mercoledì 16 marzo 2011

Saluti un po' più distesi.

Cara Roc, come stai? Sembrano passati secoli da quando ci siamo viste, invece sono solo pochi mesi; e mi sembra che in questi mesi siano successe tante cose, invece non è successo molto; nel frattempo c'è stato natale ed è iniziato il 2011, è passato il festival di Sanremo (non l'ho visto) e ora anche il carnevale, e questo l'ho visto in un paesino in provincia di Sassari, che per essere così piccolo aveva una sfilata abbastanza lunga, e poi in Germania, dove ha tutto un altro sapore, perché c'è una cultura del carnevale di lunga tradizione e grande organizzazione.
In Germania ci sono andata per 4 brevi giorni ai primi di marzo, ho trovato il sole e una temperatura mite (quasi quasi fa più freddo qui..); sono stata da mio zio, quello che viene sempre in vacanza in Sardegna, che mi ha proposto di tornare da lui a giugno e restare lì fino a settembre per poi scendere assieme in occasione delle sue ferie. La proposta mi tenta molto, ma ho le mie priorità.
E poi pensavo quest'anno di cercarmi un lavoro per l'estate, ad esempio in quel villaggio vacanze dove ha lavorato mia sorella l'anno scorso come cameriera ai piani: ad agosto cercano sempre personale extra e magari anche prima, chissà. Insomma stare ferma inizia a pesarmi.
Naturalmente non si tratta di peso economico, dato che le mie spese sono minime e me la cavo con la "paghetta", ma allo stesso tempo, anche da quel punto di vista mi rendo conto che non si può campare per sempre di nulla; un viaggetto per "staccare" o un'uscita la sera; ad esempio ora ho fatto leva su me stessa per convincermi ad iscrivermi in palestra, perché le mie giunture a forma di sedia mi fanno sentire più vecchia (e scricchiolante) di quello che sono; forse sono riuscita a tenermi sempre giovane perché ho sempre lavorato (e mai seduta)? Non lo so nemmeno io, ma ora che ho iniziato quest'attività motoria, mi sento più leggera nel fisico, nella respirazione, e anche nell'umore.
Le cose che mi mettono di malumore ci sono, e non sempre sono colpa degli altri: ho dato un esame che è andato male (ma non ho accettato il voto, perciò non risulta), e la colpa di chi è? Continuo a pensare a cos'ho sbagliato e la risposta sembra proprio che non ho studiato come avrei dovuto: la fretta di "liberarmene", e la superficialità dello studio, quasi menefreghismo. Ora la vedo così, eppure mentre lo preparavo mi vedevo convinta ed interessata. Allora forse sono state le distrazioni che mi sono concessa, la scarsa concentrazione che sono riuscita ad accumulare? Eppure sono rimasta chiusa in camera per giorni, cosa facevo? Insomma dovrei chiudere l'argomento senza scervellarmi sulle cause di quella figura di merda, senza perderci altro tempo e guardare avanti.
Un po' lo faccio (non ci penso), un po' ho ancora paura di aver perso il mio intelletto (non sono ancora tornata dal prof. per parlare di come ri-preparare l'esame); vorrei lasciar perdere, ma ci devo per forza ripensare, perché quell'esame lo devo dare, e sarebbe meglio non rimandare troppo, ma sotto la superficie che quasi ci ride su, ancora oggi (dopo due mesi) mi sento stupida per la scena quasi muta che ho fatto all'esame! Devo rielaborare il lutto.
L'inizio delle lezioni del secondo semestre mi conforta, perché tra le tante cause dell'insuccesso c'è che quel professore ha parlato a lezione dell'argomento che dovevamo approfondire, ma tutta la base dovevamo studiarla da soli dal manuale; mi sembra che i professori di questo secondo semestre invece non diano le basi per scontate, da "ripassare", ma ripetano per tutti i punti fondamentali. Insomma sento il bisogno di essere seguita passo passo come una scolaretta, e devo anche mettere da parte una sorta di orgoglio, oppure di paura di apparire stupida, e parlare coi prof., fare domande anche banali, come tutti! E come è mio diritto di studente! Forse è stato solo questo il mio errore.
[...]
In famiglia tutto bene, ossia calma piatta.
[...] Bene il mio pullman è arrivato, fra poco parte e ti dovrò salutare; ho perso il precedente per un pelo e ho dovuto fare orario alla stazione: che fastidio! Fortuna che avevo già in mente di scriverti e avevo preso la carta da lettere, così il tempo è volato!
Volevo ringraziarti per la bella vacanza di novembre, mi ha fatto bene l'atmosfera rilassata di Bologna, e a casa tua in particolare, e ho preso spunto per riorganizzare la mia convivenza con la mia famiglia, cosa sempre difficile e delicata, e non del tutto riuscita neppure ora; e anche per organizzare il mio tempo includendo altre attività senza sentirmi in colpa ogni volta che mi distraggo (anche questo non del tutto riuscito). In particolare questa settimana vorrei fare una torta di cui ho preso la ricetta in un libro che ho trovato a casa di mio zio; e forse cucirò qualcosa perché è dall'estate che non attacco nemmeno un bottone.
A proposito di attaccare bottone, ieri ho parlato con una ragazza che segue letteratura con me, la conoscevo già di vista, ma fuggo sempre e non parlo mai con nessuno; ieri invece le ho parlato, è un buon segno! Divento umana! (ma come sono messa?)

Va bene il pullman parte e per come guidano gli autisti è meglio che scriva in fretta i saluti. Un abbraccio fortissimo, tua Elle.
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