giovedì 4 agosto 2011

I soliti convenevoli.

Lui: - Avvisa almeno. -
Io: - Avvisa di cosa? -
Lui: specie di risata dal significato incomprensibile.
Io: - La prossima volta ti telefono. –

Conversazione all'incrocio fra me e lo scooterista semi-risentito. Infatti è successo che il solito mago del volante, perfettamente davanti a me sulla strada del paese in cui mi trovavo, ha deciso che quello alla sua destra era non un posto libero qualsiasi, ma un posto libero, vicino all'ufficio, della misura esatta della sua auto, che avrebbe fatto gola a molti, ma soprattutto a me.
Su quest'ultimo si sbagliava, sul secondo non so dirvi, per quanto riguarda gli altri non posso dargli torto. Il mago del volante ha inchiodato davanti a me messo freccia e retromarcia e fatto manovra tutto contemporaneamente. Io ho inchiodato dietro di lui senza mettere freccia ho messo la retromarcia e mi sono portata un po' indietro per fargli spazio esattamente mentre lui spegneva il motore perfettamente parcheggiato. Adoro certi uomini.
Quello dietro di me, invece, era sullo scooter, non ha adorato né me né il mago del volante, ma credo abbia mandato affanculo solo me, in particolare nel momento in cui facevo spazio e la riverenza al mago del volante. Con i gesti e lo sguardo a due millimetri dal mio cofano non potevo certo fraintendere il suo che cazzo fai.
Sono ripartita con un pezzo di cuore lasciato in mano al mago del volante e il broncio rivolto allo scooterista, ed ecco che lui pochi metri dopo, all'incrocio, mi sorpassa per girare a sinistra e dice al mio finestrino aperto: -Avvisa, almeno.–
- Avvisa di cosa? – è la mia pronta e curiosa risposta.
Curiosa di sentire la sua risposta mi sono girata velocemente verso di lui e l'ho visto rallentare prima di imboccare la strada laterale, girare la testa col casco verso di me, ridere di gusto e dire qualcosa tipo "eeh noo". Convinta che mi avesse appena ricordato, codice della strada alla mano, che prima di fare una manovra azzardata bisogna avvertire, gli ho fatto notare la contraddizione rispondendogli con un veloce: - La prossima volta ti telefono. – con tanto di mignolo e pollice spalancati di fianco all'orecchio sinistro. Siccome ero di passaggio, non ho visto se ha reagito, ma all'incrocio successivo dallo specchietto era scomparso.
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