lunedì 5 settembre 2011

Giorno 6.

h 07.45: 16,4° - 22,1°

Appena arrivata ai 3/4 della tazza di caffè ho avvertito uno stimolo che molti sognano, soprattutto quando sono in vacanza, non hanno nulla da fare e si annoiano. Io però stavo chiacchierando. Ma ho saputo trovare un buco nella conversazione, anche grazie al cane, che si è sollevato sul divano in cui sonnecchiava: cosa c'è e cosa non è, cosa vuoi e cosa non vuoi, io mi son defilata. Ma nel bel mezzo del mio senso di fuga, ho captato brandelli di conversazione tra loZio e il cane sul biscotto quotidiano, contemporaneamente ho intravisto un pezzo di biscotto sul pavimento, e l'ho detto. Risultato: tre minuti preziosi spesi per convincere il cane a scendere dal divano per vedere il biscotto, e poi per convincerlo a mangiare il biscotto, cosa che se lo vuole non è necessaria perché ti salta addosso e lo capisci che vuole un biscotto. Se sei nuova di casa ti fa vedere anche dove sono. Ma la necessità di sfatare il mito della fuga (vergognosa) da una conversazione al bagno, era tale che: -Lo vuoi dalla mia mano?- ho chiesto al cane, materna.
Lui l'ha preso in bocca.
- Ecco vedi?-
Poi l'ha risputato.
- Ecco no.-
Risultato successivo: l'effetto fuga in bagno è stato più evidente perché a quel punto lo stimolo era diventato una minaccia, e per di più in bagno ho dovuto spendere un altro minuto prezioso per lavarmi bene bene le mani dal biscotto e dal cane.

Quando invece lascio il bicchiere dell'acqua sul prato accanto alla sdraio sulla quale leggo... qualcun altro potrebbe prenderlo come un'offerta gentile, e berla.


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