sabato 17 settembre 2011

Giorno 18.

Mi scoccia dire "quando sono tornata", eppure è vero: sono tornata.
Si è trattato di un trasloco in un posto nuovo, nel quale lentamente (e faticosamente) mi sono integrata, dando conferma di una qualità che ho posseduto ovunque (vedi foto), ossia Integrationsfähigkeit* all'ennesima potenza, ferma restando la fatica.
Però non posso dire "quando mi sono trasferita" perché io qui c'ero già stata (purtroppo) e ci sono effettivamente tornata: è una questione non solo linguistica. Infatti nel concreto ciò che ho fatto è stato trasferirmi in un posto in cui ero già stata, ossia tornarci. Inoltre la sensazione è stata solo inizialmente quella di trasferirmi in un posto nuovo, perché rivedevo quel posto con occhi nuovi, occhi di me cresciuta. Mica briciole, nel ristorante della vita. Infine è stato anche un ritorno verso mondi, sensazioni, esperienze, persone rimosse dalla mia memoria, quindi un loro ritorno nella mia mente, ritorno più o meno indolore.
Anche la curiosità, infatti, ha avuto la sua parte.
Ma il dolore soprattutto.
Alla luce del quale, dire "tornare" mi puzza di minestra riscaldata o di perseveranza nell'errore. Cosa che non è, ve lo assicuro, ma se vi servono dubbi esistenziali, ditemelo.

Insomma, mi scoccio perché, quando racconto qualcosa di recente, sto sempre lì a rimarcare che quella cosa è successa "quando sono tornata" mentre potrei dire semplicemente "due anni fa", ma la verità è che "due anni fa" renderebbe l'idea solo di quanto tempo è passato da quando è successa, mentre il nucleo semantico di quanto racconto è dato dal fatto che prima vivevo in una metropoli super accessoriata, mentre ora in un paese che è già troppo se di lui si può dire che "è in provincia di". Quindi potrebbe essere successo in qualsiasi momento, quello che racconto, ciò che conta è che non sarebbe successo, se non fossi tornata.

Quindi ciò che ho fatto due anni fa quando sono tornata, ha un rilievo particolare in certi racconti perché l'ho fatto per la prima volta qui, ma anche nella mia vita. Ciò che ho fatto da "quando sono tornata" ha tutto un altro ritmo, sapore, significato, anche se (quasi) solo per me.
Infatti nella mia vita ci sono persone che non sapevano che fossi partita, persone che non hanno capito che sono tornata, e persone che non sanno che esisto.


Oggi però mia madre ha detto "all'inizio che siamo venuti" ed io, a parte notare subito il "che" super polivalente, mi sono consolata, perché se lo dice lei, che abita qui da più di trent'anni!
Ps. Parlavano della quantità di mosche in casa in estate. E son ricordi anche quelli.

* se integratiosfähig significa "capacità di integrarsi", va da sé che Integratiosfähigkeit è la "capacità di integrarsi"; perché voi lo sapete, vero, che il suffisso -keit indica un sostantivo, no?
..mm.. e magari sapete pure che si pronuncia [kait]..
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...