sabato 2 luglio 2011

Quando i conti tornano.

Oggi ho rischiato grosso. È bastata una frase buttata lì nel botta e risposta per farmi suonare il campanello d'allarme.
Già le premesse erano preoccupanti, ma per non essere etichettata in qualche modo spiacevole, ho cercato un compromesso, valutando attraverso brevi domande di routine il terreno sul quale l'avrei seminato: dove andremo, cosa faremo, chi ci sarà. Alcune persone odiano queste domande, ad esempio quella Concui parlavo, ma io non capisco perché: è un diritto farle, non sono sconvenienti, anzi più che lecite, sfido chiunque, ad esempio la persona Concui parlavo, ad accettare un invito vago a scatola chiusa. Coi rischi che si corrono al giorno d'oggi.
Ad esempio il rischio di passare una giornata di merda con gente di merda.
Io ho rischiato di trascorrere una giornata di merda ma non con gente di merda, no Elle stai tranquilla, sono persone tranquille, sono fatte così, sono tranquillone (addirittura l'accrescitivo..), sono tutti alla mano, dai che ci divertiamo, una giornatona mare ci vuole, ora che finalmente il caldo è arrivato.
Ecco, vi parlavo appunto delle premesse: mare? Caldo? Giornatona - ossia dalla mattina alla sera? Io? Al mare? Dalla mattina all...

Già mi mancava l'aria, ma per evitare di.. insomma per cercare un compromesso, io...
in fondo è l'unico giorno libero della settima..
Ecco, appunto l'unico libero, lo devo sprecar..
..na che possiamo passare insiem..
Certo, non è che non voglio, però.. Ehm, chi hai detto che c'è?

Il mio Incubo, ecco chi ci sarebbe stato: quella persona pesante che nei suoi periodi-sì racconta, chiede, domanda, sentenzia, mentre nei suoi periodi-no tiene il muso e chiede quando ce ne andiamo ho mal di testa. Inutile dire che il male minore a me sembra beccare i giorni-no (o forse non è così inutile dirlo?).
Il mio Incubo. Ed io che negli ultimi cinque minuti avevo cercato di auto convincermi che io adoro il mare, in particolare dalla mattina alla sera, quando c'è così caldo che non si respira, e magari c'è anche il vento che solleva la sabbia all'altezza degli occhi e delle orecchie, speriamo, che così ventila il forno e fa cadere l'ombrellone sotto il quale dormo.

Ho cercato di prenderla sul ridere, con una battuta a proposito di quell'abitudine (di merda) alle domande, ma ecco che mi viene svelato non il nome, bensì la qualità principale dell'altro personaggio del gruppo-giornatona-mare: ovvero la capacità di sparare raffiche di domande o, in alternativa, pensieri-dichiarazioni-considerazioni-commenti-paranoie molto più velocemente del mio Incubo, vedrai ah ah ah.
Vedrai + ah ah ah = un corno, cazzo ridi?

È stato la mia curiosità a salvarmi.
Perché ho subito chiesto: - Posso rispondergli male? -
Risposta: - No, certo che no. -
Conclusione: - Bene, allora non vengo. -
Reazione: - Come non vieni? -
Spiegazione: - Beh no, se devo soffrire in silenzio, e per di più al mare, sciolta dal caldo, me ne rimango a casa a fare cose che mi piacciono. -
Mica scema.

Ogni volta che si svolge una conversazione del genere mi rendo conto che per alcune persone, come quella Concui parlavo, è lecito che un amico Curioso martelli di domande qualcuno, mettendolo a disagio o infastidendolo, ma non è un diritto di chi subisce quelle domande difendersi rispondendo a tono tono fermo e autorevole, si tratta in fondo della sua vita, del suo benessere, della sua pazienza e rimettendo al suo posto il Curioso. Insomma sembra proprio che chi si fa i cazzi altrui stia dalla Partegiusta, mentre la Partedeltorto è quella di chi si rifiuta di rispondere, magari non perché la risposta sia personale e privata, ma semplicemente perché mo' basta.

"Domande simpatiche": la persona Concui parlavo le ha definite/giustificate proprio così.
Stavo per ridere: nessuna domanda è simpatica, al massimo, a volerlo concedere, può esserlo la prima, ma solo se è anche l'ultima. L'unica idea di conversazione simpatica che ho è quella in cui si parla tutti, e di argomenti neutri rispetto alle vite di ognuno, e se di vita si parla ognuno dovrebbe parlare solo della propria, ma a condizione che gli altri siano disposti ad ascoltarla tutta e che non si tratti di un monologo in cinque atti. Argomenti che mi piacciono poco sono: lamentele sul lavoro o sui vicini di casa, troppi episodi di lavoro o di famiglia, inoltre sport, politica, religione. Anche altri argomenti, se poco obiettivi o se mirano a convincere gli altri, ad imporsi. Altrimenti non sarebbe simpatico.

Per i più curiosi: la conclusione della loro giornatona mare è stata che il mio Incubo ha chiesto di rientrare prima perché non sopportava più le chiacchiere e le domande dell'amico Curioso. Una volta tanto la stessa moneta ha ripagato la persona giusta.
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