venerdì 17 giugno 2011

Fata Morgana?

Non so bene cosa pensare.
Non devo studiare, eppure ancora una volta do la colpa della mia lentezza al caldo.
Forse non so nemmeno bene cosa fare.
Decisa a svolgere mansioni di casalinga e giardiniera, ho fatto alcune cose, ma altre ne devo ancora fare, e altre avrei potuto farne, se non fossi così lenta.
Una volta "sgridai" mia zia perché si alzava all'alba per preparare il pranzo ai figli che uscivano presto per andare al lavoro, e per il marito. Stavolta ho pensato che avrei voluto anche io essere figlia di una madre così.
La mia vacanza è stato questo.
Senza confessarlo nemmeno a mia zia.
Lei ha detto di esser stata bene con me, io le ho detto di esser stata bene con lei, ma non ho specificato perché.
Lei fa tutto quello che un tempo desideravo fare io, un desiderio che a tratti, e per piccoli gesti, ritorna.
Una tavola apparecchiata come si deve. Potere e autorità assoluti per le cose di casa. Vita in campagna. Ravioli.
E quando mia sorella progetta di partire (si decide a partire), io non la invidio; io vorrei stare qui, anzi lì.
E tento di ricreare qui quell'ambiente (non l'atmosfera), ma mi vedo lenta.
Tra le altre cose che abbiamo in comune la demotivazione in assenza di apprezzamento. Ti passa la voglia di fare. Forse riesce anche a capire alcune cose di me da sempre incomprese, ma non ne sono sicura, perché stavolta è stato il suo turno di sfogarsi.
Ciò che ho visto (ciò che volevo ma non ho) mi ha rattristata.
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