giovedì 15 settembre 2011

Giorno 16.

Scrivo poco e male in questi giorni.
Potrei elencare le riparazioni fatte in casa, o riportarvi i racconti di vita vissuta.
Non ho un termometro in casa, ma grazie a quello della farmacia e a quello della macchina posso dire che qui dentro e fuori, non si scende sotto i 28°. Impossibile resistere.
Ho ripreso il corso di tedesco, con la consapevolezza (è deciso!) che sarà il fulcro del mio futuro.
Nonostante il livello intermedio (B1), credo che sfrutterò l'occasione che mi è stata offerta di fare l'esame per la certificazione come esterna al Goethe Institut. Costa 100 euro e sarebbe bene spenderli una volta sola dopo il B2, eppure, dopo tanti corsi e nemmeno un attestato sento che per dare una svolta alla mia vita devo darmi la certificazione il più presto possibile. I corsi gratuiti, ovvero i finanziamenti regionali, sembrano finiti con questo, perciò il B2 è:
- un miraggio
- un corso a pagamento.
Stessa definizione per il corso di inglese.

Senza pc cosa posso decidere per il mio futuro?
In casa le modifiche e riparazioni proseguono (anche il famoso armadio bianco, che ora ha la tenda al posto delle ante), con qualche commento, ma nessun ostacolo - tranne per l'idea della lavastoviglie (la sola idea).
In casa ho compagnia: mio zio è dalla mia parte, è come me, ha le mie abitudini quotidiane.
Fuori casa mi fa vivere esperienze sconosciute: nessun uomo in vita mia (né mio padre, né un ragazzo) aveva mai:
guidato
pagato tutto
proposto uscite
proposto di accompagnarmi, venirmi a prendermi, aspettarmi per due ore durante il corso di tedesco per riportarmi a casa prima della corriera
spiegato come funzionano le cose in modo che io possa farle funzionare da sola
chiacchierato con me di qualsiasi argomento.

Anche lui vede che siamo simili e che val la pena di pagare, accompagnare in macchina al corso, spiegarmi tutto del nuovo trapano che mi ha pagato.

Somiglianze:
senso dell'umorismo
voglia di imparare cose sempre nuove
noia a stare fermi.

Differenze:
io sono asociale, lui no
lui vuole una compagna e la cerca pure con gli annunci (mi ha detto), io nemmeno ci penso e non voglio un compagno nemmeno se mi pagano
io posso stare ferma ore, in realtà, quando leggo un romanzo
io non ho molta voglia di servirlo e riverirlo, finché l'ha fatto lui con me mi sembrava carino da parte sua, ma mai scontato; ora che dovrei ricambiare non riesco a non vederlo come quello che tutti si aspettano da me in quanto donna - vivo ancora qui.

Inoltre non posso servirlo e riverirlo, nemmeno quando ricordo che è solo una restituzione dello stesso trattamento che lui ha riservato a me, che se lo merita; e nemmeno quando so per certo che lui non lo vedrebbe mai come un mio dovere di donna - altrimenti avrebbe preteso di essere servito anche a casa sua. Non posso servirlo e riverirlo perché susciterei la gelosia del resto della famiglia, da sempre abituata a chiedere e basta, e dovrei solo contare alla rovescia, in secondi, fino a quando mi verrà rinfacciato. Ricordo ancora quando mi venne rinfacciato di pulire la veranda solo quando ho ospiti a pranzo, mentre per la famiglia nemmeno porgo il sale a tavola. Io che la veranda la pulisco ogni sabato, anche se 364 giorni all'anno mangio sola tre pasti al giorno, e anche se per metà anno la veranda è occupata da metà della famiglia perché lì c'è la seconda tv.

La sensazione di benessere che provo è proprio dovuta a questo: normalmente devo solo dare (ma io so anche rifiutare), perché le richieste altrui sono una costante. Ma mai nessuno mi offre nulla spontaneamente, solo per me, senza pensare già che sarà la contropartita anticipata di qualcosa che potrei rifiutare.
Mio zio non vuole nulla in cambio, sa che non ho soldi, sa che ho la patente eppure guida lui, sa che cucino poco e male  (ma con le torte l'ho stupito, e presto posterò ancora una o due ricette). Mio zio sa che qui sono più i bastoni fra le ruote che i "divertiti", "riposati", "esci pure", "buona giornata" che mi becco.

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