domenica 9 ottobre 2011

Confessione epistolare.

Carissima RosaLux,
ho rispolverato la mia macchina da scrivere, prima col pensiero, nei giorni in cui avevo il computer rotto, anche se non so perché, visto che non dovevo scriverti al computer, poi con lo straccio, quando ho riordinato la camera, ed ora con l'uso. Era dai tempi delle medie che non la usavo, o forse solo qualche volta per qualche motivo, e alle superiori facevo gli esercizi di dattilografia, ma non scrissi più interi appunti a macchina, come facevo quand'ero alle medie (mia madre dettava le parti del libro sottolineate, io rielaboravo la frase e scrivevo, e se lei sentiva che premevo il tasto per tornare indietro e correggere, mi sgridava...).

Rimandavo la lettera, perché mi sento indietro con tutto, devo recuperare "lavori" al computer lasciati in sospeso, ma il computer ancora si prende i suoi momenti di libertà. Le vacanze sono finite, e lui invece... Ho mille idee per la testa, eppure non posso cercare su internet le info che vorrei per poter valutare e decidere, mi sento fuori dal mondo e in balia della ribellione della tecnologia! Ho fatto qualche torta (a questo punto del nastro la macchina si blocca e mi accavalla le lettere), ho pulito la camera e la veranda, vale a dire riordinato i libri e smaltito un po' di roba, non ho preparato il quaderno di parole in tedesco, anche se ho pensato a nuovi libri da comprare, ho letto poco in quanto a romanzi e l'unica regolarità e novità è la lettura quotidiana del giornale a colazione, ma per il resto il futuro di ordine e regolarità che avevo immaginato per me durante le ferie, ancora non si materializza: colpa del computer, mi dico, che non collabora e in più mi preoccupa, perché anche se si tratta di un problema dello schermo, temo che ne risenta anche la sua memoria: l'altra sera, quando si è deciso a mostrarsi in tutti i suoi colori, anziché lavorarci, ho messo su cd foto e scritti, in preda all'apprensione; da più parti mi arrivano voci-consiglio su un nuovo acquisto, perché se devo andare avanti con sostituzioni a 75 euro per volta (l'ultima volta che ho usato questa macchina, l'euro non era nemmeno nell'aria!!), faccio prima a comprarmelo nuovo. Dicono. Ma perché ogni volta che il mio pc ha un problema, io, chic come poche, me lo devo comprare nuovo?

Ma veniamo alla famiglia: sembra tutto calmo e rilassato, senz'altro anche grazie alla presenza di mio zio per le sue ferie fino a fine settembre, che ha sciolto anche gli animi più riottosi al buonumore e al quieto vivere. Io m'impegno a rimanere altrettanto sciolta, e funziona abbastanza bene, come metodo salva famiglia. Intanto mi cerco da fare [...].
Bene, dopo tanta speranza e un pizzico di vanagloria, la notizia più eclatante che ci sia: l'avevo accennato a mia sorella, ma non sa che ho già firmato... la... rinuncia agli studi.
L'università fatta di fretta di finire, di esami da dare per liberarsene, di burocrazia affamata, di tasse e di "multe" a chi non da tot esami, l'università di professori che insegnano stando dietro la cattedra e di parenti che aspettano di vedermi laureata così inizio a lavorare... non è la mia università. A me piace imparare, e posso farlo anche senza pagare 1000 euro all'anno, senza "multe", senza lezioni affollate, senza colleghi che non hanno voglia di imparare eppure si sentono obbligati a studiare e soprattutto senza professori fossilizzati sul libro.
Non avere più pressioni esterne, domande attorno, richieste che mi allontanano dal dovere di studiare  e quindi mi agitano, non avere più il dovere (dovere?!?) di studiare è un vantaggio in più che però è il motore di tutti gli altri fastidi che notavo.
Ci penso da aprile, dopo una crisi dell'apprendimento che ha mostrato tutta la gravità della mia condizione quando, con un groppo in gola e tante perplessità, ho pensato di mollare, ho poi urlato dentro di me no! non posso!, poi pensato di mollare, e a quel punto mi sono sentita incredibilmente leggera e libera, ho letto in pochi giorni i Promessi sposi e un profilo sul Manzoni intellettuale che ammuffivano lì da tempo, ho capito diverse regole della sintassi latina, perché tanto quell'esame avevo deciso di non darlo, perciò non avevo più l'ansia da prestazione che mi procurava... insomma, è una sensazione stupenda, quella di studiare per piacere: a Siena leggevo sempre qualche libro in più, per capire meglio, per imparare, perché mi piaceva quello che leggevo; qui invece al terzo libro in programma sbuffavo stanca dell'argomento, io??? Sì, ero proprio io.

Per tutta l'estate mi sono dedicata al tedesco, con immenso piacere, e a scrivere in italiano e... vorrei conciliare i miei piaceri intellettuali lontano dalla burocrazia universitaria che mi mozza le iniziative coi suoi limiti di età, di numero, di crediti, di anni di iscrizione* (è così che sono stata esclusa, ad esempio, dalle collaborazioni studentesche); a ciò si aggiunge la delusione per l'ateneo cagliaritano: no comment.
Scelta sofferta nella teoria, ma che nella pratica mi ha riportato la serenità, e forse da allora sono più umana e conciliante anche in casa, dove mi si può chiedere qualsiasi favore senza che io sbuffi irritata; poi certo, rimango notoriamente brusca, mica sono l'angelo affettuoso che tutti vorrebbero. Affettuoso e remissivo per la precisione.

Bene, dopo questa sconvolgente verità (ma io la vedo anche molto coerente con l'idea che avevo quando mi iscrissi a Siena), posso lasciarti con la promessa di vederci presto [...].
Un abbraccio fortissimo, a presto
Tua Elle.

Ps. A parte gli errori... non fa un'impressione bellissima leggere pagine scritte a macchina? Ma anche solo fissarle senza leggere!!

*non voglio studiare solo per le statistiche sull'istruzione italiana.


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