domenica 19 giugno 2011

Controllo.

Piano piano sto riacquistando il senso della mia vita. La lista è stilata ed è lunga; ieri ho fatto solo due cose della lista, forse perché mentre riordinavo l'armadio (ma non è un vero armadio) e cucivo, guardavo anche un film (e un paio di telefilm polizieschi, di cui uno in inglese con sottotitoli, dovevo per forza leggere).

Oggi sveglia alle 5, poi dopo la sveglia vera che ho spento alle 7 e 30, ho ripreso sonno. Un ventaccio lo disturbava: mi sembrava di essere in campeggio per luce, vento, caldo.

Alcune cose della mia lista le posso fare in un giorno solo, tutte assieme, ma la sedia mi attira, e rallenta. Inizio con le frasi del giorno, o con la lettura del mattino, e poi...
Ho deciso che mi devo dedicare a questa casa, ma il pensiero di passare ogni giorno a fare solo questo, anche grazie a chi annulla il mio lavoro in poco tempo, in fondo mi deprime.
In fondo non è casa mia, non è il mio mondo, la mia gente. A che pro? Anche mia sorella partirà e non avrò più nessuno per cui farlo (per me stessa no, mai).
Arriverà un altro primo del mese che mi butterà nella disperazione a causa dell'agitazione che provoca. E poi è molto meglio sognare per 29 giorni di voler fare tante cose, piuttosto che svegliarsi e per un giorno intero (il primo del mese) convivere con la consapevolezza di non poter fare nulla, senza soldi.
Nemmeno foto.

E le cose di questa lista, perché le faccio? Solo per tenermi occupata? Solo perché invidio le case pulite altrui?
E perché non le faccio? Temo di minare alla mia reputazione, dedicandomi alla casa? Non ho tempo?
Ma è quello che ho sempre voluto fare. I viaggi forse sono solo un ripiego. Che però mi piace, e dei viaggi tengo la valigia singola e lascio il camion dei traslochi.
Non sono mai stata predisposta per (né mi è mai piaciuta) la vita banale della casalinga, eppure in qualche modo, per qualche motivo, la invidio. Una casalinga in casa ha tutto sotto controllo, ha una casa e ci fa quello che vuole (eliminerei la famiglia dalla casa, però).

Tutti questi pensieri perché?
Perché della mia lista rimando la pulizia della finestra, cosa che un tempo facevo volentieri: ci tenevo a vivere in un luogo pulito, al punto che lo sporco, o anche solo il disordine, mi distraevano dallo studio. Perciò qui ho cercato di vivere come una normale studentessa che ha una famiglia che si occupa di lei e delle sue cose, con l'ovvio risultato di vivere in una casa sporca e in disordine, e di mangiare male.
E lo studio? Abbandonato.
Forse il fatto che nessuno conosca questo dettaglio mi preoccupa, mi assilla una sorta di senso di colpa per il segreto, la bugia; non è dame fingere così.
Ma se lo dicessi perderei quel poco di controllo che ho ancora sulla mia vita.
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