me ne salgo in camera e studio tranquilla. Lei mi ha chiesto se ho un mio programma di studio per l'università: vedi che lo capisci, se vuoi?
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