mercoledì 27 luglio 2011

Neanche la forza per un titolo.

Oggi sono stanca.
Il problema di essere fisicamente fuori dal mondo è che, qualsiasi cosa mi succeda durante la giornata, quando torno a casa e mi siedo al computer per raccontarvela, non me la ricordo più. Ho sempre avuto un'ottima memoria.
Sono solo stanca.
Il lato positivo dell'andare in giro con lo zaino non è solo quello di proteggere le mie spalle da un precoce ingobbimento, ma anche quello di potermi portare appresso un quaderno in più senza farlo pesare sulla mia coscienza salutista (in erba). I lati positivi sono due. Oggi però ho solo il quaderno di tedesco, quello in più che avevo in mente l'ho dimenticato, oggi quando sono uscita ho dimenticato molte cose.
Oggi sono molto stanca.
Ho la testa pesante, i muscoli gommosi, le mani gonfie, le gambe secche, i capelli sporchi.
Ci sarebbe da capire perché sono stanca. E i sintomi dello stress non bastano a confermarlo. Chissà da fuori cosa è visibile, cosa mostro. Oggi ad esempio non riesco neanche a parlare. Poi ho avuto la brillante idea di schiacciare un pisolino, ma sono stata svegliata a più riprese, l'ultima sveglia da parte del dito del corriere, irreversibilmente conficcato nel campanello di CasaMia, finché non mi sono affacciata. Con un occhio chiuso ho firmato e preso in mano il mio Primoromanzo, senza gioire. L'ho appoggiato sulla poltrona e mi sono rimessa a letto, speranzosa, con un occhio, quello aperto, al pc – in attesa di una mail – e un pensiero al mio sonno – ormai interrotto.
Da allora il mio mal di testa è peggiorato.
Questa giornata non è andata come previsto: non ho preso la corriera, ma la macchina, ma non la mia macchina, bensì una in prestito; non ho preso il regalo, per dormire; non ho dormito, per scrivere; non ho scritto bene, perché avevo sonno e ancora un po' fame; mentre pranzavo pensavo troppo; prima di pranzo tutti quei messaggi, prima dei messaggi, il meccanico (ecco dov'è la mia macchina!), prima del meccanico, le commissioni, prima delle commissioni, il meccanico era già nei miei pensieri, per colpa di quella spia anomala, e nel frattempo...
Alle 9 e 40 stamattina ero già di nuovo a CasaMia, con diverse commissioni spuntate dalla mia lista mentale, comprese alcune aggiunte in ultimo, e nel mio caso più che come un miracolo appariva come un incubo. Ho fatto pure in tempo a fare la fila dal medico, incredibilmente breve e silenziosa, accompagnata da persone quasi del tutto normali (e questo sì, che è un miracolo).
Ma poi ho sbagliato a vestirmi per il corso, anche se non so perché.
Ora sono stanca, e vorrei dormire.
Invece sono a scuola, con due ore di anticipo. E vorrei dormire.
Ma non posso. Devo pensare.

E poi a Giorgia sono caduti a terra i quaderni e le penne con un gran fracasso. Scusate, ha detto timidamente, ma non importava: io ero già di nuovo sveglia.
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