sabato 27 agosto 2011

Porca elle! Ma cosa elle stai facendo?

Scrivo saltuariamente, ancora per colpa del mio pc malato, che verrà curato forse già domani, altrimenti più avanti, in quel caso mentre io sarò via, allora: arrivederci a settembre inoltrato. E per colpa del pc che uso, che non è mio, ovvero non è a mia completa disposizione.
Inoltre: sembra proprio che, ora che non lavoro più, io abbia meno tempo di prima.
Devo fare tante cose, è vero, tante cose che non ho fatto mentre lavoravo perché, dopo il lavoro, davo la precedenza al pc, finché ce l'avevo a disposizione. E tante cose in vista della mia partenza, anzi della partenza di tutti.

Devo cucire un po' di capi d'abbigliamento entro martedì.
Devo sistemare un po' di oggetti vecchi, suddivisi tra paradiso (da salvare), purgatorio (incerta sul da farsi) e inferno (al macero!).
Devo riordinare la mia camera.
Non devo fare una torta, anche se ad ogni merenda mi pento di non essermelo imposto.
Devo fare alcune commissioni, altre invece le ho già fatte.
Volevo andare al mare (volevo, incredibile, vero?), e l'ho fatto:

Devo preparare la valigia, anche se non ne ho voglia, speriamo duri solo oggi.
Devo in ogni caso informarmi sulle temperature, penso però che l'abbigliamento puramente estivo potrà restare a casa.
Devo tenere sotto controllo chi mi circonda, e ideare un sistema di monitoraggio a distanza.
Devo stringere i denti ancora per due giorni, infatti non ho molta voglia di fare la valigia e, mi pare, neanche di partire, semplice pigrizia data forse dalla sveglia ormai fissa alle sette, biologicamente parlando, ma il bisogno di partire è evidente ogni volta che mi cade un oggetto di mano, ogni volta che mi tagliuzzo con coltelli, fogli, superfici non lisce, o che mi procuro lividi senza nemmeno sapere come, semplicemente me li ritrovo per colore o dolore successivo. Devo stringerli perché ho bisogno di ferie, quelle ferie che si stanno finalmente avvicinando, ma siccome non sarò l'unica a partire la famiglia è in subbuglio, nervosa e tendente a prendersela con me, capro espiatorio da sempre. Devo stringerli per evitare che dalla bocca mi escano frasi che poi diventeranno celebri per cattiveria. Devo stringerli per evitare che l'espirazione mi butti fuori oltre all'aria la pazienza o il coraggio necessari per sopportare il nervosismo altrui lanciato come un missile contro di me. Ma anche per sopportare di essere ignorata perché qualcun'altro parte, Qualcuno la cui assenza si sentirà soprattutto se abbinata alla mia presenza, io, quella stronza, Elle, che non serve a nulla, mentre quel Qualcuno buono se ne andrà per sempre. Lacrime di tristezza su tutti i visi.
Io non solo resterò per sempre, ma sarò pure in ferie, proprio ora che servirei, chi se ne frega se le mie ferie sono state pensate, organizzate e annunciate prima che Qualcuno decidesse di partire per sempre, rimane il fatto che Elle, la stronza, resta, e siccome Elle è stronza va in ferie proprio quando serve, quando il sole la luna e tutte le creature si eclisserà, proprio ora che ci stavamo abituando a ignorare perfettamente la stronza, Elle, per dedicarci esclusivamente a Qualcun'altro.
Il mio nome viene fatto solo quando c'è da protestare per qualcosa, o da imprecare.
Il mio nome passerà alla storia come parolaccia.
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