giovedì 6 dicembre 2007

Westerwald, 6. Dezember 2007 (Santa Klaus)

Westerwald, 6. Dezember 2007 (Santa Klaus)
 
Ist dir kalt?
Altra domanda quotidiana, anche se qui sto a maniche corte, e quindi non capisco perché mi chiedono se ho freddo; poi una nuova che ho sentito oggi: Hat dir geschmeckt?1 Però l'hanno chiesto al cane, non a me.
Ore 10 circa: sono sola, Dream Teather a manetta, casse del pc permettendo.
Ore 14 circa: vabbe’ come non detto.. ho appena acceso il pc e zio mi ha detto cambiati che andiamo a N... mii.

Resoconto: zia è la solita, un personaggio, che pazienza! Si è appena operata per la cataratta (ma non tutte le volte che me l'ha detto è riuscita a ricordarsi la parola), e poi le hanno messo una “lenticchia” sotto l'occhio, ma mi sto ancora chiedendo se l'abbia confusa con la lente, o se voleva significare che l'impianto è piccolo come una lenticchia! Poi mi ha detto che il tedesco è più difficile perché ci sono quattro pronunce in più nella tavola pitagorica, io sono stata zitta, ma zio l'ha corretta e le ha detto che si chiama “alfabeto”, non “tavola pitagorica”! Curioso che la tiri fuori, forse ai loro tempi si studiava la tavola pitagorica, io davvero non so cosa sia, anche se forse l'ho studiata anch'io.. Poi altri racconti dei suoi, ma lei è una che sa male l'italiano, male il tedesco, male il sardo, forse parla bene solo il siciliano, ma non ci giurerei. Abbiamo mangiato specie di frittelle con ciliege e panna, che si fanno come le crêpes e le piadine, nella padella con la forma di quattro cuori collegati fra loro, col disegno di quadrati sopra, in tedesco si chiamano Waffeln, e sul vocabolario sono tradotte come cialde; la panna sapeva di mascarpone, ma buona, e le ciliege erano.. non so se sciroppate o marinate, comunque dolci, intere ma morbide e senza seme e con il succo, buone! Però è un concentrato di zucchero, no se puede continuar asì! Che pancia, oggi! Non mi dilungo sulla tovaglia macchiata che zia ha fatto finta di voler cambiare ma che non ha cambiato “tanto tu sei di famiglia”, né sulla cosa più grave ossia due capelli sulla suddetta tovaglia e uno in mezzo al mazzo di cucchiai e forchettine da cui sceglieva le nostre: il mio cucchiaino e la mia forchetta li ha scelti per primi, poi io ho notato il capello (non voglio chiamarlo pelo) e lei invece no, io continuavo a fissarlo ipnotizzata per assicurarmi che non finisse su un piatto e naturalmente ho anche controllato che non ce ne fossero nel mio piatto o nella mia tazza, avrei vomitato! Cavoli certa gente non ha proprio idea della pulizia, soprattutto in caso di ospiti, o sono io troppo fissata? Ma d’altronde se io non ho ancora avuto infezioni o problemi del genere qualcosa di buono nella mia fissazione ci sarà, e non si può certo dire che io sia maniaca per la pulizia, è sufficiente essere puliti! Sono sicura che loro si vantano di essere migliori di altri.. in qualcosa, in qualsiasi cosa, ma se io ti vedo lasciare una tovaglia macchiata sul tavolo e mettere posate che prendi da un mobile pieno di peli.. e nemmeno le spolveri, non sei migliore proprio di nessuno!
Ore 17 circa, di nuovo a casa: Rose mi ha comprato scarabeo, quindi vabbe’ come non detto.. avevo appena acceso il pc e loro hanno tirato fuori il gioco, nuovo di zecca apposta per me, perché Rose dice che lei in Australia così ha imparato l'inglese; è un gioco difficile, anche per chi conosce la lingua, perché naturalmente dipende dalle lettere che ti capitano (non quelle della tavola pitagorica), ci vuole fortuna, ma qualcosina ho fatto anch'io, e sono soddisfatta perché ho scritto due o tre parole che ho imparato nel cruciverba di ieri, vuol dire che la mia memoria c'è ancora; naturalmente io mi segno tre pagine di parole nuove e poi me ne rimane in testa una pagina, e di questa uso solo quattro o cinque parole, ma già il fatto che mi rimangano in testa così in tante, mi sembra buono, perché anche se non mi capita di usare la parola “capriolo” (tranne quando gioco a Scrabble e ho solo una R una E e una H a disposizione), mi piace quando le trovo da qualche parte e le riconosco, e sicuramente questo riconoscere le parole e poi collegarle assieme è utile per fare i cruciverba, e per lo stesso motivo è utile conoscere i sinonimi o i contrari, anche se poi per saperli usare ci vuole tempo e pratica; infatti, anche in tedesco i sinonimi hanno sfumature di significato, alcuni si usano solo in certi contesti o addirittura in un preciso modo di dire fisso: come se io dicessi “chi va con lo zoppo apprende a zoppicare” il significato è lo stesso, ma il verbo non è giusto, e come nei proverbi anche in certe frasi fatte, ad es. si dice “avere mal d'auto o mal di mare” non “dolor d'auto” oppure “sacchetto” e “bustina” al supermercato sono sinonimi, ma poi non si può dire “mi piace una busta” bisogna dire “mi piace un sacco”, e quando scrivi una lettera la spedisci in busta chiusa non in sacchetto; stare qui e ascoltare mi permette di cogliere questi usi, anche se poi io per ora non li posso usare perché me li dimentico, o comunque non me li ricordo quando dovrei, però quando li risento capisco cosa significano in quel contesto e sono contenta. Ho notato che a volte faccio confusione col sardo, assurdo: con la parola “nett” che significa “carino, gentile” mi viene in mente sempre “nipote” poi mi rendo conto che non hanno detto “netta” e che comunque non stavano parlando in sardo; oppure ho trovato una somiglianza col bolognese che mi aiuta a capire la differenza tra verbi che significano tutti conoscere-sapere-imparare: in bolognese infatti dicono “imparare” per dire “venire a conoscenza, venire a sapere” ad es. per dire “l'ho saputo ieri” dicono “l'ho imparato ieri", ed è lo stesso significato preciso che ha in tedesco il verbo “erfahren”, mentre con gli altri significati i verbi “sapere” e “conoscere” sono altri. Ho notato anche un'altra cosa: forse mamma abusa dell'ausiliare “avere” perché l'ha imparato dal tedesco, io pensavo che fosse così nel suo dialetto, ma poi ho rispolverato qui il passato prossimo tedesco e quasi tutti i verbi hanno l'ausiliare avere, quindi si dice “mi ho addormentato, mi ho vestito, ho piaciuto.. ecc” e solo con i verbi di movimento (andare, venire, tornare e, eccezione, rimanere, ecc) si usa l'ausiliare essere; non è difficile, basta non pensare al significato della frase o del verbo, basta dire direttamente “ich habe” ogni volta che voglio usare il Perfekt (passato prossimo) senza far tante storie con la traduzione: penso infatti che la cosa più sbagliata sia fare un continuo confronto con la propria lingua, è sufficiente notare inizialmente una differenza o una somiglianza e poi memorizzare la sola versione tedesca, perché altrimenti si rischia di fare confusione e nient'altro; di conseguenza la cosa più giusta è stato venire in Germania dove ci sono insegnanti che parlano solo in tedesco perché qui non c'è per tutti una stessa lingua di riferimento (in Italia l'italiano, ecc), e questo è confermato da quelli che conoscono l'inglese e che ogni volta fanno riferimento all'inglese, infatti a me non sembra che memorizzino bene le parole tedesche, continuano a fare confusione!

1Ti è piaciuto? (riferito al cibo)
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...