sabato 20 agosto 2011

Una donna semplice.

Oltre alla stanchezza, al gran caldo, al traffico dell'esodo dei bollini della vacanza intelligente verso il rientro al lavoro, non c'è molto altro. Se non che faccio progetti di spesa a dir poco ridicoli, visto che la lista si allunga ma il pagamento oltre che lontano è anche insufficiente a tutto.
Ma chi se ne frega? Anche sognare fa bene, se con moderazione.
Intanto un po' di esseri umani cominciano a tornare dalle ferie, così ho potuto scrivere alcune mail in sospeso con certezza di risposta immediata. Di scrivere lettere non ho mai smesso invece, perché con le lettere i tempi sono lunghi anche nei giorni feriali, quindi siamo abituati ad attenderci. Si sono aggiunte però delle cartoline, come ogni estate che si rispetti, ma non mie.

La stanchezza però.. non mi convince. È vero che stamattina sembravo uno zombie, l'ombra di me, lenta come un fantasma, ma non era la stanchezza, anzi oggi mi sentivo più in forma che mai, nonostante il mal di schiena. Ah, ecco, forse era lui che mi rallentava.
E incredibilmente ho lavorato con la leggerezza di chi è disposto a sacrificarsi per l'ultima volta, perché tanto domani riposa. Il riposo però ce l'avevo ieri, domani semmai si scoppia, ma le ramificazioni della mente sono oscure nella destinazione e pure nell'origine, perché interrogarsi?

Delle mie ferie nessuno ha più parlato, o dovrei dire borbottato. Cosa faccio io? Do per scontato che siano state recepite, che tutti se ne siano fatti una ragione?
Sul momento di vedermele negare, ho tremato di rabbia, e mi sono risentita e immalinconita, perché non mi piace che il mio impegno non venga riconosciuto. Come dico spesso: lo faccio, basta che mi paghino. Ad esempio, considerato che potrei laurearmi ma svolgo una mansione per la quale la terza media è sufficiente nonché facoltativa, io penso: che male c'è? Basta che mi paghino, e io faccio anche questo.
E non faccio solo questo, infatti è semmai il mio "secondo lavoro" (in ordine di ufficialità, non cronologico) che ostacola il regolare svolgimento della mia vita.
Perché sottintendo sempre (ma a quanto pare sbaglio a sottintenderlo): basta che mi concedano i dovuti giorni di riposo e di ferie, ed io faccio anche questo (secondo lavoro). Non posso essere disponibile 365 giorni all'anno 24 ore su 24.

Avevo innocentemente immaginato il mio futuro così:
- mansione a tempo pieno, fino a mezzanotte (sta per scattare la serata libera, anche se sarò "libera di andarmene a letto" fino alla sveglia delle 6 e 45);
- altre mansioni a tempo perso, a tempo parziale, interinali, per raggranellare senza impegno né agitazioni, tanto ho vitto e alloggio pagato;
- usare la grana del "lavoretto" per pagare i viaggi durante le ferie dal "lavoraccio", sarà così che mi sentirò di nuovo cittadina del mondo; ma anche per i libri e la palestra, mens sana in corpore sano, soprattutto se non voglio ricominciare coi dolori alle articolazioni (non penso all'attuale mal di schiena o di ginocchio); nonché per la stampa delle mie foto.
Mangio poco, esco ancora meno: non mi sembra di pretendere tanto.
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