domenica 30 gennaio 2011

Grandezza relativa.

Il pescaiolo si alza presto per andare a pesca; d'altro campo è il suo lavoro.

Essere grandi non è una condizione assoluta, dipende dal punto di vista di chi ci guarda: quando mi guardano i miei genitori io continuo ad essere nessuno, sono sempre la figlia a cui dire portami questo fammi quello, solo ho più anni e ho vissuto anni fuori, quindi non solo di fronte alla legge, ma anche di fronte ai pettegoli del vicinato sono autorizzata a fare per loro cose che prima non facevo, cose "da grandi" tipo andare in banca, guidare la macchina per fare la spesa grande, e ogni tanto rientrare tardi senza avvertire. Non spesso. Ora sono idonea a fare più cose rispetto a prima, anche se non tutte, perché per diventare grandi al cento per cento bisogna sposarsi: solo allora una donna acquista capacità di intendere e di volere. Ma quando sono con le mie amiche, io sono una persona normale, anche se loro sono più grandi di me, io posso fare tutto ciò che fanno loro, non cercano a tutti i costi di dirmi cosa fare con la scusa che sono piccola e devono insegnarmi, sono alla loro altezza. Siamo amiche, non c'è un rapporto di subordinazione. Quando siamo assieme non vediamo il dettaglio dell'anno di nascita, ma siamo tutte adulte e capaci di vivere.
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