venerdì 9 settembre 2011

Svizzera.

Avevo immaginato la Svizzera come la famosa montagna di Heidi. Infatti ci sono le Alpi, no?
Eccoci in Svizzera:


E per chilometri niente foto, nemmeno dal finestrino sporco, ma tanta delusione.
Autostrada, zona industriale, ponti e cavalcavia, traffico, strade e autostrade, macchine, cemento, grigio, industrie, casermoni, oppure barriere antirumore che oscuravano la vista dalla strada. Che tristezza la Svizzera moderna.
Mio zio raccontava gli ultimi cinquant'anni di passaggio in Svizzera per le ferie ed io pensavo: che schifo, ma la Svizzera è questa? Siamo entrati da Basilea, piccola e industriale, e ho scoperto che l'autostrada non è antichissima, e prima che la costruissero si dovevano attraversare città e paesi, percorso suggestivo ma lunghissimo.
Unica nota interessante di questo primo tratto: il traffico.
Poco dopo Basilea, in prossimità dell'uscita per Berna -anzi, da Berna - abbiamo assistito ad almeno dieci chilometri di traffico nella direzione opposta (da Berna appunto), che in Svizzera.. e qui ho capito che grigio o non grigio eravamo in Svizzera e non altrove... traffico che in Svizzera significa automobili ferme ad almeno dieci metri l'una dall'altra, niente clacson, niente corsie extra, solo le due segnalate dalle strisce disegnate sull'asfalto, strisce che, in caso di lavori in corso sono arancioni (bellissime). Per chi, come noi, si stupisce di tanto ordine, fra i vari cartelli stradali (tutti piccoli e quadrati, preferibilmente appesi sulla strada e non infilati ai lati della carreggiata), ce n'era uno che spiegava molte cose, in tedesco:
Abstand auch im Stau - distanza anche nel traffico
cioè anche fermi nel traffico va mantenuta la distanza di sicurezza, cosa che gli svizzeri fanno, ve lo confermo!

Appena entrati in Svizzera ho anche avuto modo di notare e commentare i prezzi del diesel, altro che Lussemburgo! Una piccola consolazione però rispetto alla tristezza dei prezzi italiani, infatti scoprire che anche nell'ordinata Svizzera:
- Ah però! Un euro e sessanta il diesel!! - con tono stupito e contrariato.
LoZio: - Sì ma quelli sono franchi. -
Ah ecco, franchi svizzeri, certo, lo sapevo. In un'altra vita.

La vera consolazione, pertanto, è arrivata vero le 18.50: la Svizzera da nonno di Heidi esiste!



Come potete vedere le montagne sono ancora lontane, ma io non sto a ripetervi la terza figura di merda collegata al comment.. vabbè ve la dico:
- Ma qui siamo già in montagna! - con entusiasmo che nemmeno Heidi a cinque anni...
- Ahahah, macché montagne qui è ancora pianura, quando arriviamo alle montagne te ne accorgi. -

Meglio fare pausa, e fare pipì in un bagno in muratura (ps: pulito, sì, ma che puzza. Felice di aver trovato un difetto, soprattutto perché mi ero già scordata la zona industriale e nodo autostradale trafficato di Basilea).

Vierwaldstüttersee: è e-nor-me!! Il lago dei quattro cantoni.




Vedete le montagne sullo sfondo?


Finché le montagne non sono arrivate (foto sotto) e, sì è vero, ho capito che erano loro la nostra vera metà, dato che si stagliavano davanti a noi. E mi sono resa conto che davvero avremmo attraversato trafori lunghi e Alpi alte.


Altre foto che ho fatto ma che vi risparmio perché sfuocate sono state:
- il cestino delle mance nel bagno della stazione di servizio di Bellinzona, dove ci siamo fermati a dormire, cestino al quale non ho aggiunto un centesimo nonostante il bagno pulito, perché quando ho scoperto che al bar self-service accettavano tranquillamente anche gli euro, al cambio di 1 franco e 14 ciascuno, ho anche avuto modo di notare che per un muffin, un cappuccino e un caffelatte abbiamo speso - in euro - solo 17 ; il bagno gratis a quel punto mi sembrava il minimo;
- il lago di giorno, ma non ricordo più quale;
- tratti di strada tra la Svizzera tedesca e la Svizzera italiana, ossia: il traforo del San Gottardo, lungo 17 km al quale siamo arrivati che era buio, e che inizia nel cantone tedesco e finisce in quello italiano, il canton Ticino.
Prima della galleria un manichino in giacca arancio fosforescente muoveva il braccio tenendo una bandiera, come fanno gli operai dei lavori in corso per segnalare agli automobilisti di rallentare: di notte in Svizzera lavorano gli automi...
Il semaforo all'ingresso della galleria permetteva a gruppi di macchine di entrare nel traforo a turni, in modo da non affollarlo troppo, ed ogni gruppo doveva poi tenersi distante da quello precedente almeno 150 metri: la segnaletica a terra indicava la lunghezza di 50, 100 e 150 metri via via che si procedeva, cosicché anche il meno dotato di occhio per le misure avrebbe potuto rispettare la distanza; e devo dire che nonostante l'illuminazione, percorrere 17 km dentro un tunnel col pensiero dei vari incendi di cui si è avuta notizia, è un po' angosciante, perciò i 150 metri si rispettano volentieri, perché lasciano spazio ai soccorsi e tempo di trovare la via d'uscita più vicina, se non si ha la sfortuna di viaggiare proprio sul mezzo che si è incendiato, certo.

La Svizzera italiana mi fa un certo effetto. Sento parlare italiano, non con un accento particolare, non saprei dire, ma è evidente che queste persone non sono italiane, sono svizzere. Nemmeno un comportamento particolare, eppure come italiani li vedo... strani, poi ricordo che sono svizzeri, condividiamo solo la stessa lingua. Ed è la loro lingua madre, eppure io per un attimo aspetto la pronuncia straniera o l'errore ortografico, poi mi ricordo che l'italiano è la loro lingua, anche se siamo in Svizzera. E mi chiedo: avranno qualche particolarità nei modi di dire o nella selezione dall'ampio ventaglio di sinonimi, come succede nella stessa Italia coi vari geosinonimi o anche fra il tedesco di Germania e quello d'Austria? Sarebbe interessante scoprirlo, ma di un italiano svizzero particolare non ho mai sentito, anche se non ciò non vuol dire, lo so lo so.

Ci mettiamo a letto dopo un po' di chiacchiere sulle sedie da spiaggia, nel parcheggio della stazione di servizio di Bellinzona, fra camper e autotreni, fortunatamente non alle dieci come in Lussemburgo con tutta la notte davanti!, ma poco dopo mezzanotte.
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