venerdì 3 giugno 2011

Ferie senza lavoro.

Queste sono giornate spente. Il malumore potrebbe essere provocato da diverse cose: dagli ormoni, dall'agriturismo, dalla festività di ieri che mi ha tolto dall'agenda una giornata di socializzazione, da un intero giorno di commissioni, di va e vieni, e di discorsi sui soldi. Principalmente la colpa è di questi discorsi. E ho bisogno di uscire da questa casa per qualche giorno. Mi sento sacrificata.
Il giardino è abbandonato, il rosmarino è in fin di vita. Mia sorella ha comprato la terra, e questo mi sembra molto ipocrita da parte sua, visto che in quel giardino non ci ha mai lavorato (solo una volta, ma con milioni di idee e progetti). Comincia ad innervosirmi anche lei, con le sue chiacchiere sui "nostri progetti". Lei e tutti. Ho bisogno di ferie.
Potrei aspettare le vacanze di agosto dal corso (dicono dall'8 al 22) e andare da mio zio in Germania per due settimane. Potrei anticiparle (dovrei, sarebbe meglio) e andar via per qualche giorno già ora. Infondo dal venerdì al martedì mattina sono libera. Ma come? Posso scegliere una destinazione di volo low cost, ma mi piacerebbe anche un campeggio qui. Ma senza macchina dove...
Da mia zia in treno?

Se voglio avere un po' di svago devo pagare: o guardando film che non mi interessano, o frequentando persone che non mi stimolano, o sopportando discorsi sugli oggetti e sul loro acquisto. Per ogni acquisto. Per ogni acquisto si fa una festa, per ogni film gratis si fa una festa, per ogni lavoratore si fa una festa perché può comprare.

E si continua a parlare di prezzi, e questi come petardi mi svegliano dalla mia lettura di Gita al faro (ma: "il conto della serra sarà di cinquanta sterline", suona come: "c'è l'acqua a quindici centesimi fino all'otto").
Quante banalità, quante sciocchezze.

Padova
Torino
Bergamo

Stoccolma
Cracovia
Varsavia
Colonia
Dresda

Nessuna gita, nessun agriturismo, ma soprattutto nessun cane!
E quasi quasi niente pedicure...
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