martedì 30 agosto 2011

Le amiche della casalinga.

Penso ormai che per poter essere una buona casalinga sia indispensabile avere in casa l'adsl senza fili. Altrimenti una ne esce pazza.
Tutto il resto è secondario, nonché sostituibile.
Infatti non mi troverete mai a socializzare all'angolo della strada con vicine e amiche al rientro dalla spesa al mercato: uscire per andare al mercato sarebbe una distrazione troppo grande dal mio essere casalinga. Soprattutto la mattina, che vola così in fretta.

E poi penso che l'amicizia sia una cosa di cui godere quando se ne ha voglia, fosse anche 4 giorni su 7, ma per scelta, non perché ci si è incontrate per strada al rientro dalle commissioni. A parte che preferisco avere amiche che lavorano, così quella più "esperta" in casa sono io, e nessuno mi si attacca ai maroni con la storia del non si fa così tu sbagli, abbinato a risata derisoria perché improvviso. Che pazza ahahah.

Ahahah?
Vedremo.

Tornando all'amicizia: mi piace scegliere di dedicare parte della mia giornata, o la giornata intera ad un'amica, e mi piace avere amiche di tutti i tipi. Per ora ho quella con cui parlo di viaggi e di foto, quella con cui parlo di libri, quella con cui parlo di famiglia, quella con cui parlo di uomini (e che mi dice "che pazza ahahaha" quando io dico che un uomo non mi serve... ma perché ride??), quella con cui parlo di lavoro e centri benessere (accoppiata vincente se non si vuole uscire pazze dall'ufficio), quella con cui parlo di shopping, casa, soldi (sia quando ci sono sia quando non ci sono). Ma mai in maniera esclusiva, bensì prevalente. Le amiche d'altronde sono tali proprio perché con loro si può parlare di tutto, e poi in particolare di una cosa sola.

Stesso motivo per cui seguo diversi blog, e ognuno parla di qualcosa in particolare, ed ognuno di questi argomenti mi interessa molto, ma non in maniera esclusiva, bensì nell'insieme del mio modo di essere, di vivere e di imparare nuove cose.

Tornando all'amicizia: mi piace scegliere un'occasione in cui incontrare un'amica in base all'esigenza del momento che può essere un'esigenza di sfogo, o un'esigenza di distrazione, o un bisogno di ridere (ho anche un'amica che capisce tutte le mie battute e ride ogni volta), e naturalmente può essere anche un'esigenza sua e sarò io allora ad essere amica.
Una cosa che mi piace molto è uscire per un cappuccino o un gelato - ma io propendo per il cappuccino anche in estate - sederci in un bar e gustarcelo fra le nostre chiacchiere (ebbene sì, anche io chiacchiero); oppure incontrarmi con un'amica per una pizza o una bistecca con patatine - anche se più della pizza preferiamo il kebab - e osservare chi ci circonda e commentare (ebbene sì, anche io commento, però spesso gioco a fare la moderatrice del tipo "ma fatti gli affari tuoi"); al cinema mi piace andare da sola, ma se un'amica ha bisogno di compagnia, soprattutto per una commedia sentimentale del cazzo, mi sacrifico (in questo caso se paga lei per me è meglio) - ma qualche volta due risate demenziali per la solita storia d'amore ho proprio voglia di farmele (sintomo di stress, ve lo dico).
Mi piace molto sedermi in cucina o in salotto (non a CasaMia, troppo affollata aiuto) e lasciar scorrere la giornata senza più cognizione del tempo, per raccontarci gli ultimi mesi, laddove le lettere non sono bastate.
Mi piace andare in posti che odio - al mare, nei centri commerciali, nelle profumerie o nei negozi di scarpe "ma solo per vedere usciamo subito" - perché un'amica me l'ha chiesto, quando io ho proprio voglia di vederla e chi se ne frega se l'appuntamento è all'inferno.
Mi piace moltissimo portare un'amica in un posto che se non fosse stato per me e per la voglia che aveva di vedermi, non avrebbe mai visto, e naturalmente mi piace di più se dopo il piacere di rivederci mi dice anche "ma lo sai che è davvero carino qui?" se nota pure che io la porto in posti carini ed anche economici, mi sciolgo in merda dalla soddisfazione.
Una volta ogni sei mesi mi piace anche organizzare un pranzo o una cena, per sfogare quella voglia di cucinare che, quando cucino solo per me stessa, o per quei viziati dei miei familiari, non è soddisfatta con successo, e invitare semi sconosciuti amici di amici che commenteranno in tre modi:
- "molto molto buono" - ripetuto all'infinito per convincere se stessi che non moriranno subito
- "davvero buono, brava" - che a volte viene usato anche come saluto
- "mm.. buono, ma avresti dovuto... io ci avrei messo un po' più.. - ripetuto per il gusto di mostrarsi con le idee chiare, o di contraddire (e contraddirsi nella frase successiva vale addirittura doppio), o per attirare l'attenzione su di se e sulle proprie ricette.
Altre volte i commenti positivi e negativi sono sinceri.

Tornando all'amicizia: la condivisione della maggior parte dei gusti fa sì che i commenti scivolino bene, indipendentemente dalla loro rotondità/spigolosità, perciò non capisco perché nessuno dei miei cosiddetti amici commenti mai i miei post, nemmeno anonimamente per non esporsi troppo sul web. Che sia sintomo di avversione totale per l'idea stessa del blog?
In fondo basterebbe un semplice "che pazza ahahah" giusto per dire che sono passati.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...