domenica 28 agosto 2011

Ho sempre desiderato andare a vivere da sola.


Se non lo dico me lo buttano, se lo dico non mi capiscono e comunque se lo dimenticheranno e me lo butteranno.
Questo succede con qualsiasi cosa.

Abbiamo da diversi mesi un nuovo porta oggetti sul tavolino del telefono, dove oltre alle chiavi potrebbero essere depositati altri piccoli oggetti, quindi perché non sfruttarlo?
Per esempio io, anziché entrare in quella bolgia che è la mia camera negli ultimi tempi per cercare il mio burro cacao, potrei lasciarlo lì a portata di mano, anche perché delle mie pomate omeopatiche ho il culetto di due tubetti, ed uno potrebbe passare dal piattino portaoggetti della mia camera a quello sul tavolino del telefono, assieme alle chiavi della macchina, alla tessera del supermercato e al gettone del lavaggio auto.

Se non avverto nessuno che quel culetto di tubetto è il mio burro cacao, domani potrebbero scambiarlo per un rifiuto solido e buttarlo.

Se avverto invece.
Questo è il mio burro cacao, lo metto qui per averlo a portata di mano.
Cosa?
Cos’è?

Questo è il mio burro cacao, lo metto qui per averlo a portata di mano.
Non ho capito..
Cos’è?

Ho detto: que-sto è il-mio burro-cacao lo-me-tto QUI COSì ce l’ho a por-ta-ta di-ma-no.
Non ho capito, cos’è?
Cos’è?

IL MIO BURRO CACAO. POSSO LASCIARLO QUI?
Ah.. sì
Sì sì, non m’interessa.

Giorno uno.
Maga Magò: ma questo è da buttare?
Principessa: no è di Elle, lasciaglielo lì.
Maga Magò: ma è finito…
Principessa: no è di Elle, lasciaglielo lì, è il suo burro cacao.
Maga Magò: e non se ne può comprare un altro? Questo è vuoto…

Giorno due.
Brigante: ma questo è da buttare? È finito..
Principessa: da buttare? Ma non te lo ricordi che Elle ha detto che è il suo burro cacao?
Brigante: il suo? No no, io non ho sentito niente, l’avrà detto a te.
Principessa: NO, l’ha detto ANCHE A TE, c’eri anche tu, è che tu NON TI RICORDI NIENTE.
Brigante: ma ‘sta zitta, io NON HO SENTITO NIENTE.

Giorno tre.
Brigante: ma questo è da buttare?
Elle: no, è il mio burro cacao, l’ho messo lì per averlo a portata di mano.
Brigante: sì sì, io non te lo tocco.

Giorno quattro.
Principessa: ascolta quella cosa che hai messo lì, non si può togliere? Perché lì disturba, ci devo mettere il mio carica batterie.
Elle: sì ma il piatto è grande, ci stanno tutt’e due.
Principessa: sì, ma disturba perché io devo mettere il carica batterie, io attacco il telefono sempre a quella presa là in fondo, e mi metto il carica batterie lì per averlo a portata di mano…
Elle: s-sì?
Principessa: …perché là in fondo non ci arrivo e mi metto il carica batterie vicino per averlo a portata di mano…
Elle: s-sì… ma il piatto è grande ci posso lasciare anche il mio burro cacao, il carica batterie lascialo da questo lato e da quest’altro metto il mio burro cacao…
Principessa: ma lì da fastidio, quello è il posto del mio carica batterie! altrimenti io me lo metto di nuovo dov’era prima! me l’hai spostato e io non ci arrivo, ogni volta…

E fu così che lo spirito riportò il suo culetto di tubetto di burro cacao omeopatico in quella bolgia che è diventata la sua camera.
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