venerdì 24 giugno 2011

La cotta passerà.

Cucio. Faccio punti che fra poco dovrò scucire, eppure servono, perciò li faccio: ho ritrovato la calma, ho smesso di etichettare il 90% di quello che faccio come "inutile". Era sconfortante.
Cucire mi ha aiutata. Eppoi mi piace.

Parlo. Dico qualcosa ogni tanto, argomenti importanti ma neutri (non domande, accuse o lamentele verso qualcuno).
La casa non è silenziosa, io non sono assente. Le chiacchiere con mia zia mi hanno aiutata, mi hanno dato il là, il modello base. E poi mi faceva piacere parlare con lei.
Mi sveglio abbastanza presto, tra le 7 e 30 e le 8 e 30, e oggi ho pure comprato il giornale, dopo l'abbondante colazione.

Devo dire la verità: lì è già tutto pronto. Ci sono già dei bambini con cui potrei giocare. Ci sono già coppie fatte, quindi non mi sorbirò proposte di uscire da urlo (...). C'è già qualcuno che conosco e che potrebbe insegnarmi la montagna e qualcuno per la pasta fresca, sorta di genitori a distanza. Ci sono cose, ma anche (soprattutto) persone: che mi conosco già, e che sanno stare per conto loro perché hanno la loro vita (noi non siamo mai stati così, qui si usa monopolizzare).
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