sabato 10 settembre 2011

Genova.

L'ho pensato, questo post, ma chi se lo ricorda?

Volevo raccontarvi subito subito di quanto è affascinante e particolare Genova, arrampicata sulla montagna (o sul colle, non mi fido più a definire le altezze così) anzi dovrei dire appesa.
Sì, appesa perché le case sembrano disegnate ognuna su un foglio e poi ogni foglio appuntato sulla collina, e i fogli di sopra rimangono un po' sotto i fogli più in basso.
Sulla cima dei colli intravvedo edifici singoli, forse con mura e torri, naturalmente un'antica difesa della città, perché nelle città di mare funziona così.






Anche Cagliari è sul mare e sui colli, ma non così affollata di case, né le case sono tutte dello stesso colore e dello stesso stile. A Cagliari è tutto più spazioso, si intravvede dal porto la strada che sale sul colle dolcemente, mentre a Genova non vedo strade a parte la sopraelevata che depenna via la chiesa.
Vogliamo parlare della chiesa? Senz'altro è stata costruita prima di tutti questi palazzi, ma è fra loro così fuori posto che sembra aggiunta dopo, per sbaglio, per capriccio anche se non c'azzecca nulla qui.
Oltre l'area del porto, davanti alla chiesa, passa una strada una ferrovia e forse un'altra ferrovia più vicina alla chiesa e sul suo stesso piano, ma da qui non mi è chiaro l'ordine o l'altitudine delle vie di comunicazione.


Questa è la parte vecchia della città (parola di zio):


E questa è dall'altra parte del porto:


Che altro dire di Genova?
Non vedo l'ora di salire in nave, cenare e dormire!!
Al fresco.
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