martedì 10 maggio 2011

Sarà: futuro semplice?

È sempre più un limbo, in cui mi sento trasportata. In cui per ora voglio lasciarmi trasportare.
Continuo a leggere I promessi sposi, a sottolineare passaggi importanti: oggi in cortile, al sole, sul lettino, in costume. Ho preso in prestito dalla biblioteca, e presto inizierò a leggere, il Don Chisciotte, che non ho mai letto; devo restituirlo a giugno. Per ora sono ferma con la lettura dei racconti di viaggi di Tabucchi.
Questo mese (e i prossimi) niente palestra, faccio a casa (quando faccio), gratis.
Ieri ho iniziato a cucire, dopo un anno o forse più di inattività: ho attaccato un bottone e ho trasformato quattro teli bagno in almeno dieci asciugamani viso. È un inizio. Ho un po' di apprensione, come se volessi fare mille cose prima del rientro di mia madre. In sua assenza mi sento davvero in ferie!
Mio padre invece si annoia e sgarra.
Ieri ho pulito gli angoli della cucina di cui evidentemente Luisa ignora l'esistenza.
Oggi ho spazzato un po' il cortile e sistemato le mie piantine ma lì, con quel sole così forte, muore quasi tutto (i gerani no, resistono).
Mia sorella è irrimediabilmente debole: se lavora, torna a casa e si corica, esausta, quindi anche oggi niente sport. Lei continua a considerarmi "fissata", io però senza traino non mi muovo.
Roc mi ha scritto dalla Costarica, Rosalux da New York. Io ho rischiato un viaggio incubo a Barcellona, che mi è rimasta in testa dall'ultima volta che ho rischiato di farci un viaggio incubo, e dove potrei andare, se costasse poco, per tre giorni di ferie fuori dal mondo (da qui) per fare foto in una città molto bella.
Per il resto.
La decisione sembra presa.
Rinunciare, burocraticamente, per regolamento cagliaritano, sembra più complicato che immatricolarsi come straniero senza permesso di soggiorno, o trasferirsi da una facoltà marziana. Di certo però non lo sarà quanto è stato discutere via mail sulla conferma, firma, timbro dell'ufficio Erasmus della Humboldt Universität zu Berlin.

Durante l'estate farò tutte quelle cose che avrei voluto fare ma che per un motivo o per un altro ho tralasciato in questi due anni (per via della famiglia ostile e dello studio, principalmente, ma anche per meno tempo e meno voglia). Ad esempio sistemare il giardino e soprattutto cucire.
A settembre andrei volentieri da mio zio, e poi rientrare con lui. O ad agosto, per tutto il mese. Vorrei anche finire la luce pulsata dall'estetista, e andare da un bravo otorino, e iniziare una buona cura dermatologica. Ma questa settimana mi sento davvero in ferie, non per svogliatezza, bensì perché la casa è così silenziosa, senza mia madre e le sue assistenti: mi sembra d'essere in villeggiatura!
Questa sorta di lista è fatta di cose delle quali non voglio più aver pensiero in futuro: qualunque sarà, quando sarà. Si tratta di preparativi di viaggio.

Per ora: butto via carta inutile, e conservo al meglio l'utile; chiedo la cancellazione dei miei dati, chiudo account inutilizzati. Dovrò chiudere anche il conto in banca e trasferire i risparmi altrove, ma dove? Ho una carta prepagata ora, e una specie di conto online, dal quale posso ricaricare gratuitamente la prepagata se supero i 400 di trasferimento. Credo di avere ancora il libretto postale, ma non è comodo per avere liquidità a disposizione. Ho stampato parte delle mie numerosissime foto degli ultimi anni (gli anni della digitale), ma quante ancora aspettano? Pisa, Cagliari, Milano! Ho eliminato vestiti vecchi, e per le scarpe c'è sempre qui una scarpiera da cui attingere.
Sara vuol partire in Kenya per fare volontariato, ma anche questo ha un costo. E poi in Kenya c'è caldo! In effetti anche Barcellona è troppo a sud, ma questa era un'idea di viaggio breve.

Perciò sembra proprio che a lasciar andare la barca, questa mi stia portando verso i preparativi per un viaggio, un futuro di cui ancora non so nulla. Verso un'attesa lunga un altro anno, verso un'altra data di... partenza!
Non rimarrò qui per sempre. Non mi laureerò. Non smetterò di leggere. Partirò per il nord. Non so se dirò a qualcuno dell'università, ma so che ad ottobre non ci sarà più nessuna iscrizione. Mi dico la verità: in due anni ho fatto poco e niente. È chiaro. Forse fingerò di essere ancora iscritta (e di aver dato esami? Ah ah, no!), forse non darò troppe spiegazioni. In fondo più nessuno mi chiede nulla.

Quest'estate cercherò di godermi il più possibile la casa (una casa, finché l'avrò). Poi non ho ancora idea. Forse in inverno diventerò più sportiva, senza pagare una palestra, come preparazione atletica al mio futuro. Qualunque sarà, quando sarà.
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