venerdì 16 settembre 2011

Giorno 17.

Saggio è colui che, mentre tutti urlano, urla più forte la sua verità.

Fastidioso è colui che, mentre tutti ripetono noi-siamo-povera-gente, io-non-posso-farci-nulla, se-ne-fregano, stanno-sempre-cambiando e simili, sostiene che "non è vero".

Illuso è colui che parla male del governo e di mister B, e ripete che basterebbe poco per migliorare l'Italia.
Basterebbe aggiustare subito le cose che si rompono.
Basterebbe tenersi i rifiuti in macchina fino al cassonetto.
Basterebbe non rieleggere mister B.
Basterebbe arrestarlo.

Ritiro tutto quello che ho detto, mio zio è come tutti gli altri. Si siede e poi chiede a me di portargli un bicchiere d'acqua. Per favore. 

Al mare che sbadigli, che noia. Il mare è inutile, soprattutto se finisce il rullino della macchina fotografica e subito dopo si scarica la batteria della digitale. E il belvedere di notte non mi interessa, non esce nemmeno se metto il flash.

Non mi piace chiacchierare con i tedeschi del tavolo a fianco e dare loro info (stavolta sul menù da scegliere, ma si può?); tedeschi che, appena scoprono che capisco, e addirittura parlo!, tedesco mi chiedono di mister B. Una congiura contro di me: non vedono l'ora di parlare di mister B, di dissociarsi di dirsi increduli e incapaci di capire. Ma io che c'entro? Io non l'ho votato. Giuro.
Non basta che l'Italia sia un paese di merda (la citazione andrebbe tra virgolette, giusto?) ma devo anche sentir parlare ogni giorno di quell'italiano con la diarrea. Direi che abbiamo appurato almeno una cosa: parlare non serve a nulla.
Mi è stato chiesto se riesco a spiegare questo fatto che in Italia al governo c'è mister B. - con una supervalutazione delle mie capacità di opinionista in tedesco, mi pare.
A parte che io sono in vacanza, e pure seduta a tavola a cenare. Se vi dico che all'improvviso un cane vagabondo che ci girava attorno per scroccare ossi di bistecca è diventato il mio migliore amico, anzi la luce dei miei occhi, mi credete?
Rispondo laconica: "è incredibile, per me".
Non ho parole in italiano, come potrei averle in tedesco?

La "cura dell'affetto" attuata con la "medicina del contatto" non funziona con me. Forse sabotata dai discorsi su mister B. e sulle condizioni di merda dell'Italia e del suo sud soprattutto. Ma la verità è che ci ho provato a lasciarmi curare, e va bene non si possono pretendere risultati immediati, sarebbe come pretendere che Morticia Adams sorrida e sfoggi abitini a fiori quando il "dottore" schiocca le dita (in un film si era "ammalata" di questa malattia, o sbaglio?). Se per un anno intero io.. no, impazzirei prima.
Le mani sull'avambraccio, usate come introduttori di frase, iniziano già ad irritarmi: io sento con le orecchie, mi verrebbe da dire, brusca. Ma alla fine opto per la diplomazia del riflesso pronto dello scatto laterale appena lascio la parola all'interlocutore. Inoltre parlo scandendo bene le parole, per evitare le domande sull'avambraccio: "come? scusa?".
Non è solo che non sono abituata, è che non mi piace proprio.
Perciò oggi è stato snervante: tenersi alla larga e parlare a voce alta è stancante.

F5 sulle differenze tra me e mio zio:
lui attacca bottone con tutti, io se posso faccio finta di non aver sentito
a lui piace il mare, a me no
a lui piace girare in macchina, per una carrellata di paesaggi, io se non scendo dalla macchina comincio a credere di essere diretta al lavoro.

Eravamo in un posto nuovo: visto mille volte - ma perché me l'ha chiesto se poi decide lui?- ed era pure pieno di ragazzi carini, ma cavolo mi vedevano con lui, mi guardavano male e poi se n'andavano!
Vabbè che tanto non sarebbero mai riusciti ad attaccare bottone con me...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...