venerdì 21 dicembre 2007

Record di immersioni mentali.

Il tempo passa.. lentamente quando ti serve veloce, velocemente quando ti serve lento. Ieri ho dimenticato di dirti che a un certo punto del mio pomeriggio di studio mi hanno chiamato giù, sono scesa senza spegnere nulla (computer, stufa, libri) perché non hanno parlato di caffè e infatti non c'era la merenda in tavola: Rose voleva che le rasassi i capelli perché li sta perdendo di nuovo a ciuffi, ah ok, e zio è andato a prendere la macchinetta; vedi che nessuno mi ha chiesto quando potevo, qui, mi hanno semplicemente messo in mano gli arnesi appena la mia testa ha accennato a un assenso, mi posso scordare la linearità dello studio, qui, grazie a queste continue interruzioni senza rispetto; appena finito zio ha detto a Rose “tu vai a guardarti che io sono il prossimo”, e si è seduto.. vabbe' che me l'aveva accennato l'altro giorno che voleva che gli tagliassi i capelli, ma pensavo che questa di ieri fosse una chiamata straordinaria, nel senso che all'improvviso lei perde di nuovo i capelli a ciuffi e, disperata, mi dice toglimeli del tutto per favore; invece no, era tranquilla come se se lo aspettasse (infatti è così, l'ha sempre detto che li avrebbe persi di nuovo, in realtà è un tipo positivo e allegro, sempre); dicevo che lei era tranquilla e pure lui, tranquillamente si è seduto sulla sedia e quindi non so quante ore ho perso (forse solo una) a fare la parrucchiera, l'unica cosa che so è che, come al solito, hanno deciso loro e mi hanno messo davanti al fatto compiuto; d'altronde non era una vera domanda “puoi tagliarmi i capelli”, no? A parte che una macchinetta così la può usare anche zio, non serve una parrucchiera, e poi potevo forse dire di no? Beh, si che potevo, in realtà: avrei potuto stupirli con un “non la so usare, mi dispiace” e infatti avevo la mano incerta, perché non ho mai rasato nessuno, una lametta avrebbe ottenuto lo stesso risultato, e poi ha detto che così rasata non era mai stata, un po' di pelurietta l'aveva sempre. Vabbe', anche questo impegno è andato, fortuna che ho questi due assistenti che mi tengono l'agenda piena.
Stamattina: ancora con la storia dello zio cattivo che mi sveglia presto, vedi che usano frasi da bambini? Ho detto “nein” col tono di “ma no, tranquilli non mi disturba essere svegliata presto” (poi vabbe', se per loro le nove è presto!) e niente più; pensavo solo ad una cosa: fuori la strada è bianca di brina, o ghiaccio.. e anche il giardino dietro, chissà forse vedrò la neve!
Poi è iniziato il discorso serio:
    Quando hai trovato il volo? Mi diceva zio che hai trovato un volo.
    Sì, il sei.
    È una domenica, vero?
    Sì.
Sguardo pensieroso, mm, con scuotimento di testa leggero dall'alto verso il basso. Che c'è, non va bene? Poi è tornato zio e le ha detto che dovevamo vedere per il bus da Koblenz che va diretto all'aeroporto, l'aveva preso anche lui, così se lui va al mercato mi accompagna, ci dobbiamo informare (mi è parso di capire che: se va al mercato in una zona che non ricordo, forse voleva dire che va lì anziché al solito mercato, mi può lasciare in stazione dove prendo il treno, insomma qualcosa del genere, ma non sono sicura.. come al solito quando fanno progetti alle mie spalle ma sotto il mio naso, io mi annullo, li lascio dire e non intervengo, perché se fosse stato per me quella conversazione non avrebbe nemmeno dovuto aver luogo); poi lei col suo occhiolino magico come premessa (quello convincente) mi ha detto:
    Vai tu all'agenzia viaggi a chiedere. - Occhiolino (vuol dire che sta scherzando, quell'occhiolino? O che presto la ucciderò? Boh.)
Ho annuito senza dire nulla, altro occhiolino, e poi:
    Vai tu all'agenzia a chiedere informazioni. In tedesco.
Ora.. non per essere pignola, ma in che cazzo di lingua dovrei chiederle, altrimenti? L'inglese non lo conosco, e a meno che la tipa dell'agenzia non sia figlia di italiani, non credo che fra le sue lingue straniere ci sia anche la mia. Volevo rispondere “certo, io so solo il tedesco”, nel senso che l'unica altra lingua che mi aspetto davvero di sentire è l'inglese, ma io non lo conosco, però non l'ho detto perché pensavo che sarebbe suonato come “certo in tedesco, io non parlo in italiano o in altre lingue che conosco, perché devo imparare il tedesco”, e quindi sarebbe stato come darle ragione quando dice auf Deutsch. A proposito, stamattina zio mi ha spiegato una cosa.. insomma è successo che lei ha detto che erano buoni i mandarini di ieri, ma non abbiamo mangiato mandarini, così zio mi ha spiegato che hanno visto un documentario in tv e me l'ha detto in italiano, e lei jetzt auf Deutsch.. e lui era pure imbarazzato di dover ripetere in tedesco a comando (penso che presto si stancherà anche lui di questa richiesta costante, è come se ogni volta che apri bocca qualcuno ti dicesse “no, chiedilo per favore” e lui fa sempre un cenno imbarazzato “eh, si” e prima di ripetere ci pensa su), infatti con la scusa della tosse non ha ripetuto tutto quello che aveva detto in italiano; in italiano ha detto che i meridionali che lavorano nel nord d'Italia ricevono mandarini dal sud, che appena presi dall'albero vengono caricati su un camion e portati in un punto di ritrovo in Val D'Aosta dove 'sti meridionali vanno a prenderseli; in tedesco ha detto solo che i lavoratori ricevono da casa mandarini olive e altre cose, ha fatto un elenco ma non mi ricordo tutto, però ho pensato che piuttosto di ripetere una frase a comando, preferiva inventarsi tutte quelle mercanzie che in italiano non mi aveva detto e poi è scattato il colpo di tosse, che ha fregato e distratto la nostra Rottermeier di turno, infatti:
1- l'ha fregata perché non sa l'italiano, quindi non ha capito che zio ha “imbrogliato”, lei forse ha contato le parole, il numero era uguale ed è rimasta fessa e contenta che il suo metodo di insegnamento funzioni;
2- l'ha distratta con il colpo di tosse perché questo ha fatto a sua volta scattare l'istinto medico-materno e quindi lei gli ha detto subito che doveva prendere la medicina per la tosse (una bustina che lei ha scelto appositamente in farmacia), perché hai smesso se la tosse non ha smesso?, e poi si è girata verso di me e ha detto che anche io dovevo prenderla perché sono ancora raffreddata (tra parentesi, poco dopo mi ha spiegato che se il suo naso cola o se starnutisce è colpa della chemio), e io le ho detto nein con scuotimento di testa.
A proposito del raffreddore è diminuito ma non finito, e certo gli sbalzi di temperatura dal forno della cucina al gelo della camera (ho la stufa e la accendo, ma appena entro c'è freddo), e dal gelo dell'ingresso al forno del bagno, dove stare seduta sul cesso provi la stessa sensazione del maialetto sullo spiedo, fanno la loro parte, ma io credo che il raffreddore mi passerà una volta andata via di qui: o a gennaio nella mia settimana di vacanza, o direttamente a Berlino. È un fattore psicologico, te lo dico io, è il mio inconscio che mi parla attraverso il catarro e mi dice ma che minchia fritta ci fai ancora qui?!
Tornando al famoso treno diretto per l'aeroporto, e all'agenzia.. non ho risposto al suo occhiolino+sorriso+vai tu a chiedere in tedesco; ma dove crede che abbia vissuto fino a dicembre, in Thailandia? In Germania, ero!, e i biglietti e le informazioni e la scuola e l'ostello, ho fatto tutto io, e per di più in tedesco, mica in inglese o in italiano! Questa è fuori come un balcone, questa mi farà venire qualche nuova malattia di quelle che con le mie cellule ci faranno l'antidoto per il morso del serpente o una medicina di quelle che salvano milioni di vite umane, perché svilupperò nuovi elementi non presenti in natura, e se posso scegliere io vorrei fare un siero contro la stupidità incombente, chissà se mi accetteranno la proposta, devo informarmi. In tedesco, of course.
Ora chiariamoci: io sono pignola, quindi vorrei farti notare come davvero questi siano discorsi da fare forse a una tredicenne reticente che deve imparare una lingua ma non ne ha voglia e non si applica:
  • tredicenne=minorenne, quindi ha bisogno di aiuto, ad esempio possiamo consigliarle di prendere il pullman che è diretto, e non il treno che deve cambiare due volte, forse da qui a Montabaur e poi da lì a Koblenz, dato che non la possiamo accompagnare noi, no? Siccome è giovane e di queste cose non sa nulla perché i suoi viaggi sono sempre organizzati da genitori o scuola o chiesa, aiutiamola noi, insegniamole come si fa a prenotare un pullman per l'aeroporto, o anche solo a chiedere informazioni: vai all'agenzia viaggi, le diciamo, e spiega che vuoi andare all'aeroporto col pullman da Koblenz, e chiedi come devi fare. Questo mi hanno detto. E siccome io sono pignola, aggiungo che non ho 13 anni, ma 28 (bella differenza, eh?) e che so perfettamente cosa devo dire per chiedere informazioni, e per di più gradirei fare da me, quindi se voi mi dite che non potete accompagnarmi (ma non l'hanno detto, questo è il bello, hanno detto solo che potrei anche prendere il pullman..) allora decido io come arrangiarmi, no? Perché devo andare all'agenzia, se c'è una stazione dei treni e suppongo anche dei pullman e posso chiedere lì? Mi pagate voi le spese di agenzia? (a proposito, di nuovo la domanda: quanto hai pagato per il volo? Ho risposto: paga Topi; e spero che questa sia l'ultima volta che me lo chiedono). Poi c'è stato un commento sul fatto che mancano ancora due settimane, della serie che decideranno anche quando ci devo andare, vedrai.
  • Non solo non ho 13 anni, ma nemmeno sono reticente a studiare il tedesco, l'ho deciso io! Ma come vedi il mio progetto è diventato il loro, e siccome vogliono risultati risultati risultati entro la fine dell'anno da mettere in bilancio, io devo essere spronata, perché non mi applico! Vai all'agenzia, adesso, e chiedi informazioni, in tedesco; nemmeno l'insegnante a scuola mi stava così addosso, ci faceva chiacchierare tranquillamente, quindi per me è chiaro che i loro metodi di insegnamento li disapproverebbe pure la Montessori; mi immagino (quanto sono negativa) che vorranno venire con me con il duplice intento di monitorare la mia esposizione in lingua (e dirmi poi che sono stata brava anche quando non è vero, infatti usano un nastro registrato perciò non si può certo pretendere aderenza alla realtà!) e anche di controllare che non faccia cazzate, tipo comprare un biglietto, perché forse devo solo chiedere informazioni, poi riferirgliele, poi loro decideranno cosa io devo fare; ma no, che scema, non devo riferire nulla, saranno lì presenti e per fortuna interverranno al momento opportuno per ribattere su quello che mi diranno all'agenzia, e “pensarci loro” a tutto.
Mi consola il fatto di essere cresciuta: non sono più la bambina vecchia di dieci anni ma la reticente tredicenne, solo che non credo che entro il sei gennaio sarò maggiorenne, mi faranno casini all'aeroporto?
Io sono molto paziente, ma la mia pazienza ha un limite, perciò prima che finisca devo scegliere un limite di tempo; ho scelto il 6 gennaio, e spero che a quella data me ne avanzi, di pazienza, non voglio scoprire che l'ho esaurita del tutto; pensare che se fossi ancora a Berlino col cavolo che tornerei in Italia dopo solo tre mesi tedeschi, anche solo per tre giorni! Sono molto paziente e potrei vincere il premio per l'apnea più lunga, e quindi fare anche il record di immersioni mentali senza bombola d'ossigeno; fra un po' imparerò anche a nuotare nelle idiozie, io che ho paura dell'acqua! Non è fantastico questo training di porta-pazienza? Chi l'avrebbe mai detto che avrei preso due piccioni con una fava? Imparo il tedesco e imparo la lezione; oppure imparo a cavarmela in Germania da sola e per di più aumentano in proporzione anche i viaggi della fantasia; sto imparando a capire il tedesco parlato, soprattutto dalla tv (ma è facile perché sono coerenti e non cambiano versione dei fatti da un giorno all'altro), ma allo stesso tempo imparo le regole della buona società, grazie a Missis Buone Maniere, la prima delle quali è “sorridere sempre, anche quando vorresti dire 'fanculo”.. non mi sono mai piaciute queste falsità di comportamento, ma a mali estremi.. contenta lei!
Poi mi è venuto in mente quest'estate, quando alle sette volevano cenare, e mamma che mangiava da sola il suo latte alle nove, ti ricordi? Allora com'è questa storia? Quando sono ospiti si mangia al loro orario, e quando sono io ospite loro, si mangia sempre al loro orario? Sto scoppiando.

h 14.12: vèstiti che passiamo prima a N... prima de che?

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
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