giovedì 11 agosto 2011

In sostanza: il lavoro va bene.

Come resistere ad un secondo post? E dire che tre è il numero perfetto.
Dopo il post del viaggio, ecco il post del lavoro vero proprio, seguirà un post del futuro. Il mio. Paura?
Il lavoro va bene, lo Scaricatore urla il mio nome lungo i vialetti ordinati, affiancati da siepi ordinate, illuminati da sole cocente a 37 gradi ordinari, talvolta anche di più, e sicuramente mi sto abbronzando la faccia, anche se nessuno se n'è accorto, ma va bene: io sorrido e non rispondo. Se lo Scaricatore vede bene da lontano, capirà che quel sorriso (fasullo, l'avevate immaginato?) era il mio saluto, altrimenti penserà che non l'ho sentita? In ogni caso mi rifiuto di urlare a mia volta, e per di più in terza fila (partendo dalla spiaggia) dove ci sono anche ospiti italiani. Siamo al cinque stelle, non al mercato del pesce.
Il lavoro va bene, lo capisco dalla mia puntualità la mattina, e sapere che ai parcheggi incontrerò Tizia e che ci avvieremo assieme aiuta, non per suoi meriti personali, ma per assenza apparente di difetti: la sua compagnia non dispiace e scendiamo giù al cinque stelle quasi complici, soprattutto da quando abbiamo capito che le altre ragazze dell'agenzia, finite ai quattro stelle, se la passano maluccio, rispetto a noi del cinque.
Il lavoro va bene sin dall'alba, quando esco di casa e scopro che ci sono pazzi rigorosamente di una certa età che alle 7 e 30 già fanno la fila all'ufficio postale "per essere dei primi".
Va bene, anche se ho scoperto che dal secondo paese dopo il mio in poi il gasolio costa anche 20 centesimi in più al litro perciò la prossima volta che le tacchette si ridurranno drasticamente ad una, sarà bene riempire il serbatoio entro il secondo paese dal mio, per non dover fare il mutuo per un pieno.
Va bene perché, circondata da decine di scarpe Versace e Chanel, borse LV e profumo di vera pelle, da boccette intere di profumi originali, da due portatili e tre tablet, due iPhone 4, o 5 o 6, e due iPod con brillanti in stanze occupate da due persone; perché con il carrello pieno di campioncini di prodotti corpo, la matita la penna il quaderno, il set manicure pedicure cucito bagno e lustrascarpe, libri in lingue straniere e riviste patinate, io lotto contro la cleptomania solo quando mi ritrovo sotto il naso i gianduiotti che ogni sera vengono lasciati sul letto assieme al cartoncino con il meteo previsto per il giorno dopo. Dettagli che un cliente, che per una sola notte nel resort sborsa il guadagno annuo di un impiegato, si merita ma ignora, lasciando in disordine sul comodino o sul pavimento quei poveri gianduiotti che io invece, materna, farei miei in pochi secondi.
Va bene, il lavoro, perché ho imparato finalmente i gesti e il loro ordine, ho acquisito manualità, ovvero velocità, e vengo lasciata debitamente in pace, talvolta addirittura sola, dalla CollegaEsperta di turno, veterana da anni, stanca di lavorare (lì) e desiderosa di un po' di pace o di pettegolezzi altrove: per ora nessuna mi ha detto che mi sono già resa indispensabile, che sono la preferita nonché la migliore (forse intendeva farlo lo Scaricatore in veste Agnellino, ma lei non fa testo), quindi non so dirvi a quale livello di piena fiducia/sfruttamento sono arrivata (è come un videogioco), però è certo che sono arrivata a poter gestire io le mie mansioni seguendo una prassi, o strategia che dir si voglia, consolidata: i primi giorni ubbidisco silenziosa, e silenziosa mi prendo le urla se prendo iniziative; conquisto la fiducia di chi mi circonda; sorrido; i giorni successivi vengo affidata alle cure di me stessa, alla mia responsabilità, alla mia discrezione: e faccio quel che mi pare, entro i limiti, senza che nessuno passi il dito sulle mensole spolverate da me, senza che nessuno calpesti i pavimenti spazzati da me alla ricerca di sabbia (è appurato che le mie ciabatte non sono tarate per rilevarla automaticamente, forse nemmeno se ci scivolassi sopra, capirei che quella è sabbia); e senza nessun rancore da parte mia nei confronti di chi a suo tempo passò il dito sulla mensola alla ricerca di polvere, o controllò il letto, gli specchi, la veranda, il pavimento, i fondi di caffè, la luna e il sole e tutte le stelle per capire se avevo pulito davvero. Vedrete che nei prossimi giorni riuscirò anche ad intascarmi quel gianduiotto.
Il lavoro va bene: chiacchiero con la CollegaEsperta, soprattutto di università soprattutto quando non sono affiancata ad una polemista, di quelle che non fanno che sbuffare per lo sporco e il disordine che troviamo, quindi tutte tranne lo Scaricatore, che sembra venga pagata con una percentuale su ogni sfanculamento di ospite o di lenzuolo pulito che troviamo bucato o macchiato, e su ogni smadonnamento contro la polvere, le ditate, il disordine, le scarpe spaiate, le tazze usate e qualsiasi altra cosa all'ospite sia venuto in mente di fare. Non oso immaginare cosa uscirebbe dalla sua bocca se trovassimo preservativi usati o la tv accesa su canali porno a pagamento. Io adoro zittire la CollegaEsperta di turno con semplici "beh, visto che pagano così tanto, direi che hanno il diritto di lasciare il cellulare, il computer, la tablet, i carica batterie e il pigiama aggrovigliati fra le lenzuola" oppure "siamo pagate per riordinare e pulire, se non fossero zozzi e disordinati noi saremo disoccupate". Perle di saggezza, spesso poco colte dalla mia CollegaEsperta di turno, ma che io sciorino per sopravvivenza innanzittutto. Di solito infatti una manciata di minuti di raccoglimento me li guadagno, e riesco a finire di spolverare in santa pace.
Il lavoro va bene, lo capisco dalla velocità con cui arrivano le due, dal fatto che la merenda me la devono ricordare le altre, perché io ho sempre una fame latente ma mai una crisi vera (e psicosomatica) di quelle che mi porterebbero a piagnucolare fra me e me quanta fame ho ma quando arrivano le undici e mezza perché non possiamo fermarci prima. Per non parlare della sete e della vescica piena che mi tormenterebbero.
A turno c'è qualcuno che mi chiede se va tutto bene, se mi trovo bene, se è tutto apposto: semplice interessamento per il benessere del lavoratore, apparentemente, leccatina di culo, forse in realtà, in vista di esigenze future per affrontare le quali potremmo venire schiavizzate anche noi dell'agenzia. Per ora si sono limitati a darci il riposo a sorpresa: Tizia l'ha scoperto stamattina appena arrivata, ed è dovuta tornare a casa, fortuna che abita a 5 minuti dal resort e non a 53,1 chilometri, se avessero avuto con me questa svista gli avrei detto "mo' resto, a riposo ci vai tu!, mica posso fare avanti e indietro a vuoto, ché per il fine settimana è previsto un aumento dei prezzi del carburante al litro a fronte di un calo del greggio a barile che nemmeno l'economista intervistato per radio è riuscito a spiegare senza essere linciato in diretta".
Il riposo ce l'ho domani, quindi se non mi vedete in giro non è perché ho finito la benzina o mi hanno arrestata per furto di gianduiotti, tranquilli tutti.
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