martedì 1 gennaio 2008

Voglio restare in Germania.

Questa è la scritta ufficiale: siamo nel nuovo anno, dieci anni fa ho festeggiato il mio primo capodanno (tra 1997 e 1998) fuori dalla famiglia, e ora (tra 2007 e 2008) ho concluso il ciclo festeggiando per la prima volta da allora di nuovo un capodanno in famiglia; dieci anni fa mi sono diplomata, ho preso la patente, sono andata per l'ultima volta a O. finché nonna era viva, avevo progettato per la prima volta di andare via di casa (destinazione Roma), ma il progetto si è fermato alle prime chiacchiere fra amici, poi ho cercato di concretizzarlo con un trasferimento a O., che è fallito dopo le prime chiacchiere, ho cercato per la prima volta lavoro e l'ho trovato, ma a quei tempi era tutto più facile, non serviva esperienza, bastava il diploma.

Programma della serata: ho scoperto grazie al mio intuito che non avremmo cenato al ristorante italiano, infatti ci siamo passati davanti senza fermarci; siamo andati in un ristorante jugoslavo e ho scoperto che il famoso Marco delle lumache è il proprietario, croato in realtà, del ristorante in cui abbiamo cenato, e non il cuoco del ristorante italiano; ho potuto ordinare vino rosso anziché birra, ho dovuto assaggiare diversi liquori tra cui uno alle prugne che sembrava sciroppo per la tosse, e che è offerto dalla casa dopo la cena, e che Marco ci ha portato in bottigliette monodose alte quanto un bicchierino, o meglio, diciamo che erano bicchierini a forma di bottiglietta, e un vino di mele che se vuoi sapere cos'è devi togliere il vino e lasciare le mele; poi a casa spumante (solito saporaccio) e biscottini della fortuna cinesi: i miei dicevano rispettivamente”Prima, Sie haben mal wieder die besten Vorschläge” ossia “fantastico, avrete di nuovo la miglior proposta” de che, non si sa, e “Sie bekommen einen Trumpf in die Hand, halten Sie ihn vorerst verdeckt”, ossia “avrete un asso nella manica, per ora tenetelo nascosto”.. mah. Mentre rientravamo dal ristorante e dalla mia banale serata ho pensato: io voglio restare in Germania; l'ho sentito nitidamente, che è quello che voglio.
Nel complesso la serata non è andata malissimo: hanno parlato di una festa ai piani bassi della casa del figlio di Rose (quella arancio-rosso-verde di cui ti ho parlato, in cui al piano di sotto e a quello di sopra abitano i figli da soli) con tutti i giovani, a cui avrei potuto essere invitata e anche di A. che poteva propormi lei qualcosa, ma nessuno mi ha cagato; io ho pensato che non mi sarebbe piaciuto andarci, una perdita di tempo, preferisco una banale cena coi nonni, piuttosto che frequentare estranei; poi la serata finalmente è finita, ma tra canzonette e concerti in tv, s'era fatta l'una!
Le telefonate, ho notato sono brevissime: appena dall'altra parte rispondono, parte il buon anno, ti auguro buon anno, tanta felicità tanto bene tanto buon anno, poi la telefonata finisce; sono chiamate fatte apposta per gli auguri, non si dice nient'altro, peggio di un sms.
Oggi visita ai parenti, andiamo da zio a pranzo, ma solo noi due, Rose va a casa sua fino a venerdì e la cena di mercoledì dalla figlia salta per colpa del novo-virus o come si chiama; io mi faccio bella, almeno un po', non è che posso andarci sempre vestita da stracciona.. e poi sì, è vero, i pantaloni non mi chiudono, meglio mettere la gonna; vista la boscaglia rigogliosa, ho usato il vecchio metodo della doppia calza, sempre valido come vedi, e a questo livello di imbragatura anche l'assorbente più restio diventerebbe in men che non si dica parte integrante del mio corpo; questi sono i momenti in cui sogno un marito e due figli.
Zia ne ha dette così tante, che non me le ricordo, anche perché le dice una dopo l'altra e nemmeno collegate fra loro, poi a volte non le finisce del tutto che già sta partendo con la successiva, parlo delle cazzate, naturalmente. Mi ha raccontato di una vicina di 94 anni che si è fermata l'anno scorso, sennò le faceva concorrenza perché andava in giro sempre a piedi e, anzi, era più snella di lei; in questo caso “snella” significa “veloce”, ed è un prestito adattato dal tedesco “schnell”, sicuramente.
Dopo zio mi ha chiesto se volevo tornare subito a casa, come vuoi, gli ho risposto, non avevo fretta di rientrare, sono un po' svogliata in questi giorni; allora siamo andati in giro per i paesi sulla Mosella, perché in questi giorni tirano fuori cose vecchie, e anche se non ha trovato molto, due o tre cose buone le ha prese; lasciamo stare che a un certo punto avevo gli occhi storti da quanto mi stavo pisciando, e una volta a casa son rimasta seduta in deflusso per dieci minuti tondi.
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