domenica 4 settembre 2011

Giorno 5.

h 03.50: 19,9° - 23°
piove a tratti, colpa della Kirmès, a quanto pare, che qui fa al tempo l'effetto del 1 maggio da noi.

Dialogo con battute originali:
LoZio:- è sempre così: durante la settimana, sole e caldo, la domenica piove. Adesso sentirai come si lamentano. -
LoSpirito:- Beh, ma anche il sole vuole il fine settimana libero per riposarsi. -
LoZio:- Eh, ma il sole si vuole pure lavare. -
Ok, sono sulla buona strada, ma ne ho ancora tanta da fare prima di uscire con una perfetta e inimitabile battuta stile mio zio. Da simpaticone dongiovanni. Chi mai potrò conquistare così?

Domande con risposte standard:
- Come stai? -
- Bene. -
- Ah, bene. - e sorriso.
- Eh, deve.-
Es muss, deve. A quanto pare è una risposta tipica tedesca che credevo tipica dei vecchi (la prima che me l'ha data è stata la vicina di casa settantenne), ma anche i giovani non rifiutano di sfoggiare cotanta verve filosofica: deve andare bene, perciò va bene. Un po' come quando a CasaMia si risponde: eh, si tira avanti.
Anche questa risposta per me è da "vecchi", le nuove generazioni non dicono, né direbbero mai una cosa che puzza così tanto di rassegnazione, vittimismo e modestia in una frase sola.

h 05.10: attorno a me, nel buio mitigato da qualche lampada personale, i mercanti di cianfrusaglie allestiscono i loro spazi sotto ombrelloni o gazebo (se riprende a piovere saranno utili) sui cosiddetti Tapeziertetische, se ho capito bene: i tavoli del tappezziere, lunghi un metro esatti, piegabili in tre, e presenti in ogni casa che si rispetti per misurare la carta da parati (qui ancora molto usata), sono infatti millimetrati.
Io intanto dovrei dormire, così ha detto mio zio.
Quindi non scrivere.

Ho cercato di dormire in macchina, ma il cane continuava a piangere perché si sentiva abbandonato da mio zio che era fuori dalla macchina. Ad un certo punto gli ho infilato un piede sotto la pancia e l'ho dondolato: sarò un'ottima mamma. Ho dormito dalle 6 alle 7, mentre loZio era in macchina con noi, dopo aver montato la sua bancarella e prima che facesse giorno. Poi loZio è sceso dalla macchina e il cane ha ripreso i suoi mugugni di dolore: sembrava un piccione, chissà forse ha catarro represso.

Devo imparare che qui mai nessuno mi presenta a nessuno: la mano si da come saluto, non devo dire il mio nome, basta un Hallo.

Gute Antwort.
- Sei qui con loZio per lavorare?-
- No no, io sono in ferie. -
- Ahah: ottima risposta.-
Ai tedeschi le risposte pronte degli stranieri piacciono: profumano di integrazione.
Io poi sono tutta mio zio...


h 12.30: un uomo ha comprato un cucchiaio intarsiato, ed io son partita con la mia battuta "alla zio":
- Quello oggi può mangiare la zuppa: il cucchiaio ce l'ha. -
In realtà le vere battute alla zio sono più complesse, infatti prevedono due fasi:
Fase uno:- Quello oggi può mangiare la zuppa. -
Qualcuno che, ignaro di cosa l'aspetta, chiede, perché non capisce il senso di quella frase solitaria:-Perché?-
Fase due: -Il cucchiaio ce l'ha.-
E il qualcuno di turno ride a crepapelle.
Nonostante io abbia sputato la battuta in un'unica frase, miglioro.

Invece non conto più le volte in cui mi si è attorcigliata la lingua nel parlare tedesco, né quelle in cui mi sono allontanata, o mi sono finta turca, quando qualche italiano salutava mio zio o addirittura si fermava a chiacchierare di come vanno gli affari.

h 14.10: dopo sette ore di osservazione delle persone al mercato posso dire:
- solo tre avevano il cellulare in mano e telefonavano;
- le slave sculettano;
- le turche tengono il broncio, soprattutto se sono sole o se sono con il marito (con le amiche chiacchierano);
- le turche giovani vestono alla moda: ad esempio le bambine hanno la borsetta di Hallo Kitty, le adolescenti la cintura larga sotto il seno;
- le poche tedesche che vestono alla moda hanno scelto il marrone chiaro del prossimo inverno e non il grigio tortora dello scorso (come invece le turche);
- ai maschi tedeschi piacciono le canotte spalla larga, i tatuaggi bene in vista e l'orecchino (uno solo): riescono a spaziare con un solo lato del corpo dagli anni Ottanta ai Novanta ai Duemila;
- i maschi turchi sono ancora anni Sessanta, con pantalone stretto e camicia infilata dentro, dai colori improponibili per il maschio d'oggi: marrone biscotto, senape chiaro, salmone;
- i maschi turchi giovani più moderni sono quelli hip hop;
- i maschi slavi di una certa età tendono al rigato orizzontale nella maglietta, infilata nei jeans, e il rasato parziale del capello a cui non manca mai, infatti, un ciuffo di qualche centimetro più lungo sulla fronte; oppure riga da una parte e camicia bianca;
- le tedesche più vintage non vanno oltre gli anni Ottanta: gilet di pelle nera, magliette larghe con le spalline, pantaloni a sigaretta, giubbottini in jeans; tutte donne che negli anni Ottanta erano giovani e alla moda.






Io invece oggi ho apprezzato particolarmente la mia valigia di vestiti: indescrivibilmente adatta a questa vacanza, e funzionale a queste strane temperature.

h 18.50: 21,4° - 24,5°

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