martedì 19 luglio 2011

Wochenplan.

PS. Ho deciso di suddividere la mia settimana (quanto durerà questo regolamento?): lunedì ho fatto una lunga colazione, mentre leggevo: romanzi riviste giornale. Il tè era finito da un pezzo, ma per me era sempre colazione. Poi ho cucito: dovevo finire il vestito, ho fatto una tovaglietta americana, ho dato uno sguardo alle prossime vittime del rici-vintage. Dopo cena ho scritto un po'.
Oggi rincomincia la mia settimana "lavorativa" (intesa come "occasione per uscire di casa con orari fissi e impegni annessi"): il corso di tedesco. Seguiranno compiti a casa e letture: la tre giorni intellettuale. Anche il romanzo del periodo lo conservo per i noiosi viaggi in corriera dal martedì al giovedì, durante i quali non devo pensare all'aria condizionata a temperatura gelo artico che danneggia i miei polmoni e la via respiratoria.
Il venerdì mi prende l'ansia da casalinga: ho un mucchio di cose da fare (vedi liste), e il tempo stringe, ridotto a venerdì e sabato. La domenica ho voglia di cucinare dolci anche se...
...buona la crostata, certo, ma ho capito che io sono una casalinga altruista: mi piace preparare, imparare e saper fare, soprattutto quando si tratta di impastare (prossimamente i ravioli), ma poi non mi va di mangiare, perché io sono una da insalatona, al massimo pane e formaggio, oppure da riciclo (adoro riciclare, ne farei un business, per ora però è solo una fissazione) di quello che trovo. Nel fine settimana intervallo i lavori grossi con bazzecole che mi vengono in mente quando la mente vuole comunicarmi che necessito di una pausa: ad esempio ho riparato la zanzariera in due volte nell'arco di un pomeriggio in occasione di due pause.
Durante i tre giorni da intellettuale intervallo i doveri con attività personali, come cambiare lo smalto: anziché occuparmi della casa mi occupo di me stessa, nella mente e nel corpo!
Finora, spontaneamente, ho seguito questo ritmo, mentre quando non lo seguo il mio organismo protesta con malumori vari.
Ora vado, la corriera mi attende.
Il momento dello smalto sulle mani è quello di attesa alla fermata dell'autobus: tanto è sempre in ritardo e c'è un bel vento caldo, lo smalto farà in tempo ad asciugare prima di dover cercare il biglietto.
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