sabato 13 agosto 2011

Una donna più donna.

La mattina mi immergo nel traffico, e divento un'altra donna.
Avere la macchina e avere un lavoro, fanno di me una donna avventurosa, una donna che va in giro con il telo mare e il costume da bagno nel cofano, pronta ad una capatina in spiaggia anche se non mi piace. E lo farei davvero, se non avessi a casa una famiglia che mi aspetta.
Sono una donna avventurosa che non si spaventa di fronte a nulla, né alla spia della benzina accesa da 45 chilometri, né alla coda di auto ferme al rientro dal mare il sabato antivigilia di ferragosto: nel frattempo mi sono limata le unghie leggermente squadrate come piacciono a me. Domani mi porterò l'intero set da manicure, perché con le mani sudaticce le pellicine si sollevano bene, e il tempo non mi manca.
Grazie ad una serie di sorpassi azzardati, azzeccati, studiati durante le pause trascorse ferma nel traffico, per rientrare
ho impiegato lo stesso tempo che impiegavo ogni giorno senza traffico. L'unica differenza: il colore del mare, che alle 14 e 30 è turchese acceso, e brillante, mentre alle 18 e 30 è celeste tenue, eppure luminosissimo. Quando sono arrivata in prossimità della curva che me lo mostra, nel punto dal quale ve l'ho già fotografato, ero nel bel mezzo di un fantastico sorpasso in serie, conscia del limite di velocità e dell'autovelox annunciato dal cartello, e non ho potuto inchiodare, e accostare per fotografare l'inaspettata nuance, ma domani arriverò in quel punto a velocità calante, e con la freccia a destra sparata a mille per annunciare il mio cambio direzione verso la piazzola di sosta, sita in posizione strategica sul panorama marino-industriale.

Oggi, domani e dopodomani farò il tempo pieno, otto ore intervallate da una di pausa pranzo, fugacissima e ridotta a venti minuti per le dipendenti fisse, piena e in avanzo per noi dell'agenzia, privilegiate nel rispetto puntuale degli orari di lavoro, tranne le sfigate che non stanno al cinque stelle, le quali non si sa perché arrivano al lavoro alle 8 e 30 anziché alle 9 e poi si lamentano di dover lavorare gratis quella mezz'ora in più. Arrivare alle 9 spaccate, no? Se anche gliel'avessero chiesto, non dovrebbero farlo gratis, e anche per la pausa pranzo/uscita ci dovrebbero sbattere fuori dalle camere alle 13 e 55 massimo alle 14, com'è giusto che sia.
Ma forse solo io e Tizia siamo privilegiate, dato che io oggi sono stata destinata al settore quattro stelle (uno dei tanti: ho visto la cartina del resort e perso il conto dei vari hotel disseminati nel bosco e del numero esatto di camere!), eppure puntuale alle 14 e 5 facevo il mio ingresso in mensa, dopo opportuna figura di merda con un ragazzo dello staff "scusa, posso chiedere a te dov'è la me.. Ah, l'ho trovata grazie": davanti a me c'erano le finestre dietro le quali sedevano tanti camici a righine azzurre. Lui ha risposto con un bel sorrisone "certo è qui" ed io via a pranzo. Da sola.
Alle 15 e 5 cazzeggiavo con le nuove colleghe, e ridevo con la Fumatrice, la mia CollegaEsperta di oggi , giovane e con i dentini grigi dal fumo, strano, visto che si è fumata solo due sigarette in pausa pranzo, una dopo l'altra, ma: "no, la mattina non fumo mai"; e chissà, forse quando l'ho vista io era già alla seconda e quella fumata subito dopo era la terza. Con la Fumatrice ho riso perché non azzeccava il mio nome:
"Emma! Siamo qui!"
Ed io: "Per fortuna ho imparato com'è che sbagli il mio nome.. "
E lei: "Sì, infatti adesso l'ho imparato, ahaha com'è che ti chiamavo prima? Elle?"
ehm...
"No, Elle è giusto, Emma è sbagliato."
"No! Come?"
"Sì, infatti dicevo: per fortuna ho imparato che sbagli il mio nome in Emma, altrimenti non mi sarei nemmeno girata!"
E via alla risata sonora.
Le colleghe del quattro stelle sono tutte giovani e apparentemente sane di mente e simpatiche, a parte l'Orsa che prima mi ha detto "riempi questo" e poi mi ha urlato "basta, non riempirlo che sennò è troppo pesante!".
La zona quattro stelle è stata più pesante, per via dei materassi più bassi che mi hanno fratturato la schiena ad altezza reni, ma più scorrevole perché dopo una mattinata di arrivi ci siam fatte un corridoio di camere stile hotel classico, ovvero siamo state vere cameriere ai piani, e la giornata mi è volata.

Intanto io sono una donna nuova, una di quelle donne che anziché banali liste di cose da aggiustare in casa, neanche fossero uomini tuttofare, stilano liste di futuri acquisti da fare dopo il 15 settembre, giorno di pagamento degli stipendi:
- profumo Noa di Cacharel pallina bianca
- pulizia del viso (tanto quest'estate non mi devo abbronzare, quindi va bene farla alla fine della stagione)
- mensile in palestra: si ricomincia
- luce pulsata all'inguine, la zona corpo a cui dedicherò il 2011-12 (nel 2010-11 ho fatto le ascelle, che però costano meno dell'inguine)
- occhiali da vista nuovi, sia le lenti che la montatura: ne ho una rosa trasparente che è del colore della mia faccia (unica differenza: un tono grigiastro in più nella faccia), perciò non risalta, ne vorrei una bordò o vinaccia, ma anche nera potrebbe andar bene: me ne hanno regalata una usata, se mi dona farò mettere le nuove lenti in quella.
Come vedete ho in lista solo cose per me, per il mio benessere e per la mia bellezza, come una vera donna, piena di femminilità, e chissà che non ne venga fuori anche un bel pacco di libri e uno di stampe fotografiche, per la mia mente e per la mia soddisfazione personale di fotografa improvvisata.
Vi lascio con una rosa che fotografai durante le mie vacanze di giugno e che la persona che mi presta il pc in questi giorni ha messo come sfondo del desktop. Esatto, il mio computer è ancora malato, l'operazione è stata fissata per il 5 settembre, giorno di rientro del dottore dalle sue fottute ferie.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...