martedì 30 agosto 2011

Solo perché sono a meno uno.

Mi piace svegliarmi la mattina, prendere in mano il mio nuovo romanzo e leggerlo prima di uscire dalla camera, mentre tutti pensano che io dorma ancora.
Mi piace svegliarmi la mattina, stancarmi di leggere il mio nuovo romanzo senza essermi lavata la faccia, aprire silenziosamente la porta della mia camera, uscire di soppiatto, scalza, dalla fessura sottile tentando di non far vibrare le perline della tendina alla mia porta, attraversare furtiva il piccolo corridoio, mentre tutti dalle porte aperte che vi si affacciano potrebbero vedermi, ma non mi vedono e non mi sentono, raggiungere quello che in questo post chiamerò "studio" prelevare di nascosto il pc e tornare più misteriosa che mai nella mia camera, dove accederò a internet, mentre tutti pensano che io dorma ancora della grossa e si chiedono quand'è che cresco*.
Mi piace leggere fra le prime gli aggiornamenti dei blog che seguo, scoprire che altre persone mattiniere postano ricette, recensioni di libri, foto mozzafiato della vacanza ormai agli sgoccioli, impressioni di settembre, riflessioni sulla vita, mentre io avevo intenzione di raccontarvi banali fatti miei, senza alcuna importanza riflessiva, perché il mio blog è un semplice diario in cui a volte  soddisfo il gusto di dire a tutti quelli che sono rientrati dalle ferie che sì, anche io sono stressata cosa credete, ieri ho sclerato perché in due giorni mi son stati accumulati impegni per una settimana, e non ho ancora fatto la valigia (merda la valigia!)...

Ecco, sono così fusa che mi son rovinata da sola il gran finale... volevo urlarvi a sorpresa qualcosa tipo DOMANIII PARTOOO!!! grezza come un pezzo di cemento caduto dal muro, ma niente, non lo farò perché ho accennato già alla mia partenza nominandovi la valigia (merda.. la valigia).

Domani parto, ieri ero fusa e stanca, ho dovuto dormire mezz'oretta dopo pranzo (mi vergogno pure a scriverlo) come se mi fossi alzata alle 5 e avessi spalato merda secca per tutta la mattina, invece forse mi ha stancato dover aspettare le tre per pranzare, nonostante per tutta la mattina non avessi fatto granché.
Domani parto, ma ieri che giornata lunga e confusa, mi sembrava di essere in balia del vento, un vento debole che mi trasportava con fatica, e anche se non c'era tanto caldo io mi sentivo fiacca, e non avevo voglia di nulla nemmeno di sbuffare o sospirare: ormai tutti sanno che quand'è così ho bisogno di ferie, sappiatelo anche voi.

Sappiate anche che sono così da mesi, ma le ferie le ho dovute rimandare settimana dopo settimana, con gli occhi iniettati di sangue, e partirò domani per la Germania, dopo quasi un mese dal corso di tedesco, ora che ho bisogno invece di starmene tranquilla e in silenzio, mentre se fossi partita subito (quando volevo io) avrei parlato tedesco già sul pullman per l'aeroporto.

Sappiate pure che sto partendo con 50 euro in tasca perché il famoso stipendio (per venti giorni di lavoro part time) arriverà il 15 settembre, ve vojo di'.
Ve l'avevo già detto.

E mi piace quando parto con l'idea di un post breve per dirvi solo che domani parto e invece poi vi tedio per due pagine di quadernone con la storia di com'è che mi sono stressata e da quant'è che lo so e quand'è la prima volta che ho deciso di andare in ferie quest'anno e perché alla fine non ci sono riuscita e la prossima volta quello "studio" chiudetelo a chiave fino alle tre del pomeriggio, così io mi alzo presto e faccio la valigia. Oppure finisco di leggere il mio nuovo thriller, visto che domani parto eppure io mi sento in vacanza da quando oggi ho aperto gli occhi.


*basta che per un giorno io mi alzi di nuovo dopo le 9 per far sorgere spontanea e piccata questa domanda in chi mi circonda.


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