domenica 29 maggio 2011

Pensieri.


h 1.00
Questo è il mio passaggio in questa vita. In deinem Leben.
Non ti conosco. Forse non ti capisco. Ma ti ho visto. Ti ho guardato. Ho parlato con te. Ti ho ascoltato. E questo mi basta per non dimenticarti.

Normalerweise ist man in Momente wie diese traurig.
Ich bin nicht traurig, ich bin glücklich. Ich fühle mich glücklich. Weil im Moment weiß, weil ich genau weiß, dass jemand wie du (wie ich) auf der Welt lebt.
Jetzt nehme ich dich wahr.

h 9.00
Ma come sono poetica la notte! Sembrerebbe che abbia trovato l'amore!
E se fosse una metafora?
Se parlassi non di una persona, ma di un momento importante della mia vita?

Suonerebbe: sono felice e mi sento fortunata perché ora so che esistono momenti come te.
Mi rivolgo al momento appena vissuto, e quindi finito, ma non sono triste, perché è finito, sì, ma è stato vissuto. Da me.
Non conosco il momento, forse nemmeno lo capisco, ma l'ho vissuto (parlato, ascoltato, guardato), quindi non lo voglio dimenticare, né posso farlo.

Lo so, non dovrei spiegare le metafore, le frasi sono più belle quando sono ambigue, misteriose, perciò soggette a molteplici interpretazioni. Non si diventa poeti con le istruzioni per l'uso.
Ma io non voglio essere fraintesa. E se non fosse il Momento? Se fosse qualcos'altro? L'importante è che non sia una persona, che non sia l'amore, che non sia un dio. Per il resto leggeteci quello che più vi ispira, ognuno interpreti a modo suo.
A modo mio ci vedrei bene il Momento, qualcosa di effimero o impalpabile.

Spesso questa "poesia" (ne rido) mi viene spontanea nella maniera e nel momento più scollegato dalla realtà. Nulla di ciò che sto vivendo in questi giorni mi ha ispirata (mi sto occupando del giardino).
Eppure queste parole mi son venute spontanee. L'autoipnosi e la fantasia creano un cocktail pericoloso.
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