mercoledì 1 giugno 2011

Saluti di maggio.

Cara RosaLux,
non so se partire dalla tua lettera, dalla mia precedente (ma cos'avevo scritto?) o dall'attualità! Inizio dalla tua che mi da uno spunto.
Le coppie: hai ragione, non siamo uguali, la vita/il rapporto di coppia ci cambia, ci avvicina (e allontana dagli altri), e credo che valga per tutti i tipi di rapporto, credo che valga anche per me. Dovrei perdere la mia personalità per vivere il mio rapporto con la famiglia, ma mi sento soffocare! Non voglio annoiarti però ancora con questa storia di cui chissà quante volte ti ho già scritto.
Viaggi: a Trieste non sono mai stata, la aggiungo a Torino e Padova che vorrei vedere: dell'una mi hai parlato tu [...], dell'altra ho visto due scorci durante le famose fiere del 2009.
All'estero invece (seconda colonna della mia lista) ho messo Stoccolma, Cracovia e Varsavia, Colonia e Dresda e non so perché il Canada: ho sempre escluso tutto ciò che non è Europa dai miei "viaggi" (sempre più virtuali) ma quelle montagne, quei boschi, quei laghi.. sicuramente nel suo piccolo anche il nord Europa li ha. Non ho il becco di un quattrino per tutto ciò (il Canada è decisamente escluso) ma è bene delineare con precisione anche i sogni ad occhi aperti. Nella realtà: ho senz'altro bisogno di ferie! Scoppio, dopo aver soffocato (me stessa nella quotidianità).
Fossilizzarsi: è il mio timore più grande. Terrore. Puro. Tutto ciò che faccio alla fine mi porta lì (ad allontanarmi dal punto nevralgico della fossilizzazione). Ogni tanto mi consolo, sento attorno a me discorsi "sani", "aperti". Ma non posso vivere di queste consolazioni, sono fasulle. Il discorso è superficie, ma il nocciolo è dato dalla mentalità. Nocciolo duro. Ed io mi sento sempre più estranea a questo. Cosa ci faccio qui? Mi rendo conto di stare trattenendo il respiro, e non va bene, perché ogni volta che lo faccio poi scoppio, e NON VA BENE.
Lavoro/studio: il "doppio binario" mi preoccupa un po', ma sembra anche a me che, indipendentemente da cosa farò, sarò in qualche modo sempre un po' divisa. Anche se.. penso sempre più in questi giorni al sogno di sparire. Ho troppe cose (libri, foto): vedi la divisione? E penso anche che tutto il mondo è paese. Oggi ho messo nell'album le foto di Bologna (se ti spedissi le nostre via mail?) e quanta nostalgia, quanta Sehnsucht (sto leggendo i romantici tedeschi, ad es. Aus dem Leben eines Taugenichts di J. Von Eichendorff), ma subito penso anche: non era Bologna diventata un "paese" per me? Già. E poi cosa dovrei fare? La crisi dura ancora!
Allora ho deciso di prepararmi: un anno di preparativi. Ho già iniziato buttando via molto superfluo (abbasso gli oggetti, il consumismo, l'accumulo). Pensavo anche di iniziare a studiare un po' d'inglese (che fa sempre comodo) e di risparmiare (ma su cosa?). Intanto frequento un corso di tedesco, quello che l'anno scorso mi aveva classificata A2, quest'anno mi ha concesso B1: prevedo qualche sbadiglio, ma ho bisogno di ascoltare e parlare, leggere romanzi non basta. La palestra è durata tre mesi, costa troppo. Per l'estate subisco pressioni per cercare un lavoretto part-time (mia sorella preme) che per me "sarebbe l'ideale" (dice).
Vita sociale: intanto sono in una fase di isolamento perché mi ritrovo ad uscire (quando esco) sempre e solo con persone con cui non mi trovo bene (pesanti, ripetitive, legate alla terra) o a fare cose che non mi piacciono, vedere film che non mi piacciono, spendere soldi che non ho e così via. E mi sono ribellata! È comodo essere studentessa perché la scusa ufficiale dello studio vale sempre, suscita commozione e comprensione, anche da parte di chi non capisce.
Studio: la delusione del mondo universitario invece è molto forte: professori incapaci di trasmettere alcunché (rare eccezioni), sopratutto passione, anzi la fanno passare; studenti che si lamentano e basta; programmi che non vengono rispettati (quando sono interessanti) o che non hanno nulla a che fare con il corso (quando vengono rispettati); e in aula si perde tempo a fare premesse e promesse, mentre ai vertici si aumentano le tasse. Basta, sfogo-università finito.
Casalinga: per il resto mi occupo (da incapace) del giardino, della casa (ho migliorato il "monolocale" che è diventato la veranda, con divano, tv, tavolo-scrivania, libri e pc), ogni tanto prendo il sole in cortile, e la mia tintarella da me-ne-frego-dell'abbronzatura fa invidia a molte (fissate) che non hanno ancora avuto il tempo di andare al mare e quando ce l'hanno piove (gli acquazzoni quest'anno sono, fortunatamente, frequenti). Io come una matrona, appena vedo un sole deciso, afferro un libro, apro il lettino e mi cuocio per un'oretta (non resisto di più). Ottima pausa fai da te due-in-uno ecc.
Passioni: sto leggendo molto in questo periodo, e un po' di tutto (ho anche ripreso a leggere il giornale di quando in quando), lo faccio per me perché è quello che finisco sempre per trascurare – e sembra assurdo lo so, ma fra una cosa e l'altra una sana piacevole lettura me la concedevo raramente, presa dagli obblighi. Ti avevo accennato del giornale locale? Ho già scritto due articoli, uno pubblicato, uno per il prossimo numero: te li manderò in fotocopia tutti e due assieme! Una piccola soddisfazione, nonostante il senso di inadeguatezza (non mi sento giornalista) e le crisi di ispirazione (ma il secondo articolo l'ho scritto di getto l'altro giorno e mi piace più dell'altro, quasi costretto a venir fuori – ma era anche la prima volta, quindi l'altro è scusato). Ho tentato anche di fare la guida volontaria per Monumenti aperti, ma è andato bene solo il primo giorno, perché il secondo e ultimo sono stata vittima fantozziana di un'assurdità: avevo a disposizione la macchina [...] sono entrata, ho inserito la chiave nel quadro, mollato la borsa e, da brava bambina, ho deciso di fare pipì prima di partire. Quando sono tornata ho trovato la macchina chiusa ERMETICAMENTE: la chiusura centralizzata aveva preso vita, impedendomi di entrare, di partire! Avere il telefono in tasca (stranamente, di solito non so dove sia) non mi è servito, l'unico aiuto è stato il consiglio di rompere il vetro, anche da parte del proprietario, ma io ho preferito evitare e tentare altre strade (scassinare: inutile; aspettare che mi spedisse la chiave di riserva: utile); per fortuna, perché lui non si ricorda di avermi detto di rompere il vetro (forse dormiva ancora). In ogni caso mi son dovuta scusare perché la domenica non ci sono mezzi: sarei arrivata lì alle 18 e per ripartire alle 18.30 per l'ultima corsa da Cagliari (perché c'era da mettere in conto anche lo spostamento Ca – Quartu – Ca). Insomma: niente esperienza trascendentale come guida. Fortuna che almeno al corso di tedesco mi hanno presa: sono un po' rinata, ho riallacciato i miei contatti (mentali) con la Germania, mi sento viva come se frequentassi nuove fantastiche persone (sono malata). In ogni caso mi sono ripromessa di fare amicizia con gli altri del corso, stavolta, per cambiare aria, facce, suoni: sto impazzendo in questo piccolo mondo chiuso che per di più non mi rispecchia. Alla lezione scorsa sono intervenuta nella conversazione mentre aspettavamo che aprissero l'aula: sono stata bravissima (povera me). Ho sofferto invece il 2, per via della festa della repubblica che mi ha privata di quelle due ore d'aria umana extra-casalinga (povera povera me). Tutto ciò nonostante la pecca di un corso tenuto in italiano.. e di persone che non parlano in tedesco per fare domande e commenti, ma solo in risposta all'esercizio (bah..).
Spero di aver inserito qualcosa di positivo nella lettera..
[...] Un abbraccio forte - ripenso all'omarino che ti ha aggiustato il mobile in cucina e noi che spuntavamo come funghi e lui non capiva più nulla! Che bella vacanza, grazie per l'ospitalità (a proposito). La prossima volta vedrò le foto di N.Y.
Baci,
Elle.

PS. Ho letto solo ora il libro che mi hai regalato Viaggi e altri viaggi: bello! E, dal titolo in poi, pericolosissimo per una che ha bisogno di EVADERE. Di una VITA DI EVASIONE.
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