sabato 6 agosto 2011

L'ormone, bisogna saperlo prendere.

Oggi al lavoro è andata un po' meglio, anche se la CollegaEsperta a cui sono stata affiancata più che donna era uno scaricatore di porto biondo paglia-pisciata, scorbutico e brillo.
Sguaiata infatti è poco, scortese è troppo gentile per descrivere i suoi modi, la parlantina inutile e finto-allegra alternata a polemiche e lamentele su tutto ciò che riguarda il suo lavoro, in persone normali non saprei spiegarla se non con un bicchierino di troppo, ma nel suo caso credo sia congenito.
Sin da subito si è descritta da sola: ah, io sono stata proprio stupida!
Lo sei ancora, avrei voluto tranquillizzarla, ma mi aveva preso a urla solo una decina di volte, non credevo di aver raggiunto un grado di confidenza tale.
Il suo modo preferito di parlare sembrava scorbutico, all'inizio, poi ho capito che in realtà stava abbaiando ordini, allora mi sono messa l'anima in pace: avrei avuto nostalgia della mia CollegaEsperta di ieri sino alle 14.

La mattina è iniziata con un Arrivo: smontare la camera per pulirla alla perfezione era la parola d'ordine (o frase d'ordine). Peccato che io non sia stata avvertita della novità. Lasciata più volte a me stessa, vista l'ansia da prestazione che albergava nello Scaricatore al mio fianco, tentavo iniziative tutte miseramente fallite: nooo, ma cosa stai facendo!!? Devi fare prima così!! E spariva per fare altro, urlando le sue frasi spiritose da ubriaca molesta rivolta a tutte le altre colleghe nel raggio di un chilometro e mezzo (fortuna che il resort è molto più vasto, altrimenti l'avrebbero sentita pure in reception e in spiaggia). Io di nuovo sola tentavo di mettere in pratica qualcos'altro imparato ieri, ma: nooo!! Non si fa così, ma così! E spariva di nuovo senza mostrarmi come.
Dopo mezz'ora durata più d'un'ora, incredibilmente ha mangiato la foglia:
"Ma tu hai già fatto questo lavoro?"
"No." Ho risposto come se fosse logico.
"Ah ecco perché. Allora ti spiego, questo non si fa così, perché questo è un Arrivo". Ed è sparita senza spiegarmi come si fa, se non così.
E voi pensavate già che da quel momento in poi la mia giornata lavorativa sarebbe migliorata, vero? Eh eh.
Fortuna che l'ansia per la preparazione di quella camera aveva toccato molti, così è stata mandata ad aiutarci un'altra ragazza, che con toni gentili ad ogni mia mossa mi ha detto: no, non così. Ma almeno non urlava. Poi mi ha chiesto se avevo già fatto questo lavoro prima, e alla mia solita risposta, stavolta pure con risatina, perché io ero convinta di essere famosa per la mia inesperienza, ha reagito con un "Questo è un Arrivo, dobbiamo fare diversamente." E da allora la mia giornata lavorativa è migliorata, almeno finché siamo rimaste in quella camera, perché la mia CollegaEsperta era un'altra, ovvero la sguaiata che per tutto il tempo ha continuato a borbottare contro lo sporco lurido in bagno, mentre la Gentile era destinata ad altre camere e appena finito l'Arrivo ci ha lasciate.
Il resto della mattina è stato un continuo urlare Nooo, non così!! per dirmi come fare solo dopo. Io calcolavo quanto tempo si sarebbe risparmiata se il "come" me l'avesse detto prima che io sbagliassi, vale a dire in contemporanea al "cosa". Invece no, l'iter secondo lei più veloce e pratico era: ordine, sparizione, ritorno, Nooo, non così!! e infine correzione, ossia rifare da capo. Per non parlare di quando dovevamo fare qualcosa assieme, ossia il letto, e lei partiva in picchiata a stendere, girare, sollevare, piegare, sistemare, ed io lenta perché l'unico modo che avevo per agire era copiare da lei, visto che non parlava durante, ma solo dopo: Nooo, non così!! Ad ogni gesto, mio o suo, diceva: "No, vedi, me l'hai rovinato, adesso lo devo rifare." Oppure "Stai attenta perché anche prima l'hai fatto male".

Domande personali: "Sei studentessa, cosa studi?"
Confessioni sulla sua vita privata: "Ah, io sono stata proprio stupida a non continuare dopo il diploma!"
Già.

Scambi di fuoco: "Dai muoviti, ne è morto un altro così."
No, non lei, purtroppo.

Scambi tiepidi: "Ma che schifo, questi sono degli schifosi zozzoni, guarda quant'è sporco questo bagno, sono luridi, ma tu hai mai visto uno sporco così??"
Forse era una domanda retorica, ma io: "Io ho sempre avuto coinquilini che sembravano bestie, quindi non mi stupisco più di nulla."
Lei, ammansita: "Ah. Non ti stupisci.. "
Premio: per una mezz'ora non mi ha più parlato.

Nel frattempo, ad ogni mio palese errore, pensavo a quanto sarebbe stato meglio pulire il bagno, coi quanti, con la candeggina e con gli specchi pure, piuttosto che continuare a passare da un tipo di letto ad un altro (con pieghe assurde delle lenzuola) e da un tipo di camera all'altro: in una prima scopi, poi letto, poi spolveri, poi vetro; nell'altra prima letto, poi spolveri, poi scopi, nooo, i vetri no; in quell'altra adesso letto, poi non scopi, poi spolveri, ma perché non hai ancora scopato cosa stai aspettando?!!
Che ne muoia un altro: tu.
Se invece fossi stata addetta al bagno...
Poi entravamo in stanze che spuntavano come funghi sulla sua lista delle cose da fare, a quanto pare all'improvviso e lei, che per il resto era flemmatica e si assentava spesso e volentieri, entrava nella spirale dell'ansia da prestazione e partiva come un turbine alla volta del bagno, abbandonandomi a me stessa stavolta completamente e senza ripensamenti.
Ed io a quel punto preferivo che il bagno lo facesse lei, soprattutto quando era così sporco e noi così di fretta, e preferivo che fosse così ansiosa e pure lenta, perché così io nel frattempo mi facevo tutta la camera senza sentire le sua urla che se non erano Nooo, erano Dai muoviti.

Le chicche me le sono tenuta per ultima, eh eh.
"Entra in questa camera e inizia a smontare il letto, che io devo fare un Ripasso più avanti."
"Ok."
"Ti scoccia?"
La verità? "No no."
É tornata quando io avevo già smontato il letto e pulito la veranda, ma non spazzato perché non ero più sicura se si facesse prima o dopo il letto. E questo alle 13, dopo ore di stanze in cui avrei dovuto essere sicura ed esperta quanto lei.
"Vado a prender il sacco e le lenzuola pulite?" ho chiesto timidamente, temendo di sentirmi dire che il sacco avrei dovuto prenderlo subito assieme alle scope, non è che possiamo andare avanti e indietro al carrello; ma che le lenzuola le avrebbe prese lei, perché doveva prendere anche "un'altra cosa". Invece no:
"Sì sì." E sembrava pure contenta della mia proposta.
Al carrello ho preso il sacco per le lenzuola sporche, ho preso le federe (avevo pure contato i cuscini e ne ho preso una in più, perché così fan tutte), i due tappeti scendiletto e.. le lenzuola matrimoniali erano finite. Mii, mo' dirà che sono scema che non le ho viste. Ho guardato meglio, ma niente.
"Senti le lenzuola grandi nel carrello non ci sono. Sono finite." Con tono deciso.
"E certo che non ci sono! Ma non lo vedi che le ho prese io?! " con tono da ma-che-cazzo-sei-scema?
Che faccio le rispondo o non le rispondo? Ma no dai, ho resistito sino ad ora sorridente, continuiamo a sorridere e ricordiamoci che lei stessa ha ammesso di essere stupida.

Chicca due.
Poco prima delle due, avevamo gran fretta di finire un Arrivo, iniziato male, precisamente all'insegna di:
"Nooo, ma cosa fai?? Devi fare come prima!!"
"Prima quando?"
Non mi ha risposto, e dopo una mattina di camere, avevo solo l'imbarazzo della scelta. Inoltre avevo anche il callo alle sue urla e accuse di non aver capito nulla, quindi ho fatto una cosa a caso aspettando che lei urlasse Noooo.
"Nooo, non ti starai mettendo a spolverare?? Ci sono un sacco di cose da fare prima!"
Non ho risposto, aspettavo il seguito.
"Devi pulire prima qua sopra!! Te lo sei già dimenticato?"
Non ho risposto, mi sono avviata.
Il finale di quest'Arrivo è stato che, inviata a prendere le lenzuola (non su mia proposta, vedete che faccio carriera), stavolta non ho trovato i tappeti, o meglio ne ho trovato uno su due. Rientrata in camera l'ho annunciato ma senza ottenere risposta: effettivamente c'erano un sacco di cose da fare prima.
Finite tutte 'ste altre cose, a pochi minuti dalle due, consapevole che dovevo andar via, lo Scaricatore mi ha dato udienza fra una bestemmia e l'altra contro 'sti zozzoni che devono avere più rispetto di se stessi e degli altri (addirittura), oramai partita del tutto grazie anche alle sniffate di candeggina che si stava facendo per pulire le zozzerie degli zozzoni.
"Di tappeti ne ho trovato solo uno."
"Nooo, ma secondo te mettiamo quel tappeto?!! Ma non lo vedi che fa schifo da quanto è brutto??"
Era uguale agli altri che avevamo usato per tutta la mattina, ma forse, per gli Arrivi, mah...
"Adesso mi faccio mandare Bruno così ce li porta".
Bruno credo sia nuovo quanto noi aiutanti cameriere, e va in giro di camera in camera a chiedere a noi cameriere se abbiamo lavoro sporco per lui, lavoro pesante, lavoro distraente, lavoro rallentante, lavori che non possiamo fare noi, per vari motivi. Bruno è stato mandato a prendere nuovi tappeti, due, e al rientro si è presentato al cospetto dello Scaricatore. E lei, con voce dolce:
"No, hai sbagliato, non sono questi."
Lui: "Ah, io non avevo nemmeno capito che ce n'erano di due tipi.."
Lei, con risatina: "Ah ah, no, vedi? Questi hanno il disegno a rombi, a me servirebbero quelli con i fiori."
Servirebbero??
Lui: "Ah ok, vado a prenderli, scusa."
Lei: "No, no figurati, non ti preoccupare, non lo sapevi.."
Non ti preoccupare??
Io non guardavo, intenta a lavare il pavimento alacremente per non beccarmi un altro Nooo, e quasi mi scappava una risata e un bel: Ma vedi te 'sta puttana!

Flashback improvviso e inaspettato: ingresso alle ore nove nella prima camera, l'Arrivo, con Bruno al seguito per aiutarci che non si sa mai, e lo Scaricatore che, una mano sulla spalla di lui, gli sputa il suo buongiorno sguaiato (l'hanno sentito pure al parcheggio, questo): "Hai la schiena già tutta sudata, questa maglietta è troppo grossa."
Se lui le avesse detto "E non è l'unica cosa grossa che ho" sento che la mia giornata di oggi sarebbe stata migliore.
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