venerdì 19 agosto 2011

Meglio (dirlo) tardi che mai.

Una volta si è fulminata la lampadina al neon della cucina a casa di mia madre. Noi non siamo esperti di lampadine, ed io solo recentemente ho scoperto che le lampadine al neon si differenziano dalle altre non tanto per il colore della luce, quanto per il funzionamento: le altre infatti sono lampadine a incandescenza. Non che il neon non si riscaldi, ma funziona diversamente, e forse quando muore non si può dire che si è fulminato ma si dovrebbe dire qualcos'altro: che si è esaurito o che ha dato di matto. Ma ancora oggi per noi la differenza più utile è che il neon è bianco e le altre lampadine hanno una luce gialla.
Poi sono arrivate le lampadine a risparmio energetico, e io le volevo a tutti i costi, ma ho scoperto che quelle possono avere luce bianca o luce gialla, anche se secondo me quelle a luce gialla sono fasulle, ma chissà se è davvero così.

Vista l'agitazione che ogni cambiamento provoca, una volta ho avvertito la famiglia che intendevo (in futuro, e se fossero stati d'accordo) aggiungere in cucina una nuova lampada, precisamente sopra il lavello, per supplire alla mancanza di luce che l'essere di spalle al lampadario provoca al momento del lavaggio dei piatti. Pensavo che in alternativa all'acquisto della lavastoviglie avrebbe suscitato un sospiro di sollievo, invece ho riscontrato orecchie da mercante. Per convincere tutti dell'utilità della lampada ho descritto la posizione che avrebbe assunto, spiegato che è dotata di agganci adattabili a qualsiasi superficie, anche alle nostre, parlato del suo prezzo (in tre diversi negozi) e delle sue caratteristiche tecniche. L'unica cosa che non potevo garantire era il risparmio energetico, ma mi sono sempre affrettata a precisare che la lampada ha una lampadina a tubo, quindi se non è a risparmio è al neon, e sprecherebbe in ogni caso meno energia di quelle ad incandescenza.

Dopo aver convinto tutti a dirmi finalmente che l'idea era buona, ho comprato la lampada, l'ho montata con apposite viti al mobile sopra il lavello, e ho atteso i "che bello, ora sì che c'è più luce quando si lavano i piatti!"
Invece ho provocato la seguente reazione:
- Non potevi prenderla gialla? Così bianca non ci piace, non si vede bene. Mettine una gialla. -
- Ma è al neon. -
- Vabbè che c'entra. No no, toglila perché sembra di essere in ospedale! -
- C'entra perché vi avevo detto che non sapevo se la lampada era a risparmio energetico, ma che comunque consumerà poco perché male che vada è al neon. Quindi bianca. -
Poi mi dicono che sono brusca...

Tempo fa decisi di rinnovare la cara Matilde con alcune semplici (mi avevano detto) talee; pertanto riempii CasaMia di vasi in vetro pieni di acqua in cui i rametti di Matilde dovevano metter radici; infine preparai alcuni vasetti con terra nuova in cui piantai quei primi rametti che oltre alle radici avevano già tirato fuori la prima fogliolina. Che soddisfazione.
Considerato che è possibile che molti pensino che io non sia idonea a mansioni domestiche, vedere tante foglioline è stato per me come se le piantine le avessi partorite io, o comunque create grazie alla mia singolare, invidiabilissima capacità di giardiniere: e tutti l'avrebbero riconosciuto pubblicamente.
In realtà non è andata proprio così ma, come successe per il nome, anche per i cloni ho riscontrato subito un certo entusiasmo privo di complimenti, quasi come se le piantine le avessero partorite tutti tranne me, al punto che ora tutti a CasaMia mostrano a chiunque le singole nuove foglioline di ogni vasetto già piantato, e mostrano a me ogni singola nuova fogliolina dei rametti ancora in acqua: "anche questa è quasi pronta", mi dicono fieri di sé.


Oggi io ho preparato altri otto vasetti, sia perché molti rametti avevano già un folto ciuffo di radici, nonostante l'unica fogliolina fosse ancora piccola, sia perché a CasaMia hanno scoperto che tenevo alcuni vasi di vetro in camera da letto e si sono ricordati della fotosintesi clorofilliana e mi hanno sgridata perché le piante di notte producono anidride carbonica e mi fanno male mentre dormo.
Per puro spirito di contraddizione, ho fatto notare che le ho in camera da un mese eppure sto benissimo, forse anzi mi stanno facendo bene, "in ogni caso, ho concluso, se crescono bene è perché le tengo in camera con me sprezzante del pericolo e questo le fa sentire amate".
Un po' come Bella con Edward: lui potrebbe ucciderla attirato dall'odore del suo sangue, ma lei si fida ciecamente e gli si avvicina fiduciosa, lui è lusingato ma ha paura di farle del male senza volerlo.
Per evitare che anche i vicini di casa venissero mandati a dirmi di togliere le piante dalla camera, vista l'idea diffusa che io dia più ascolto "agli altri", ma prima che scoprissi che la scoperta dei rametti nella mia camera da letto era stata addirittura di una persona estranea a CasaMia che si era fatta gli affari miei!, oggi ho deciso di piantare i rametti già pronti (in otto vasetti, per un totale di dodici rametti), preparandomi psicologicamente solo a sentirmi dire che due rametti in un vaso non vanno bene: litigheranno e si ammazzeranno a vicenda, tanto valeva abortirli subito senza sprecare acqua e tenere occupati i vasi di vetro per mesi.
Invece ho provocato la seguente reazione:
- Ma quanti sono, non potevi farne di meno? Adesso dobbiamo avere tutta la casa piena di queste piante? -
- Da un mese ho disseminato la casa di rametti, e ripeto che con tutti questi rametti creerò nuove bellissime piantine di Matilde, e adesso vi accorgete che sono tante e occuperanno tutta la casa?? -
Poi dicono che io sono lunatica.
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