giovedì 30 giugno 2011

La normalità ha buchi più profondi, e in tutto sono sei.

Ho sempre pensato che sapersi arrangiare fosse una delle qualità più importanti di una persona. Non scoraggiarsi di fronte agli imprevisti, avere intuito e poi spirito d'iniziativa, per affrontare qualsiasi cosa, inconveniente o conveniente che sia.
Tutto ebbe inizio quando ci stancammo di dover asciugare il bagno dopo ogni doccia, perché a casa mia non c'è la doccia ma la vasca, e accovacciarsi per lavarsi oltre che scomodo è antiestetico: nessun maniaco assassino a sangue freddo avrebbe voglia di uccidere a coltellate una che sembra seduta a cagare.Così decidemmo di mettere la tenda. Finalmente! La decisione sembrava di quelle che ti cambiano la vita: vuoi mettere lavarti i capelli contemporaneamente alla doccia? Ossia fare esattamente quello che odiamo e lamentiamo quando andiamo in una casa o albergo dove la vasca non c'è e ci tocca lavarci prima e dopo lo shampoo; dopo per toglierci i capelli a ciocche aggrumate sulla schiena. Vuoi mettere lavarti in piedi, dopo esserti vantata con tutti di avere la vasca e poter fare il bagno rilassante con sali e candele profumate e musica lounge in sottofondo?
Dopo aver preso le misure, ci siamo rese conto che la soluzione non era così semplice, perché la nostra vasca è rettangolare sì, ma non è incastonata tra due pareti, non perché la stanza da bagno di casa mia sia grande e quadrata, ma perché la vasca è sul lato lungo del rettangolo, di fianco alla finestra. In calcoli geometrici significa che non c'è possibilità di appendere la tenda ad un'asta con ventose, come abbiamo visto in altre case, ma non abbiamo nemmeno i soldi per un box in vetro satinato, come vorremmo. Mentre per quanto riguarda un'asta ad angolo che sia della misura di una vasca e non di un piatto doccia, non sembra essere in commercio. Non a prezzi abbordabili, almeno, e noi siamo rimaste ai negozi abbordabili, nel nostro calcolo preventivo.
Ma ecco venirci incontro un negozietto che vendeva un'asta allungabile che, volendo, poteva essere montata ad angolo, o meglio ancora a doppio angolo, creando tre lati corti per il nostro box doccia. Infatti, nell'impossibilità di ricreare un box vasca, abbiamo optato per la tenda parziale, tanto una volta in piedi lo spazio occupato è sempre quello di un piatto doccia. Così abbiamo comprato un'asta da montare al centro della vasca tramite due placchette di plastica alle quali avremmo fissato le due aste laterali, a loro volta collegate da apposite giunture ad angolo alla terza asta. Il tutto, essendo studiato per un box doccia quadrato, non sarebbe stato perfettamente combaciante coi bordi della vasca, ma ce ne siamo fregate: la nostra vasca avrebbe avuto una tenda sporgente di qualche centimetro oltre il suo bordo laterale, e rientrante di parecchi centimetri rispetto alle due estremità, ma perfettamente funzionale.

L'unico problema era il trapano, che non funziona. Perciò, per fare quei sei buchi necessari a fissare le placchette ho deciso di rispolverare la mia rubrica di numeri di telefono di maschi umani, per trovare un trapano in prestito perché, nonostante la mia anticonvenzionalità, il mondo va così: le donne hanno la teglia per il plumcake, gli uomini hanno il trapano. Ad ognuno la richiesta giusta. Per non perdere tempo in preliminari, visto che agli uomini non piacciono, mi sono limitata all'essenziale: ciao hai un trapano da prestarmi? Le risposte sono state tutte fortunatamente brevi, io che odio i convenevoli: no.
Pensiero fugace prima di cercare una soluzione: un uomo che non ha un trapano in casa? Che minchione. A chi chiedere? Alle donne, per esclusione: ciao hai un trapano da prestarmi? Le risposte sono state tutte una perdita di tempo: ciao cicci che bello sentirti come stai? Io in questo xiodo un po' così. Scusami ma un trap proprio no, non è che hai sbagliato a mand il sms? Io ti ho scritto prima x uscire nn ti è arrivato? Cmq non c'è l'ho. Ma x cosa ti serve? Un'altra delle tue storie ahaha.
Storie?
Ahah?
Pensiero fugace prima di cercare una soluzione: dire solo "no mi dispiace" è brutto? A quanto pare.
Ed ecco davanti a me colei che può davvero aiutarmi, non una semplice vicina di casa ma una Donna Sposata. Domanda buttata lì fra una chiacchiera e l'altra alla quale io non stavo partecipando, ma visto che ero presente mi sono aggregata: senti, volevo chiederti.. non è che tuo marito ha un trapano da prestarmi?
Risposta: a cosa ti serve? Sì.
(... a fare buchi?)
Risposta a voce alta: devo appendere quadri.
Sì, ce l'ha.
Davvero? Che bello, me lo può prestare?
Mm.. non so.. è molto geloso delle sue cose..
Ma io lo uso bene, faccio i buc..
.. anche ai figli non gli presta mai nulla, si è fatto una stanzina chiusa a chiave dove ha tutte le sue cose e quando i figli gli chiedono papà non è che hai un cacciavite lui prende la chiave e ce l'ha sempre lui apre prende il cacciavite glielo dà e sta lì ad aspettare papà non lo devo usare subito no no usalo adesso che poi lo devo rimettere apposto..
.. esagerat..
.. no no lui è così, sta lì a guardare e se può va lui col cacciavite a fare il lavoro e poi se lo riprende e non glieeelooo lascia, è trop..
Un po' di enfasi ci vuole, certo.
(nel frattempo io cercavo una soluzione)
..po geloso delle sue cose non lascia toccare nulla a nessuno.
Vabbè ho capito, niente.
Ecco, improvvisamente, colei che può aiutarmi.. se non ha anche lei un marito geloso: non una banale Donna Sposata, ma una Donna-anziana Sposata con un uomo vecchio-e-malato, potenzialmente non in grado di fare il geloso con le sue cose.
Ma vengo messa da parte dai pettegolezzi fra Donna Sposata e Donna-anziana-sposata. Dopo oore di tortura durante la quale mai una volta sono riuscita ad impormi senza rischiare di essere inopportuna, scortese e linciata - cazzo di educazione autoimposta, finalmente: a proposito.. non è che tuo marito ha un trapano da prestarmi?
Risposta: sì ce l'ha.
E funziona e me lo presta?
Sì, guarda lo stava usando l'altro giorno mio figlio per monta..
(Ecco, non gliel'ha ancora restituito..)
A voce alta: quindi funziona!
Sì sì, se vuoi venire a prendertelo, dev'essere a casa.
Incrocio le dita: sì sì vengo, andiamo.
Il marito anziano-e-malato appena ha capito ha detto: aspetta che vengo io, e ci ha seguite nella stanzetta degli attrezzi, ha presenziato alla ricerca e ha voluto toccare con mano sia la valigetta del trapano sia il barattolo delle punte, prima di ridarle alla moglie che con molta più indifferenza le ha date a me. Appena li ho avuti in mano son scappata, prima che arrivasse, che so, pure il figlio a visionare.

E fu così che riuscii a fare i buchi nel muro. Ma il trapano è un attrezzo pesante, vibra tantissimo, si surriscalda in maniera preoccupante, e di quando in quando dalla griglia del motorino scocca qualche scintilla, e non è nemmeno così veloce come speravo! Per ogni buco di quattro centimetri mi sembrava di stare lì, in bilico sopra il bordo della vasca con le braccia sollevate all'altezza della testa, dei quarti d'ora. E la vibrazione era così forte che non solo mi tremavano le braccia come gelatina, facendomi pensare alla pelle cascante di molte quarantenni che io non ho, ma che forse mi stavo procurando, ma anche faticavo a tenere ferma la punta nel buco, cosicché anziché andare giù dritta dentro il buco, alla rotazione elettrica della punta su se stessa aggiungevo una rotazione manuale attorno al centro del buco, allargando lo stesso.
Appena me ne sono accorta, ho provato ad inserire uno dei tasselli in dotazione con l'asta della doccia, ed era infatti troppo sottile, ci ballava dentro, perciò ho cercato nella mia scatolina degli attrezzi finché non ne ho trovato di più ciccioni e corti: perfetto, così non devo bucare ancora a lungo perché non ne posso più. Ho fatto un buco a destra, poi per cambiare posizione uno per l'asta sinistra, poi sono tornata a destra, sempre seguendo i disegnini che mi ero fatta sul muro sulla misura delle due placche di plastica dell'asta, che hanno ognuna tre buchi laddove vanno infilate le viti. All'inizio del quinto buco tremavo avanti e indietro anche a trapano spento, avevo il palmo delle mani rossissimo, un dolore al polso sinistro, uno alla spalla destra che era quella che sforzava di più per tenere in alto il trapano, e la schiena innaturalmente inclinata all'indietro: ancora un po' e arrivava l'esorcista.

Perciò ho pensato: ma dai, che due buchi per parte bastano, tutt'al più se vedo che rimane debole, aggiungo gli altri due con calma fra qualche giorno.
Corto il tassello corta la vite, dopo qualche giorno la tenda è crollata.
Ho sempre pensato che sapersi arrangiare fosse una delle qualità più importanti di una persona. Per non dover chiedere a nessuno di fare le cose per me, vista la difficoltà anche solo a farmi prestare un trapano, per non scoraggiarmi di fronte agli imprevisti. A volte però penso che io gli imprevisti me li vada a cercare, apposta per dimostrare che non mi scoraggio. Infatti se la confezione dell'asta per la tenda da doccia contiene sei viti e sei tasselli sottili e lunghi, e due placche di plastica con tre buchi ciascuna, fare solo due buchi per parte e per di più metterci dentro due viti corte che non reggerebbero il confronto, figuriamoci una tenda, non è la dimostrazione più normale del sapersi arrangiare.
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